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14 Flamerule, 1358 DR – Il Re Amaro della Corte Briaca riceve una promozione

“Orlyra non mi avrebbe tradito.”

“Non ti ha tradito, sciocco, ha solo condiviso il tuo segreto con qualcuno che avrebbe fatto in modo che rimanesse tale ancora un po’.”

L’unico occhio che riuscivo ad aprire distingueva una macchia bianca dalle vaghe fattezze femminili. Valutai non fosse una minaccia immediata. Nel mentre un behir aveva deciso di sedersi sulla mia schiena per scorrere le ultime gride, un gigante delle tempeste cercava a martellate di uscire dal mio cranio e una qualche forma di melma filamentosa stava lasciando la mia bocca per passare la villeggiatura in un luogo più salubre.

“Prima ti dai tanto da fare per passare inosservato, poi metti in piedi il più assurdo baraccone che Arabel ricordi, come te lo spieghi?”

“Non mi piacciono le spiegazioni, che vuoi?”

“Ti ho portato la colazione.”

“Colazione? Che ore sono?”

“Quasi ora di pranzo in verità, ma visto che ti sei appena alzato…”

Sollevai con fatica la testa dal materasso in modo da aprire anche l’altro occhio. Il behir doveva essersene andato, perché riuscii a inarcare lievemente la schiena. Il cigolio che produsse però non prometteva niente di buono. Qualunque cosa avessi fatto, dovevo aver esagerato.

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30 Hammer, 1358 DR – Le torbe di Mistledale

– Dannazione… – imprecò Zachary Bumblerose mentre, per l’ennesima volta quel giorno, sprofondava fino alle ginocchia in un acquitrino celato dal marciume della vegetazione.

– Capitano! – Arvid e Trygve, che gli erano ad un passo, lo afferrarono per le braccia aiutandolo ad alzarsi.

Ellios, da sotto al cappuccio del suo pesante mantello, accennò un sorriso osservando Zeke sacramentare, intento a strizzare la lunga barba scura per liberarla dalla fanghiglia. Un sorriso era un evento raro. I tre mesi passati nelle foreste colme di melma, al ghiaccio e alle intemperie, costretti al vagare in una nebbia irreale che impediva qualunque fuga da quelle lande, avevano fiaccato il morale anche degli uomini più temprati. La caccia scandiva la loro giornata, la caccia agli estranei che in qualche modo si erano risvegliati dopo la visita del primo contingente di Dragoni Purpurei ai Campi dei Tumuli, nel Marphenot dell’anno precedente. O almeno questo era quello che supponevano. Continua a leggere 30 Hammer, 1358 DR – Le torbe di Mistledale

5 Hammer, 1358 DR – L’inverno è arrivato

La mattina del 1 Hammer 1358 Halfgrimur, come a voler inaugurare l’Anno dell Ombre,  raggiunse ancora una volta quella che, ormai, poteva considerare la sua seconda casa: Shadowdale. Le cicatrici lasciate dalla magia nera lo avevano reso più vecchio di quarant’anni. Un’ inezia che, tuttavia, lo rendeva orgoglioso della sua genia.

Il nome che portava, un nome da umano, era un fardello pesante ora, in quanto, vista la notorietà di cui godeva in paese, non appena sillabava per intero “H-A-L-F-G-R-I-M-U-R” tutti rimanevano perplessi, sforzandosi di collegare le sue orecchie a punta ad un nome così inusuale e poco idoneo ad un nativo di Cormanthor. Continua a leggere 5 Hammer, 1358 DR – L’inverno è arrivato

24 Marphenot, 1357 DR – La fortuna non sembra proprio dalla nostra parte

Sopra, nella stanza della vecchia capanna dove si trova il buco infernale in cui io e Ellios ci siamo infilati, continuano le consultazioni. Halfie, da buon diplomatico quale è sempre stato, prova ad ammorbidire i soldati di Mistledale, i quali sembrano intenzionati ad andare a trovare rinforzi in città più che ad affrontare di nuovo i fendenti di Zeke che hanno tranciato le membra del loro commilitone. Il comandante del Cormyr prova a girare la questione sia sul pericolo imminente della malattia che ha contagiato i morti, compreso l’esemplare appena fornito da lui stesso. I toni della conversazione sono oramai esasperati a tal punto che neanche lo spauracchio dei ritornati convince i soldati di Mistledale a fidarsi del nuovo arrivato al comando, figuriamoci la minaccia della corte marziale che Zeke utilizza come ultima istanza. Halfie tenta anche la strada delle sue nuove arti magiche per evitare lo scontro, ma probabilmente sono di troppo recente scoperta per risultare efficaci come quelle di Paula. Lo scontro è inevitabile, così come il risultato viste le abilità dei miei compagni. Le due guardie di Mistledale giacciono nel fango. Continua a leggere 24 Marphenot, 1357 DR – La fortuna non sembra proprio dalla nostra parte

23 Marphenot, 1357 DR – Gli amici sono i nemici e i nemici sono gli amici

“Siamo in una situazione critica. Niente di nuovo, sia chiaro.

I buoni sopra, i cattivi sotto. Sopra prospera la civiltà, il raziocinio, la volontà, il Bene. Sotto si annida la paura, il caos, la sottomissione, il Male. Sappiamo tutti che le cose non stanno così ma ci fa comodo pensarlo.

Due di noi si trovano sopra, due sotto. Il gruppo è diviso. Non si impara mai dai propri errori. Li si perpetua fino all’ultimo, quello fatale.

Si tratterà dell’ennesima opportunità che Tymora ci offre per apprezzare il valore della Vita o l’ultima trappola nella quale volontariamente ci siamo andati ad infilare?” – Halfgrimur della Corte Elfica – Marphenot, 1357 DR, Anno del Principe

 

SOPRA, notte.

La retorica di Zeke non è migliorata col tempo. Anzi.

Non convince quegli stolti dei Cavalieri di Mistledale – i due Dragoni invece, educati alla disciplina del Cormyr, si piegano all’autorità – che Yngwar non era più Yngwar quando ha provato a pugnalarci alle spalle, ma soltanto un freddo esecutore animato dal cupo odio di chi non appartiene più alla schiatta dei viventi. Nel tentativo di far passare dalla nostra parte quelle pecore travestite da soldati, utilizzo un vecchio trucchetto per far sobbalzare magicamente le assi di legno sotto al cadavere durante l’arringa del capitano. Nulla.

Il pregiudizio nei miei confronti è tale che mi danno del fattucchiere: ci intimano di deporre le armi. Il più loquace degli ammutinanti è il primo a pagare la sua arroganza con la vita: Zeke lo decapita brutalmente.

Silenzio. Continua a leggere 23 Marphenot, 1357 DR – Gli amici sono i nemici e i nemici sono gli amici

23 Marphenot, 1357 DR – Tumuli nella nebbia

Dal diario di Zachary Bumblerose, capitano dell’ordine dei Dragoni Purpurei.   1332 dalla fondazione di Casa Obarskyr – Anno del Principe

Faccio approntare il carro e dò disposizioni agli uomini. Trasmetto una sicurezza che non c’è, che sicuramente non ho. È cominciata stamane. Per la prima volta, la vista mattutina delle terga pelose di Arpino mi hanno fatto andare di traverso la salsiccia briaca, poi ho visto quei due.

Ormai ho abbastanza esperienza per sentire…per capire che non c’è altro da prendere. Il momento è passato. I guai quando arrivano, si susseguono a frotte, a ondate a legioni in formazioni inarrestabili. Quando questo succede, l’unico modo per avere qualche possibilità di non restare travolti è bloccare il colpo all’origine, prima che l’urto frantumi ogni cosa. Così non mi ha sorpreso ricevere la notizia dell’agguato e non mi ha sorpreso vedere che le frecce erano di fattura umanoide. Il capitano Zeke parte per i tumuli, ho pensato appena ho visto quei corpi, l’unico posto della zona in cui sono certo cucinino una pessima salsiccia briaca. Continua a leggere 23 Marphenot, 1357 DR – Tumuli nella nebbia

21 Marphenot, 1357 DR – Inattesi ricongiungimenti ad Ashabenford

Stavamo giusto addentando una costina di quelle che non si dimenticano io e il buon Zeke, quando guarda guarda chi ti arriva ad Ashabenford come se ce lo avessimo chiamato apposta?! Lo spilungone cercafunghi che ci aveva lasciato in braghe di tela a Myth Drannor qualche tempo fa, accompagnato da un altro spilungone con le orecchie normali e i fianchi larghi, che anche se si veste di nero si vedono lo stesso. Zeke lo accoglie nel migliore dei modi, condividendo con Halfgrimur e seguito i privilegi dei suoi ultimi avanzamenti di carriera. Ashabenford offre ora un clima favorevole ai ricongiungimenti, che siano fra eserciti o fra vecchi compagni. Scambiamo qualche convenevole nel palazzo della guardia affidato al comando di Zeke, che come al solito si è circondato di donne e cibo. Ellios, che si è rivelato poi essere una vecchia conoscenza di entrambi i miei compagni, non sembra però gradire molto l’offerta. Senza dire niente, ad un certo punto, si assenta dalla compagnia, proprio mentre stiamo per iniziare un giro nella città. Continua a leggere 21 Marphenot, 1357 DR – Inattesi ricongiungimenti ad Ashabenford

24 Eleint, 1356 DR – L’epilogo della Compagnia dei Custodi

Li trovarono stesi, esanimi, in mezzo al fogliame che copre la terra scura del Mediobosco, con le vesti sporche e lacere. Quando anche Zeke era finito a carponi, Kloi aveva compreso che non sarebbe passato molto tempo prima che l’abbraccio di Tyr li avesse raccolti e scortati al cospetto di Ao, il padre di tutti gli dei. Interminabili giornate di cammino, la fame, la sete e le ferite, frutto dei continui agguati dei cacciatori del Culto, li avevano consumati fino a piegare ogni volontà di resistere e, uno dopo l’altro, si erano lasciati andare; solo Arpino continuava a stringere lo scettro dal pomello d’osso…
 
Avevano seminato morte e inferto cospicue perdite agli inseguitori, che però erano ciechi di rabbia, come solo chi ha subito un torto insopportabile e irreparabile può essere. I cultisti parevano formiche impazzite, si erano riversati fuori da Castello Cormanthor, ignorando le insidie della crepuscolo, lo strazio che i demoni dell’Abisso arrecavano ai loro confratelli, e avevano riempito di luci la notte di Myth Drannor. Paula aveva richiamato i suoi compagni non appena avvistato i roghi:  Halfgrimur era perduto, e se desideravano rimanere in vita almeno loro, sarebbero dovuti fuggire immediatamente, prima che anche quell’opportunità fosse svanita!

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20 Eleasias, 1356 DR – Biforcazioni

È mattino.
Ci troviamo nella navata centrale del tempio di Oghma a Myth Drannor. Lo scontro è stato pesantissimo.
Arpino, tra tutti, è quello ridotto peggio. Sembra un cencio.
Un tanfo insopportabile si sprigiona da un gran fuoco acceso di fronte all’altare.
Le orrende membra di tre troll si stanno consumando velocemente.
Il fuoco non conosce il dubbio, penso.

 

Sono passati quasi sei mesi dal giorno in cui questa compagnia si è formata. Era il 5 Alturiak.
Poco più che un battito di ciglia per un Tel’Quessir, l’equivalente di una notte per un nano, la metà di un anno per un umano. Ognuno di noi agisce in base alle possibilità che l’imperscrutabile volere degli Dei ha determinato per lui nell’istante esatto della nascita. Se tutti gli esseri viventi seguissero alla lettera questa semplice regola di vita allora la Storia sarebbe un flusso ininterrotto di vite, accostate le une alle altre, senza alcuna distinzione. Apparirebbero come le colonne di un tempio, dall’infinito perimetro, tutte poste a uguale distanza tra di loro e prive di ornamenti. Tutte identiche a loro stesse.

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19 Eleasias, 1356 DR – Giusto e sbagliato

“Chi ha il potere di decidere cosa è giusto o sbagliato? Se un uomo si trova a dover scegliere tra la sopravvivenza e la morte, tra la ricchezza e la povertà, tra il potere e la mediocrità chi può giudicare quale scelta sia la più giusta? Una volta scelsi l’altruismo e quello che ottenni fu di perdere tutto quello che avevo, rischiare la vita ed essere umiliata. Scelsi la fuga, credendo di salvare le persone che amavo, e quello che è ottenuto è stata la vendetta e la loro sofferenza. Nessuno può più impormi una scelta, io sono quello che sono e le mie scelte mi appartengono. Ma allora perché ora che mi trovo in ginocchio, sto pregando perché qualcuno mi perdoni? E perché nessuno mi ascolta???” – Paula Wuran
Belfiore era ormai in preda alla rabbia più cieca, il suo unico obiettivo era distruggere i profanatori della sua tomba, il nostro era riuscire ad aprire quella maledetta porta e scatenare la sua ira su coloro che si trovavano all’esterno. Il piano riuscì, non senza sforzo e pericolo, soprattutto per il povero Arpino afferrato e agitato come una marionetta dall’essere dell’oltretomba. Sentire l’aria che cominciava a filtrare dalla porta aperta, fu una liberazione per tutti e come previsto la bestia ,una volta all’esterno, si lanciò contro tutto e tutti dandoci modo di allontanarci alla svelta da quel luogo maledetto. Solo tre avventati, cultisti provarono a sbarrarci la strada ma presto videro la fine dei loro giorni. Ci dirigemmo nel bosco verso la torre, per cercare di capire il da farsi, visto che tutti erano impegnati a lottare con Belfiore e la sua puzza.