Archivi tag: Aencar il Re Ammantato

10 Hammer, 1359 DR – Caccia al dryder

Feniar il dryder.

Feniar.

Il dryder.

 

Quel nome, quel volto arrovellavano la mente di Fafnir. Si trovava spesso a pensare a quella creatura, vigliacca aberrazione del Sottosuolo, che lo aveva sbeffeggiato e trattato da sgherro.

Fafnir aveva acquisito nuova consapevolezza grazie a Doresain: il demone era diventato il confidente del guerramago, e avevano parlato di Feniar e di vendetta.

Ed ora Fafnir era di fronte al dryder, inerme, con la sua staffa pronta a colpire. Continua a leggere 10 Hammer, 1359 DR – Caccia al dryder

2 Flamerule, 1358 DR – Il patto

Credevo che tornare a casa di mio padre mi avrebbe portato una maggiore tranquillità dopo il terribile periodo della guerra del Sottosuolo, ma così non fu.

La corte dei Truesilver mi accolse come l’eroe che avevo dimostrato di essere, dopo anni di scetticismo verso il figlio bastardo, per giunta mezzelfo, del capofamiglia. Ma ora che sarei passato alla storia come uno dei più grandi eroi del casato e del Cormyr, tutti alla corte dei Truesilver avevano sguardi di ammirazione invece di quei taglienti occhi che trasudavano disgusto e pietà per un impuro.

Finalmente ero l’orgoglio che mio padre desiderava da sempre: divenni un trofeo da esibire e da portare in parata o in battaglia. Durante la caccia a un gruppo di pirati, bastò che si spargesse la voce della mia presenza su una delle navi dei Truesilver perché i criminali si arrendessero, consegnandosi alla guardia di loro spontanea volontà. Continua a leggere 2 Flamerule, 1358 DR – Il patto

9 Tarsakh, 1358 DR – Hai paura del buio?

“Il riso scomparve, poi scomparve il sorriso”. Questa osservazione in apparenza ingenua di un biografo di Aleksandr Blok definisce, come meglio non si potrebbe, lo schema di ogni decadimento. – E.Cioran

“Caro vecchio prete, forse inizio a comprendere la ragione per cui la mia stirpe ha abbandonato la foresta di Cormanthor. Dopo l’ennesima battaglia, dopo la retorica dei vincitori, dopo le orazioni funebri, quello che importa davvero non è per cosa combatti e, lasciami dire, nemmeno a quale genia appartenga il tuo avversario. Non esiste alcuna morale nella guerra. Quello che davvero conta è quella linea, marchiata con il fuoco, che in quel preciso istante, divide i nemici dagli amici. Chiunque tu sia: o con me o contro di me.” – Halfgrimur della Corte Elfica rivolgendosi a Dirnal, Venerabile prete di Clangeddin Barbargento.

 

Giungemmo ad Altocastello seguendo il passo che si snodava attraverso i Monti Tuono. Il mese di Ches era agli sgoccioli. Tuttavia le giornate sembravano ancora invernali, non tanto per il clima, ma piuttosto per la qualità della luce. Fioca e timorosa, come una bambina che si accinge ad inoltrarsi, per la prima volta, nel bosco. Visioni nefaste accompagnavano i miei recenti dormiveglia, quasi come non fossi riuscito a scrollarmi di dosso gli occhi inespressivi degli yeti che popolano le lande ghiacciate, dalle quali io e il nano provenivamo. Continua a leggere 9 Tarsakh, 1358 DR – Hai paura del buio?

5 Hammer, 1358 DR – L’inverno è arrivato

La mattina del 1 Hammer 1358 Halfgrimur, come a voler inaugurare l’Anno dell Ombre,  raggiunse ancora una volta quella che, ormai, poteva considerare la sua seconda casa: Shadowdale. Le cicatrici lasciate dalla magia nera lo avevano reso più vecchio di quarant’anni. Un’ inezia che, tuttavia, lo rendeva orgoglioso della sua genia.

Il nome che portava, un nome da umano, era un fardello pesante ora, in quanto, vista la notorietà di cui godeva in paese, non appena sillabava per intero “H-A-L-F-G-R-I-M-U-R” tutti rimanevano perplessi, sforzandosi di collegare le sue orecchie a punta ad un nome così inusuale e poco idoneo ad un nativo di Cormanthor. Continua a leggere 5 Hammer, 1358 DR – L’inverno è arrivato

23 Marphenot, 1357 DR – Tumuli nella nebbia

Dal diario di Zachary Bumblerose, capitano dell’ordine dei Dragoni Purpurei.   1332 dalla fondazione di Casa Obarskyr – Anno del Principe

Faccio approntare il carro e dò disposizioni agli uomini. Trasmetto una sicurezza che non c’è, che sicuramente non ho. È cominciata stamane. Per la prima volta, la vista mattutina delle terga pelose di Arpino mi hanno fatto andare di traverso la salsiccia briaca, poi ho visto quei due.

Ormai ho abbastanza esperienza per sentire…per capire che non c’è altro da prendere. Il momento è passato. I guai quando arrivano, si susseguono a frotte, a ondate a legioni in formazioni inarrestabili. Quando questo succede, l’unico modo per avere qualche possibilità di non restare travolti è bloccare il colpo all’origine, prima che l’urto frantumi ogni cosa. Così non mi ha sorpreso ricevere la notizia dell’agguato e non mi ha sorpreso vedere che le frecce erano di fattura umanoide. Il capitano Zeke parte per i tumuli, ho pensato appena ho visto quei corpi, l’unico posto della zona in cui sono certo cucinino una pessima salsiccia briaca. Continua a leggere 23 Marphenot, 1357 DR – Tumuli nella nebbia

25 Marphenot, 1356 DR – Il re delle Valli

La situazione, in quelle che sembravano le segrete, era più che lugubre.  Pile di ossa, rosicchiate da topi mossi da un appetito quasi demoniaco, riempivano il salone. Non sapevamo che fine avessero fatto il gigante Trinchetto e il mio “protetto”. Inveivo, pregando Bane che niente gli fosse capitato; la pedina non era sacrificabile e gli Zhent avrebbero attribuito a me la responsabilità della sua scomparsa.  Non avevo desiderio di rimetterci la pelle per un nobile incapace di difendersi.

Ordinai a Mozgul, il mongrelman schiavo di Rendal, di scassinare una serratura lungo il corridoio.  Per sua fortuna (non avrei tollerato un altro fallimento), questa volta il mostro deforme ci mise un attimo ad aprirla.
La stanza a primo impatto parve una prigione, pregna com’era di un odore di morte e chiuso, che mi ricordò  i miei trascorsi nelle segrete di Zhentil Keep, quando con l’Alto Torturatore prelevavamo i prigionieri per trasformarli in non morti dediti all’Oscuro Signore.

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24 Marphenot, 1356 DR – Cattive abitudini

Giunti ad una biforcazione, io e il cacciatore che si fa chiamare Ebeadat, decidiamo di comune accordo di percorrere la via meno battuta. Il resto del gruppo ci avrebbe seguito a debita distanza, celato dalla cappa di invisibilità creata da Dazaen.

Ebeadat, il quale afferma di conoscere l’ubicazione esatta del circolo antico dove dimora il Druido, sa il fatto suo. Nonostante abbia una stazza imponente e i miei occhi siano abituati a percepire il minimo cambiamento all’interno della foresta, fatico ad intuire la sua sagoma. Forse che quel maledetto raggio di morte abbia indebolito le mie capacità a tal punto?

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23 Alturiak, 1356 DR – Nel nome della Lama

Sono un Dragone Purpureo del Cormyr. La mia missione è recarmi presso Lady Rowanmantle e registrare la sua posizione sulla politica delle Valli. Non l’ho trovata a Shadowdale. Potrebbe essere a Daggerfalls, ma non posso saperlo con certezza. E’ mio compito continuare la ricerca, ma al tempo inviare un rapporto ai miei superiori. Più mi addentro nelle Valli, più ne rimango coinvolto. Ora, Kloi accolito di Tyr mi ha affidato in custodia un potente artefatto: Giventhar, la spada delle Valli. Non posso dire di non averla bramata, da che Paula ne accennò la prima volta che ci parlò di Shraevyn e più ancora quando la vidi rappresentata all’entrata della tomba. Accettandola, mi sono assunto una nuova responsabilità, ma non sono il solo. Se fosse il Cormyr ad essere vittima di questi sconvolgimenti, questa spada diverrebbe presto il simbolo sotto cui il mio popolo si riunirebbe per combattere in nome dell’ordine e della pace e colui che la brandisce diverrebbe il nuovo re del regno.