Archivi tag: Kloi di Tyr

12 Kythorn, 1360 DR – Una faccenda tutt’altro che conclusa

A Sembia correva voce che anche un brigante in fuga potesse trovare sollievo immerso in un paesaggio come quello, figurarsi quali sentimenti risvegliasse in un viandante al quale riportava alla mente il periodo della vita nella quale l’adolescenza, con la sua spensieratezza, lascia spazio ai primi ingenerosi fardelli della maturità. La figura incappucciata si inginocchiò e immerse la mano nelle limpide acque dello Scorrivino (Wineflow), quindi si inumidì il volto e riempì l’otre, non dopo aver mancato di dissetarsi.

“Bevete anche voi, fratelli,” disse alla sua guardia.

“Volentieri, maestro.”

I due adepti scesero da cavallo, ringraziando mentalmente di quel momento di riposo.

“Un luogo incantevole,” commentò uno dei giovani.

“Già, ogni cosa è esattamente come la ricordavo.”

“È qui che cominciò tutto, non è vero?”

“Oh sì, Rael, e sembra una vita fa.”

Quella che pareva una vita in realtà era una manciata di anni, che si possono contare sulle dita d’una mano di un uomo. Continua a leggere 12 Kythorn, 1360 DR – Una faccenda tutt’altro che conclusa

5 Hammer, 1358 DR – L’inverno è arrivato

La mattina del 1 Hammer 1358 Halfgrimur, come a voler inaugurare l’Anno dell Ombre,  raggiunse ancora una volta quella che, ormai, poteva considerare la sua seconda casa: Shadowdale. Le cicatrici lasciate dalla magia nera lo avevano reso più vecchio di quarant’anni. Un’ inezia che, tuttavia, lo rendeva orgoglioso della sua genia.

Il nome che portava, un nome da umano, era un fardello pesante ora, in quanto, vista la notorietà di cui godeva in paese, non appena sillabava per intero “H-A-L-F-G-R-I-M-U-R” tutti rimanevano perplessi, sforzandosi di collegare le sue orecchie a punta ad un nome così inusuale e poco idoneo ad un nativo di Cormanthor. Continua a leggere 5 Hammer, 1358 DR – L’inverno è arrivato

28 Kythorn, 1357 DR – Quello che resta del “giorno”

Dalle memorie del Maestro Kloi di Tyr,

custode dell’abbazia dei Sacri Martelli sulle colline Dun.

1357, Anno del Principe.

 

18 Kythorn, 1357 DR

I quartieri fantasma Dyllvwyllyn non sono poi così disabitati: più forze si spartiscono le rovine, o almeno così ci ha spiegato Irzangle, l’anziano di un clan di gnomi delle profondità. Non è stato difficile trovare l’insediamento, infatti gli gnomi hanno palesato la loro presenza osservandoci da lontano, inducendoci ad avvicinarci ai loro accampamenti. Vie sempre più strette ci hanno accompagnato al cospetto del saggio della comunità.

Gli occhi di Irzangle si sono illuminati quando Imong gli ha spiegato il motivo che ci ha condotti in città. Lo svirfneblin è a conoscenza dell’ubicazione di ciò che cerchiamo: sa che Tergara, l’emisfero in grado di contenere i frammenti del giorno, è in possesso dei miconidi; le due spade sono invece una in mano agli elfi scuri e l’altra agli uomini pesce.

Queste notizie non sono state esattamente gratuite, per ottenerle ci siamo impegnati a svolgere un lavoretto per gli gnomi, ossia presidiare alcuni scavi nel quartiere accanto a quello da loro occupato. A sentir loro è abitato da alcuni “mostrocchi”, staremo a vedere. Continua a leggere 28 Kythorn, 1357 DR – Quello che resta del “giorno”

17 Kythorn, 1357 DR – Da Waterdeep alle montagne Picco Grigio

Accettata l’offerta del barone, il gruppo dimostrò di non voler perdere tempo e si mise in strada già il 21 di Mirtul. Mesi di guerre e scorribande avevano reso i Cercatori dipendenti dall’adrenalina che ti instilla l’idea di avere un compito da portare a termine, di avere un obiettivo. Tale è il temperamento degli uomini d’avventura.

Lasciarono Waterdeep a nord, immettendosi sulla Strada Alta che avrebbero abbandonato il giorno dopo aver passato Ponte Zund. Qui la Strada Alta si biforca verso Ovest e una via più piccola, ma non meno agevole, collega Secomber e Loudwater. Il viaggio fu piacevole, con la grana anticipata dal barone Rodorigo ad animare le serate in paese e il bel tempo della tarda primavera a rendere confortevoli i riposi alla luce del firmamento. Si permisero persino una breve visita a ponte Spalledipietra, un viadotto millenario costruito da Iirkos Stoneshoulded per agevolare il passaggio delle merci da e per Loudwater, e alle cascate Splendenti, meraviglia naturale che ha contribuito al nome dell’insediamento. Gli elfi non abitano più questo paese ridente, ma si possono riconoscere i discendenti di Earlann nei mezzosangue che vi dimorano.

Continua a leggere 17 Kythorn, 1357 DR – Da Waterdeep alle montagne Picco Grigio

19 Mirtul, 1357 DR – Metti, una mattina, di visitare la tenuta di un barone un po’ “orso”

La lettera dello stupido gnomo era sospetta di per sé, ma la curiosità di rivedere il vecchio amico era comunque più forte del rischio di accettare un invito a Waterdeep. Lo gnomo, che Moradin e Clangeddin lo tengano in gloria, era notoriamente un ricettacolo per i guai e le situazioni bizzarre, dalle quali un nano di una certa età e intelligenza, quale io sono, avrebbe dovuto tenersi a debita distanza. Ma purtroppo le guerre scarseggiano, i goblin anch’essi si sono fatti più pavidi e dei regni dei grandi nani, e del ricordo della loro barba, resta solo un’ombra nella mente dei membri più anziani del clan. Così anche Whelm si è rassegnato a questa gita.

Mastro Ittuttof era stato alacre, e aveva invitato gran parte della Compagnia dei Cercatori; persino il Maestro Kloi si era preso il disturbo di presenziare. Solamente, per ovvie ragioni, la principessa Alusair e il valoroso Ebeadat, intento in altri affari, non avevano potuto rispondere alla convocazione.

Per qualche giorno ammetto che fu rilassante, assieme a Klaus e il pavido elfo Halfgrimur si passavano le serate tra bord…, ehm locande, e visite ai mercati della metropoli. Waterdeep riesce a destare un certo stupore anche nel mio cuore, nonostante Whelm mi assilli con un senso d’ansia per questi luoghi affollati. Stupido martello!

Continua a leggere 19 Mirtul, 1357 DR – Metti, una mattina, di visitare la tenuta di un barone un po’ “orso”

22 Nightal, 1356 DR – “C’è una lavva nella mia tisana, Vivvgil!”

Dopo aver seppellito i morti e abbracciato i superstiti, Shadowdale si apprestava a tornare alla vita di tutti i giorni fatta di duro lavoro e misere soddisfazioni. I traditori scampati alla furia omicida del maestro Kloi, ora “portatore” della Mano di Tyr, e del rinato Klaus, che aveva ritrovato lo spirito di abnegazione di un tempo, erano stati rinchiusi nelle segrete della Torre di Ashaba. Fra tutti spiccava per importanza il re di Scardale, Lashan Aumersair. Dell’altra testa pensante della cospirazione, Randall Morn, invece non vi era traccia.

Halfgrimur constatava con amarezza come le rivendicazioni al governo di Daggerdale del pronipote di Colderan (Morn), inizialmente giudicate giuste, si rivelavano essere la maschera dell’ambizione di fare parte di un progetto più ampio: il dominio delle Valli sotto le insegne insanguinate di Lashan!

Le sorprese non erano tuttavia terminate: trascorsa una settimana dalla vittoria della coalizione formata dai Valligiani e dagli Zhentarim, Lashan fuggì. Il mattino successivo Halfgrimur, Imong e Kloi si misero subito in cammino. Un odio feroce guidava il guardiaboschi, la curiosità di imbattersi in nuove creature e relativi tesori lo gnomo, la fiducia nella giustizia divina il prescelto di Tyr.

Ancora una volta il destino scelse come teatro degli eventi la Città del Canto, Myth Drannor.

Continua a leggere 22 Nightal, 1356 DR – “C’è una lavva nella mia tisana, Vivvgil!”

27 Marphenot, 1356 DR – L’alba successiva all’ultima battaglia di Lashan Aumensair

Alle luci del mattino del 27 Marphenot 1356, 450 anni e un giorno dopo l’insediamento del primo umano nella Torre Ritorta, Shadowdale si risvegliò nel gelido abbraccio di un inverno che sembrava non arrivare mai. La neve si posava copiosa sugli edifici danneggiati dagli incendi appiccati la notte precedente. I templi erano ora la casa di chi non possedeva più un letto dove dormire, il palazzo di Lord Mourngrym ospitava i feriti e le segrete gli invasori venuti da Scardale.

Fuori, nelle strade rese fangose dal maltempo, soldati con le nere insegne di Zhentil Keep si occupavano di portare la legna per i camini e scortare i carri, provenienti dalla vicina Voonlar, dei mercanti che rifornivano di vettovaglie gli abitanti. Continua a leggere 27 Marphenot, 1356 DR – L’alba successiva all’ultima battaglia di Lashan Aumensair

26 Marphenot, 1356 DR – Sentenze ed espiazioni sul Vecchio Teschio

Dalla cima del Vecchio Teschio Munro Cassimar osserva l’orizzonte. La pioggia picchietta sull’acciaio del suo elmo, la temperatura si è improvvisamente abbassata e le nuvole nascondono la Luna. Solo il crepitio del falò alimentato dal baldacchino del Maestro Yrkhetep rischiara la notte, la sua ultima notte di vita. Alita sui guanti di maglia in attesa di vedere la prossima mossa del folle servo di Tyr.

Tutto pare rallentato. Si tramanda che Lathander scenda per cogliere la mano dei suoi seguaci, negli ultimi minuti del cammino mortale. Ma Munro non ode i passi del dio . Gli arrivano chiare invece delle grida, giù nella valle. Le voci degli storpi e dei feriti si mischiano ai pianti delle donne, alle richieste d’aiuto. È il caos. Continua a leggere 26 Marphenot, 1356 DR – Sentenze ed espiazioni sul Vecchio Teschio

26 Marphenot, 1356 DR – E venne il giorno

La notte non era ancora finita quando Imong mi fece riavere dal torpore con un ben assestato calcio nel deretano: vaghi ricordi riaffioravano mano a mano mentre camminavo dietro lo gnomo, ripercorrendo a ritroso il percorso che ci riportava alla locanda, dove stava riposando il resto dei nostri compagni.

Dopo avere creato sufficienti distrazioni con schiamazzi da ubriaco e pretese di accedere alla cattedrale al seguito della Mano di Tyr – tanto da permettere al mio compagno di accedere inosservato alla navata principale – una volta scemato l’interesse generale per il convoglio formato dal maestoso baldacchino recante le insegne di Tyr ed il suo seguito di guardie, scomparsi all’interno della chiesa, mi ero assopito sullo stipite del portone della cattedrale di Lathander, in attesa del ritorno di Imong.

“Li ho seguiti non visto fino alla cima della testa della fenice; avevano il Tomo della Vita Eterna e la Mano di Tyr, e li hanno riposti assieme nella più remota stanza in cima alla torre centrale, protetta da incantesimi che ne impediscono l’accesso agli indesiderati. Sono comunque riuscito a vedere e riconoscere i partecipanti a questo complotto: oltre a Cassimar, ho riconosciuto l’Abate Kloi ed il suo Maestro Deren. Domani qualcuno dovrà spiegare molte cose.”

Continua a leggere 26 Marphenot, 1356 DR – E venne il giorno

24 Eleint, 1356 DR – L’epilogo della Compagnia dei Custodi

Li trovarono stesi, esanimi, in mezzo al fogliame che copre la terra scura del Mediobosco, con le vesti sporche e lacere. Quando anche Zeke era finito a carponi, Kloi aveva compreso che non sarebbe passato molto tempo prima che l’abbraccio di Tyr li avesse raccolti e scortati al cospetto di Ao, il padre di tutti gli dei. Interminabili giornate di cammino, la fame, la sete e le ferite, frutto dei continui agguati dei cacciatori del Culto, li avevano consumati fino a piegare ogni volontà di resistere e, uno dopo l’altro, si erano lasciati andare; solo Arpino continuava a stringere lo scettro dal pomello d’osso…
 
Avevano seminato morte e inferto cospicue perdite agli inseguitori, che però erano ciechi di rabbia, come solo chi ha subito un torto insopportabile e irreparabile può essere. I cultisti parevano formiche impazzite, si erano riversati fuori da Castello Cormanthor, ignorando le insidie della crepuscolo, lo strazio che i demoni dell’Abisso arrecavano ai loro confratelli, e avevano riempito di luci la notte di Myth Drannor. Paula aveva richiamato i suoi compagni non appena avvistato i roghi:  Halfgrimur era perduto, e se desideravano rimanere in vita almeno loro, sarebbero dovuti fuggire immediatamente, prima che anche quell’opportunità fosse svanita!

Continua a leggere 24 Eleint, 1356 DR – L’epilogo della Compagnia dei Custodi