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28 Kythorn, 1358 DR – Il cacciatore del cacciatore

[…] Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

 – C.Pavese

 

Il mattino seguente Victor mostrava le conseguenze della sua maledizione.

“Febbre e sudore freddo dureranno per tutto il plenilunio, oltre alla trasformazione che avviene di notte… si intende,” il cacciatore aveva sentito parlare di questo flagello, ma mai ne aveva visto un soggetto infetto.

Aukan e Logan decisero di scendere per il primo pasto e discutere delle sorti di Victor, che si trovava legato nella sua stanza. “Ce ne avete messo di tempo. Ma eccovi finalmente!” una mano poggiava ora sulla spalla del cormyariano, che voltandosi vide un uomo dal portamento fiero, l’aspetto curato e l’armatura scintillante.

“Artorias!” entrambi si alzarono per salutare l’amico ritrovato, “Prego, accomodati, abbiamo molto di cui discutere.” Continua a leggere 28 Kythorn, 1358 DR – Il cacciatore del cacciatore

30 Hammer, 1374 DR – Il risveglio

Un urlo roco si levò rimbombando nella penombra, seguito da una serie di strazianti colpi di tosse. Le mani del giovane steso a terra con le vesti stracciate cercarono la bocca, tentando di svuotarla della terra che evidentemente gli bloccava il respiro, ma ne cavò solo un aggregato di materia rosso scuro e qualche molare che doveva essergli finito in gola. Buttò tutto quanto a terra. Ogni sussulto dello sterno, causato dal tentativo dei polmoni di incamerare aria gli costava enorme dolore, le fitte si diramavano dal costato alla schiena.

-Dove sono?– pensò.

La stanza ruotava vorticosamente, peggiorando, se possibile, la sua nausea. Si girò su di un fianco con uno sforzo che gli parve immane e vomitò una sostanza biliosa, quindi perse i sensi sui suoi stessi umori.

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11 Ches, 1358 DR – Una nuova Epoca

“Dio è morto” – Fredrich Nietzsche, Francesco Guccini.

– Artorias, dobbiamo andare! – urlò Logan.

L’uomo di Suzail rimaneva chino, immobile, inginocchiato davanti al corpo esanime di Torm: con una mano reggeva ancora il capo insanguinato dell’incarnazione mortale del dio, con l’altra stringeva il simbolo sacro, un simbolo che non aveva più un riferimento.

Il giovane Dacien, che si era messo alla ricerca della Trama e dei suoi segreti ormai sei mesi prima, trovava infine la risposta più cocente: tutto ha un inizio e una fine. Amicizie, relazioni, precettori, ora persino gli dei si piegavano alla spinta di un destino superiore e incalcolabile.

– Artorias, amico, – gli disse calmo Aukan, poggiandogli una mano sulla spalla, – se restiamo non ci sarà definitivamente occasione di riscatto.

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7 Ches, 1358 DR – Nuovi compagni

Da qualche giorno avevo riacquistato il sonno, il ricordo di Dave e Damon era ancora fresco nella mia mente, ma in cuor mio ero fermamente convinto che la loro morte non era stata invano.

Nel profondo del mio animo sapevo che se un giorno il fato mi avrebbe riservato lo stessa fine, sarei stato fiero e onorato di morire per una così nobile causa.

Non credo Logan fosse dello stesso avviso, le ferite lo avevano in un qualche modo, se possibile, reso ancor più scontroso.

Ogni tanto ci ritrovavamo a bere qualche boccale di birra alle Braccia di Ashabenford, la locanda che molto gentilmente ci offriva cibo e riparo dopo la liberazione dalla piaga che si era abbattuta su Mistledale. Per settimane cercai invano di alzare il morale del mio compagno senza successo, capii quindi che l’unico modo per voltare pagina sarebbe stato di ripartire verso la nostra destinazione, la città di Scardale, lasciandoci alle spalle gli orrori di Ashabenford. Continua a leggere 7 Ches, 1358 DR – Nuovi compagni

2 Alturiak, 1358 DR – Le nebbie di Mistledale

Erano ancora intimoriti, spaventati dalla malvagità di quelle terre e di quelle civiltà, tanto vicine geograficamente ma tanto lontane, in fatto di pace e serenità, dal regno del Cormyr; ma nonostante tutto, remi in mano si addentravano lungo il fiume Ashaba, il corso d’acqua che generato dalle montagna Bocca del Deserto attraversa le pianure di Shadowdale, nelle Valli, si dirama in vari emissari per poi sfociare, nei pressi di Scardale, nel Costa del Drago.

Dave, Damon e Artorias in una barca e Logan e il misterioso Kelemvor, salvato a Shadowdale dopo essersi ritrovato vittima di una congiura, nell’altra, scivolavano veloci lungo il dolce letto del fiume e di tanto in tanto, sfruttando la quiete che solo certi boschi dimenticati possono offrire, si intrattenevano in conversazioni. Continua a leggere 2 Alturiak, 1358 DR – Le nebbie di Mistledale

23 Nightal, 1357 DR – Un sogno fin troppo reale

Era ormai ora di cena quando ci fermammo ad allestire l’accampamento per la notte. La luce del sole, soffocata dai fiocchi di neve e dalle nuvole grigie durante tutta la giornata, si era spenta ormai da qualche ora.

Seduto vicino al fuoco fumavo le ultime scorte di erbapipa pensando a ciò che Logan e Artorias ci avevano riferito: “Gli Dei camminano tra di noi”. Giungemmo tutti alla conclusione che Lady Mezzanotte era nientepopodimeno che Mystra, Divinità della magia. Qualcos’altro però ardeva dentro me, dandomi la giusta motivazione per proseguire fino a Suzail in cerca di informazioni: il pensiero che la Regina delle Fate camminasse tra gli uomini.

“Devo trovarla,” mi dissi. Continua a leggere 23 Nightal, 1357 DR – Un sogno fin troppo reale

15 Nightal, 1357 DR – Lo spirito di Lurin e castello Kilgrave

Dopo una giornata passata ad investigare, avevamo scoperto dove si trovava Ruth. Rimasi sconcertato quando un nome che avevo ormai obliato tra i fumi dell’alcool mi trafisse la testa come una freccia: Lady Mezzanotte. La femme fatale infatti aveva attirato a sé la ragazza, quindi condotta verso le rovine di castello Kilgrave. Quando apprendemmo la notizia era ormai tardi per mettersi in viaggio. Decidemmo di riposare in una locanda e partire all’alba; ci saremmo messi sulle tracce delle due donne, nella speranza di trovare qualche indizio sulla strada.

Il tempo non era per niente favorevole e mi pentii presto di non aver portato con me alcun indumento pesante: avevo molto sottovalutato le intemperie che avremmo affrontato. Una pioggia fitta si abbatté su di noi infradiciandoci i vestiti e costringendoci a fermarci al riparo di un albero. Tremavo e la mia fronte scottava. Dave cercò di aiutarmi e Logan si ricordò di un rifugio utilizzato dai cacciatori a mezza giornata di cammino da dove ci trovavamo, un luogo sicuro, asciutto e caldo dove passare la notte. Il pensiero mi diede le forze per proseguire e resistere un altro po’. Ci incamminammo nuovamente e fortunatamente le condizioni metereologiche migliorarono durante la seconda parte del tragitto. Verso sera scorgemmo il rifugio che, entrando, scoprimmo essere in ottime condizioni: legna pronta da ardere, letti con grosse coperte e stoviglie pronte all’uso. Mi trovavo davvero in condizioni critiche e così, lasciando i miei vestiti ad asciugare vicino al focolare, mi addormentai sotto soffici coperte, cullato dai bollori della febbre. Quella notte sognai. Continua a leggere 15 Nightal, 1357 DR – Lo spirito di Lurin e castello Kilgrave

13 Nightal, 1357 DR – Sulle tracce di Ruth!

Certo, la giornata non era iniziata nel migliore dei modi, v’era stato quell’uragano e quel maledetto post sbornia, ma dopotutto non ero di cattivo umore; insomma, eravamo vicini a Ruth!

Appena passati i cancelli lasciai che fosse Damon a guidarmi, quella era la “la sua città” e aveva promesso che avrebbe trovato mia sorella. Pegno la sua gola. Continua a leggere 13 Nightal, 1357 DR – Sulle tracce di Ruth!

29 Marphenot, 1357 DR – Le porte delle Sale Infestate

Mi trovavo dunque nella stanza di Lady Mezzanotte intenzionato a farla mia, quando udimmo Duman che come un pazzo strepitava perché scendessi nella sala comune.

“Ci vedremo presto” le feci non senza rammarico, convinto più che mai dei miei mezzi. La bella Mezzanotte, come a confermare le mie certezze, rispose che mi avrebbe seguito di lì a poco.

Scesi la scala che dalle camere per gli avventori porta proprio di fronte al bancone. Lì, seduti attorno ad un tavolo, stavano Dave, con la solita faccia da rimprovero; Lurin, ora vestito della pesante armatura del padre; Ruggifango e Gregor, un agricoltore la cui figlia mi aveva donato il suo fiore più bello. Dave mi avvisò che saremmo partiti per le Sale Infestate, in cerca di Cyndair. Mi mostrai subito perplesso all’idea; i nani sono creature folli e non mi stupisco che il loro numero si sia progressivamente ridotto, visto il disinteresse per il gentil sesso e la propensione ad incamminarsi su qualunque sentiero porti a morte certa. Tuttavia appena Mezzanotte, che nel frattempo ci aveva raggiunto, disse che si sarebbe unita alla spedizione, decisi di rivedere la mia strategia; di sicuro “il gioco vale la candela” mi dissi. Terminammo gli ultimi preparativi e, da veri pazzi, partimmo qualche ora prima che il buio calasse sulla valle. Unica consolazione fu un mulo carico di viveri donati da Duman per la nostra spedizione, al quale affidai il mio fardello. Continua a leggere 29 Marphenot, 1357 DR – Le porte delle Sale Infestate

27 Marphenot, 1357 DR – La sparizione di Syndair Thorn prima di Mezzanotte

La nostra storia inizia al “Boccale Solitario”, la taverna più frequentata di Eveningstar, nel Cormyr.

Più precisamente ad un tavolo in fondo alla stanza, dove stavano seduti tre individui: uno di loro era un nano, basso e tarchiato, di nome Lurin; un altro era un giovane, ma saggio prete, Dave era il suo nome e il terzo era Daemon, un mezzelfo irriverente e fuori dagli schemi, ma tutto sommato un bravo ragazzo.

Dicevamo che i tre stavano pranzando in un tranquillo giorno autunnale, la neve imbiancava i tetti delle case e la birra e le risate dei commensali scaldavano la sala, quando ad un tratto qualcuno aprì la porta. Era Erione, l’assistente di Syndair Thorn, l’incantatrice del villagio, annunciando con voce rotta ai commensali che la sua maestra era sparita. Continua a leggere 27 Marphenot, 1357 DR – La sparizione di Syndair Thorn prima di Mezzanotte