14 Marphenot, 1356 DR – Puzza di nuova avventura

7 Marphenot, 1356 DR
Ci troviamo ad Haggash, precisamente alla locanda del “Buco del Viaggiatore”, ci siamo appena svegliati dopo una notte di luna piena. Siamo pronti per partire per Daggerford, dobbiamo assolutamente riportare la carovana in città, io sono molto curioso,  “chissà cosa nasconde il nano” penso.. Ma non mi faccio prendere dal panico, lo scoprirò.. Dopotutto Filarion si fida ciecamente di me.
Partiamo, il tempo sembra bello e soleggiato, per fortuna Max riesce sempre ad azzeccare le previsioni meteo. Arriviamo senza problemi a Daggerford, ci dividiamo e riprendiamo le nostre insolite vite.
Prima di andare faccio un occhiolino alla bella Eleri, ci siamo già accordati, ci vedremo spesso…

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6 Marphenot, 1356 DR – Zuppa di cipolla

Ci siamo catapultati in questa locanda non appena  ha iniziato a piovere. Il proprietario, un anziano signore, ci accoglie con un sorriso sdentato che è comunque un sorriso di benvenuto.
Siamo fradici da capo a piedi e l’idea di un pasto caldo e un giaciglio ci martella nella testa da parecchie ore ormai. La specialità della casa è la zuppa di cipolle: io non faccio complimenti e me ne faccio servire cinque mestoli abbondanti. L’uomo –  che di nome fa Tal – è piuttosto ciarliero e comprendo che confidare un segreto a costui è come urlarlo ai quattro venti. Ci racconta che la scorsa notte sei tizi incappucciati – pare fossero pellegrini appartenenti a chissà quale confraternita – hanno sostato qui. Tipi poco raccomandabili a suo dire ma – si sa – il denaro non puzza. Pare siano diretti verso l‘abbazia di Haggash, situata ad un miglio scarso da qui. Naaah, queste sono cose più grandi di noi e il capitano Sherlen ci ha affidato una missione che abbiamo il dovere di portarla a termine. Anche se…

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4 Marphenot, 1356 DR – Una passeggiata nel verde

Finalmente una passeggiata nel verde, non ne potevo più di affaticare quel povero cavallo con il mio peso. Mi piace l’odore della natura quando piove, a dire il vero mi piace sempre l’odore della natura. Cominciavo a stancarmi di stare al villaggio, ci voleva questo diversivo della consegna a Way Inn.

Zio Faro mi aveva avvertita che la compagnia sarebbe stata insolita: “…ma alla fine sono dei diavoli per bene, almeno credo..”. Ecco, quel almeno credo” mi lascia perplessa, staremo a vedere. Sono in effetti soggetti particolari: Bennet, oltre a sembrare una persona in miniatura, ha degli strani tic ad un occhio; Piedgrey ha una specie di mania per la propria chioma; il signor Norvagûn, un nano distinto, non proferisce parola alcuna ma in compenso fa un sacco di domande sulle storie legate alle miniere di Illefarn

A questo proposito si è già rivoltato il carattere solforoso di Piedgrey, che pare non concepisca di dare informazioni senza avere una contropartita. Max Di Nona, di cui io avevo sentito parlare come lo smemorato di Daggerford , conferma quanto si dice su di lui: non si ricorda nulla del suo passato più passato. Nonostante le fattezze non proprio armoniche, Lucano sembra essere il più accomodante e socievole, tant’è vero che ieri sera non si è trattenuto dal proporre un brindisi dietro l’altro, con conseguenze disastrose sulla lucidità dei commensali, fatta eccezione per Norvagûn, che penso rimarrebbe impassibile anche con il didietro sulle braci.