Geografia dei Reami: introduzione al Thay – 1356 DR – parte prima –

“Non parlate del Thay, vi prego. Non parlate di questo luogo, che prego di dimenticare, nonostante i ricordi brucino la mia mente come metallo fuso. Significano qualcosa le mie parole per voi che non avete assistito alle degenerazioni dei thayan? Hanno, per caso, i vostri occhi indugiato sulle Rune del Caos, osservato la cosa che siede sullo Scranno di Thakorsil, le vostre mani tremanti sorretto la sfera Luna della Morte, portato le Lame della Notte di Nyskar, vi siete addentrati nel Portale Divoratore e camminato sul Sentiero dei Dannati, o seduto alla sinistra di Szass Tam durante il Rituale dei Fuochi Gemelli?

Io ho fatto tutte queste cose e ogni giorno prego per il perdono, e ogni notte, al tramonto supplico la liberazione dal male che mi attanaglia. Prego, ma temo che nessun dio mi senta.” – Nathor, rifugiato thayan, tre giorni prima della sua scomparsa

Meglio conosciuto per i Maghi Rossi dalle vesti cremisi che governano il paese con pugno di ferro, il Thay è un regno avvolto nel mistero. Pochi stranieri hanno potuto viaggiare estensivamente entro i suoi confini fatta eccezione per coloro i quali siano stati rapiti o venduticome schiavi. I governatori del Thaymirano costantemente di espandere i propri confini da quando, nel 922 DR, il paese ottenne l’indipendenza dal Mulhorand. A oggi sono riusciti a estendere il loro dominio sulla Costa dei Maghi e sulla vallata di Lapendrar, ma hanno fallito nell’intento di soggiogare le nazioni confinanti di Aglarond e Rashemen. La strategia è quindi mutata e l’idea è di istituire centri di potere thayan, denominati enclave, in altre città del continente. I Maghi Rossi garantiscono consulenze magiche e smerciano oggetti di rara potenza in cambio di scranni prestigiosi nelle istituzioni locali e di un fiume di denaro.

Come nel resto di Faerun, ma forse in maniera ancor più accentuata, nel Thay, politica e potere sono inestricabilmenteconnessi. Quasi tutti i Maghi Rossi (essenzialmente la classe dirigente) sono di nobile nascita; da questa casta fuoriescono le guide, detti zulkir, di fatto monarchi delle province, tharch nel linguaggio locale, che costituisco il Thay. Ad oggi sono ottogli zulkir che guidano la nazione; tra loro, Szass Tam ha la maggiore influenza, essendoin carica da diversi secoli. Glizulkir nominano in collegio i tharchion, carica utilizzata per individuare i governatori, che hanno il compito di amministrare le undici tharch, o province. I tharchion,a loro volta, possono nominare un certo numero di burocrati locali chiamati autarchi per sorvegliare le località minori. Il leader di un’enclave commerciale è chiamato khazark. Questa posizione è presumibilmente di rangoequiparabile all’autarca, ma in pratica è ancora piùrispettato, perché solo i Maghi Rossi possono otteneretale incarico.

Il Thay

La gerarchia piramidale della società thayan si può riassumere quindi, dal suo vertice verso la base in zulkir, tharchion, khazark, autarca, uomo libero e schiavo. Da notare che non esistono esperti di magia che non siano Maghi Rossi nel Thay; ogni bambino subisce periodici controlli per comprendere se possa essere portato all’Arte. Salvo eccezioni molto rare, i bambini plebei che dimostrino tale predisposizione sono tolti alle famiglie e affidati alle istituzioni. Le famiglie sono indennizzate o massacrate, secondo la volontà dell’autarca locale. Quella dei bambini scomparsi, assieme alla schiavitù, è una delle pratiche più aberranti in vigore nel paese.

Geografia

Il Thay è stretto tra le nazioni di Thesk e Aglarond a ovest e le Montagne dell’Alba a est, per un’estensione territoriale di quasi 800 kilometri da nord verso sud e 700 da est a ovest. La terra di Rashemen gli rimane a nord, oltre il lago Mulsantir, mentre il mare Alamber e l’arido Mulhorand ne segnano il margine meridionale.

Il Thay è sostanzialmente un arido altipiano, che s’innalza circa 600 metrisul livello del mare ai confini esterni, e raggiunge un’altitudine di 1.200 metri in prossimità del lago Thaylambare ai piedi delle Montagne dell’Alba. I confini meridionali, occidentalie settentrionali dell’altipiano si possono descrivere come una distesa senza fine di temibili scarpate e canyon accidentati conosciuti come la Prima Scarpata. I dislivelli variano da poche decine di metri fino a un centinaio; la cima della terribile Scarpata si erge, come fosse il gradino più alto di una torta nuziale, su una dozzina di tali precipizi. Un gruppo ben addestrato può raggiungere, via terra, la vetta della Scarpata in un giorno o due, muovendosi per stretti sentieri e affrontando brevi arrampicate; un esercito di qualsiasi dimensione sarà invece limitatoa un ristrettonumero di passi e strade, che i thayan, gli abitanti del Thay, sorvegliano attentamente.

La Prima Scarpata

Dalla cima dell’Altopiano di Thay, il panorama che colpirà l’osservatore è di un territorio ondulato, interrotto da bassi tavolierie catene rocciose frastagliate. All’interno dei suoi confini si erge l’Altopiano Ruthammar, un secondo, più piccolo altopiano circa 250 chilometri di diametro, che è più spesso chiamato Monte Thay o Alto Thay. La Seconda Scarpata, una catena di scogliere e anfratti ancora più ostile, con un’altitudine media di 2000 metri, racchiude l’Alto Thay e si presenta notevolmentepiù fredda e arida degli altipiani sottostanti.

Al centro di AltoThay si trovano i picchi vulcanici di Monte Thay, 150 kilometri di crestesimili a zanne appuntite e coni di cenere fumante il cui punto più alto segnaun’altitudine di 6.600 metri. Quando Toril era giovane, il basalto che sgorgò da questi giganti formò gli imponenti altipiani del Thay. Nonostante un certo numero di persone abitino l’Alto Thay, vi sono pochissimi insediamenti nei pressi di Monte Thay; le eruzioni, un fenomeno non così infrquente, sono causa di piogge di ceneri e nuvole di vaporisulfurei, che rendono una vasta areadel pianoro praticamente inabitabile.

Sul bordo orientale del paese, ai piedi delle Montagne dell’Alba, si erge una terza serie di rupi: la Scarpata Surague. Vista da lontano, pare unaspecie di mensola in cima alla Prima Scarpata e,come l’altopiano diAlto Thay, ha un’altitudine media di 2.000 metri. Numerosi corsi d’acqua sgorgano dalle vette delle Montagne dell’Alba, formando un intricato dedalo di gole e canyon che sono il colpo d’occhio caratteristico del territorio.

Appena a est di Alto Thay, ai piedi della parete orientale della Seconda Scarpata, si trova il Lago Thaylambar. Alimentato dal fiume Surag, che nasce nelle Montagne dell’Alba, questo profondo e gelido specchio d’acqua si estende per quasi 130 kilometri. Da qui si genera il fiume Thay, che scorre a nord per finire, a sua volta, nel Lago di Mulsantir vicino alSurmarsh. Le Montagne dell’Alba danno anche origine adaltri due grandi fiumi: il Thazarim nel sud e la Gaurosnel nord. I ghiacciai coperti di fuliggine delThaymount alimentano due fiumi dal bacino ancora più poderoso: l’Umber, che scorre a ovest verso Aglarond e il Mare di Dlurg, e la Lapendrar, che fluisce a sud-ovest attraverso la Priador dove sfocia nella Costa del Drago presso Escalant.

Quello del Thay è una territorio secco e arido dato che, causa l’altitudine media, beneficia in misura molto limitata dei venti carichi di umidità provenienti dal Mare delle Stelle Cadute. Le precipitazioni sono scarse mano a mano che ci si muove verso l’interno. Non essendo mai sufficientemente soddisfatti della loro sorte, iMaghi Rossi hanno creato una rete di incantesimiche mantiene condizioni di bel tempodurante tutto l’anno, ciò arreca ovviamente danni alle vicine regione di Thesk, magli abitanti del Thay non si curano particolarmente delle difficoltàdei loro vicini. Le giornate sono calde, ma non sgradevoli. Le pianure sono regolarmente bagnate da piogge, ma solonel cuore della notte; quasi tutti i giorni il clima è gradevole, in netto contrasto con la vita miserabile che la maggior parte delle personeconduce qui. Gli incantesimi garantiscono quindi condizioni favorevoli alla conduzione di vasti campi coltivati​​, lavorati dalle migliaia dischiavi su cui grava gran parte dell’economia del Thay.

L’autarca accoglie i viaggiatori di passaggio

Viaggiando per i tharch ci si imbatte continuamente in piccole fortezze, atte al controllo del transito delle persone e delle merci. Ognuna di esse ospita una guarnigione ditrenta/cinquanta gnoll o guerrieri umani, pronti a mettere giudizio nelle teste dei visitatori che si dimostrino indispettiti alle richieste dell’ufficiale in carico. Le stazionifiscali non esistono solamente ai limitari del Thay, ma anche al confine tra ogni tharch e sulle strade principali. Le tasse variano notevolmente da tharch a tharch, e di stazione in stazione. Il contributo richiesto ai viandanti non è tuttavia irragionevole, dal momento che i tharchion non intendono scoraggiare il traffico attraverso i loro territori. Il pedaggio varia da un minimo di 2 monete di rame a un massimo di 1 moneta d’oro. Le guardiecontrollano anche i permessi di viaggio, mentre si raccolgono le monete, e chi dovesse trovarsi sprovvisto della documentazione adeguata, è trattenuto e incarcerato in loco.

Le stazioni fiscalihanno anche la funzione, non secondaria, di mantenere sotto controllo la popolazione in schiavitù, che non possiedendo denaro, può viaggiare solo clandestinamente, costretta a battere le vie più pericolose e mortali per fuggire dal giogo dei padroni.

Nonostante, nella vita reale, i protagonisti di questo blog abbiano un'occupazione, abitudini sane ed interessi culturali, essi amano indossare una maschera e, periodicamente, oltre la porta della fantasia, cimentarsi con intrighi politici, tesori nascosti, tombe di famigerati stregoni e quanto di più bizzarro vi possa venire a mente. Qui si narrano le vicende delle loro Compagnie.

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