Archivi categoria: CAP 4 – Le pieghe della politica

Si prospetta un nuovo assetto geopolitico per le terre centrali.

15 Hammer, 1358 DR – Più grossi sono, più fanno rumore quando cadono

Master: “Ti avvicini alla porta e provi a scassinare la serratura.” Giocatore: “Ok. Tiro il d20 per la prova.”

(il giocatore tira il dado) UNO.

Giocatore: “Sì ma in tutto faccio 23”.

(Lord Ruenor da Harrowdale)

 

I patti stipulati con Alarshan erano chiari. Tuttavia, noi andammo ben oltre le aspettative.

Credo che i nostri nomi – e in particolare quello di Lord Ruenor – non saranno mai dimenticati in queste lande o, al contrario, per sempre censurati a causa della troppa vergogna.

La missione infatti si trasformò in una vera e propria carneficina.

Il primo ad essere ucciso fu Randal Morn, ottuso nel pensare di poter ottenere soltanto vantaggi da una trattativa con interlocutori sicuramente non concilianti.

Poi fu la volta delle sue guardie del corpo, i due fratelloni di pietra.

Il primo, trafitto al cuore da un dardo scagliato da Lord Ruenor; il secondo, testimone involontario del massacro, fuggì dalla stanza quando Lapo Arkon IV von Drakenberg, stanco di tendere il collo verso l’alto, smise di guardarlo negli occhi, liberandolo dal mesmerismo al quale era soggetto.

Per terzi caddero i giganti delle colline e uno dopo l’altro il branco di lupi che li accompagnavano. Continua a leggere 15 Hammer, 1358 DR – Più grossi sono, più fanno rumore quando cadono

15 Hammer, 1358 DR – La diplomazia delle Valli!

Per quale motivo tutti dovevano essere ciucchi a ingrassare insieme a Capo Nosnra mentre io e quello sciocco di Maso eravamo a tenere compagnia all’ometto imbronciato, questo era un mistero che il possente intelletto di Berto non poteva risolvere, ma tant’è.

La serata si fece giusto più interessante quando arrivarono, scortati, quei tre omarelli mascherati, neanche fosse Gigantevale, raccattati nel canile da Maso.

Furono interrogati dall’ometto imbronciato, tale Bastone Morn, o Randello, come si chiamava. Gli chiese qualcosa riguardo al sopravvivere, e a un patto per cui lui voleva un pezzo di carta, e loro avrebbero avuta salva la vita. No, concluse Berto, quel Morn non era certo un tipo intelligente, a valutare la carta più della carne umana frollata, o almeno di un po’ d’oro, ma tant’è. Continua a leggere 15 Hammer, 1358 DR – La diplomazia delle Valli!

15 Hammer, 1358 DR – Passi stretti e rasenti al muro

La cattura di Lapo non ci voleva! Adesso dobbiamo anche perdere del tempo e rischiare la testa per recuperarlo e, se questi giganti si girano male, ci ammazzano come cani. In più non abbiamo un mezzo di fuga decente. Siamo nella merda più fumante. Puzzano meno lo gnoll e il gigante!

Nel frattempo che la cena continuava e noi non eravamo più il loro centro dell’attenzione, ci siamo appartati per decidere che piano attuare per recuperare il nobilotto. La cosa più triste è che manco sapevamo dove trovarlo. Ci incamminammo fuori dalla tenuta per rinfrescarci le idee. Quali non si sapevano ancora… Continua a leggere 15 Hammer, 1358 DR – Passi stretti e rasenti al muro

15 Hammer, 1358 DR – Le carceri di Nosnra

Nel sacco di iuta Lapo respirava affannosamente, girato com’era all’ingiù, con la testa che gli girava e gli occhi che bruciavano. Il gigante al quale era stato affidato il suo trasporto non aveva alcun riguardo. Sballottato e ondeggiante, il sacco contenente il nobile cozzava e strusciava sulla schiena ruvida dell’energumeno, la cui pelle emanava il fetore acre e pungente di chi, pur sudando copiosamente, non conosce gli impieghi di una saponetta da bagno. In quella situazione spiacevole, al limite del ridicolo (quanto avrebbe riso se il giullare di corte gliel’avesse narrata, con protagonista qualcun altro, s’intende), il timore di essere la base per un buon prosciutto si faceva strada nella sua mente.

No, no, Lord Ruenor era un uomo d’onore e avrebbe trattato il suo rilascio. E anche Darkbringer sembrava una brava persona. Era solo questione di aver tempo e pazienza, cercava di parlare a sé stesso il baronetto von Drakenberg. Ma sono quelle cose che la gente si dice quando, improvvisamente, si scopre malata o in una situazione che fino al giorno prima pensava impossibile. E quel pensiero di essere affettato per la gioia del gourmet di casa Nosnra era da prendersi in considerazione seriamente, in quanto negare la realtà, benché amara, è il principale modo per escludere qualsiasi possibilità di salvezza. Allora, vagliata e accettata la situazione, Lapo scoprì che in qualche recondito spazio del suo essere esisteva una forza sconosciuta. Chiamate questa luce speranza, spinta vitale, autoconservazione; chiamatela come volete: Lapo scoprì di voler lottare per se stesso.

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15 Hammer, 1358 DR – Nessuna speranza, nessuna paura

“Non potevo rimanere in silenzio con una maschera calata sul volto, mentre quel verme si ergeva a principe del foro. Anche se eravamo circondati da due dozzine di giganti, non potevo fare finta di niente: continuare a celare la mia vera identità e ignorare il peso che aveva avuto il tradimento di quel pezzo di merda sui recenti eventi delle Valli non era un’opzione praticabile.

Randal Morn era il primo della lista, se mai ce ne fosse stata una. E doveva morire. O meglio doveva “vivere”. Ma alla maniera del suo illustre nonno, quel pazzo di Colderan. Quindi sarebbe finito a bere “la medicina” o non mi sarei più voltato al sentire pronunciare il mio nome.” –  Halfgrimur della Corte Elfica.

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12 Hammer, 1358 DR – L’invito di Capo Nosnra

Lapo quella mattina non avrebbe mai immaginato che quel giorno avrebbe cambiato completamente la sua vita. A dire il vero, non avrebbe neanche mai immaginato che Eva, con il suo curriculum di tutto rispetto, non riuscisse a non usare i denti per i suoi giochetti, ma lui era un uomo magnanimo, e poteva sopportare certe manchevolezze. Soprattutto davanti a una quarta abbondante.

La grossa baracconata di ieri sera ce l’aveva ancora davanti agli occhi, l’arrivo circense degli ippogrifi con il sacerdote inscatolato in armatura a piastre, l’oscuro forestiero, quell’orribile gnoll con la faccia da cane idrofobo e il maestoso gigante, dal portamento fiero e con tatuaggi misteriosi ed evocativi, con lo sguardo profondo che celava in sé i segreti dell’estremo Nord e l’atteggiamento volitivo*.

Se Zhentil Keep voleva suonare la grancassa per la sua presenza a Scardale, lo aveva fatto a suon di decibel. Continua a leggere 12 Hammer, 1358 DR – L’invito di Capo Nosnra

5 Hammer, 1358 DR – L’inverno è arrivato

La mattina del 1 Hammer 1358 Halfgrimur, come a voler inaugurare l’Anno dell Ombre,  raggiunse ancora una volta quella che, ormai, poteva considerare la sua seconda casa: Shadowdale. Le cicatrici lasciate dalla magia nera lo avevano reso più vecchio di quarant’anni. Un’ inezia che, tuttavia, lo rendeva orgoglioso della sua genia.

Il nome che portava, un nome da umano, era un fardello pesante ora, in quanto, vista la notorietà di cui godeva in paese, non appena sillabava per intero “H-A-L-F-G-R-I-M-U-R” tutti rimanevano perplessi, sforzandosi di collegare le sue orecchie a punta ad un nome così inusuale e poco idoneo ad un nativo di Cormanthor. Continua a leggere 5 Hammer, 1358 DR – L’inverno è arrivato

15 Marphenot, 1357 DR – Dietro il paravento dei potenti

Chainer osservava con interesse i progressi raggiunti nell’edificazione della Casa dell’Oscuro Tiranno; presto il suo successo sarebbe stato completo, quando avrebbe posato il suo profanato deretano sullo scranno, quale Maestro del tempio.

– Guarda Trinchetto! Il tempio di Bane sarà magnificente quanto e più della Torre Ritorta; venendo da est i patrioti di Zhentil Keep troveranno ispirazione nella nostra costruzione, – disse.

Il gigante annuì, torvo come suo solito – Qualcuno non vede di buon occhio il nostro potere estendersi, mio Signore. La sgualdrina del Lord della Valle tutto scruta: i suoi servi invia per spiare, scrivere, annotare.

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