Archivi categoria: B – Gli inganni necessari (solo)

Halfgrimur parte con l’intenzione di ritirare il danaro, ricevuto dal barone Enano Casta, dalle banche di Sembia, dato che ha qualche conto in sospeso. La sua strada però saraà colma di incontri e deviazioni…

2 Eleint, 1359 DR – Mifano (Love is a losing game)

L’arco di suo padre era puntato verso una piccola imbarcazione a remi che silenziosamente si stava allontanando dalla nave. La notte del primo giorno di Eleint stava per emettere una sentenza: si era fatto un nuovo nemico.

Erano passati quasi cinque mesi dall’esecuzione di Feena. Il dolore accumulato era diventato un nuovo compagno di viaggio, l’unico rimasto sul quale fare affidamento. E come tale, Halfgrimur parlava a lui ad alta voce, non curandosi della reazione degli astanti.

Il suo sguardo era cambiato. Non era più attento a tutto ciò che lo circondava. Soltanto il suo innato senso del pericolo l’aveva salvato – anche questa volta.

Era salpato su un veliero mercantile prossimo ad approdare a Procampur, la prima tappa di un lungo percorso verso il Thay, la terra dei Maghi Rossi.

Qualcuno lo stava seguendo.

A Saerloon la sua permanenza non doveva essere passata inosservata. D’altronde la lingua lunga dei mezz’uomini era proverbiale…

Quel qualcuno era un assassino inviato dal precedente proprietario della sacca magica. Le lettere “DTHR” ricamate sul manufatto non erano casuali: era un ufficiale del Cormyr, un certo Dutharr. Ora ricordava che Zeke lo aveva nominato qualche volta nei suoi sproloqui da ubriaco. Continua a leggere 2 Eleint, 1359 DR – Mifano (Love is a losing game)

18 Tarsakh, 1359 DR – Bernie & Bartleby

Racconti di Halfgrimur della Corte Elfica: 19 Ches 1359 – 18 Tarsakh 1359

Mentre quasi tutti gli abitanti di Yhaunn stavano terminando i preparativi della grande festa in onore del Solstizio di Primavera, Olìvhor, sempre fedele alle sue regole, recitava le preghiere mattutine, nonostante l’Alta Pretessa di Tymora avesse dato al clero un giorno di libertà.

Tuttavia, ripetuti colpi alla porta della sua cella lo interruppero dal suo officio. Seccato da quell’imprevisto, si alzò e chiese chi osasse disturbarlo. Una missiva scritta in elfico lo informava che una questione della massima urgenza, la quale non poteva essere più procrastinata, aveva obbligato Halfgrimur a recarsi a Saerloon. L’illustre rappresentante di Cormanthor avrebbe dovuto ritirare – questo non c’era scritto – una cospicua somma di monete d’oro, promessa nel 1357 dal barone Rodorigo Enano Casta di Waterdeep come ricompensa del ritrovamento di un leggendario artefatto. La lettera non specificava per quanto tempo Halfgrimur si sarebbe dovuto trattenere presso Saerloon, ma il buon Olìvhor, confidando nel desiderio di autocelebrazione dell’elfo, riconsegnò la lettera al portatore e con calma celestiale ritornò ai suoi doveri come se nulla fosse.

Il 22 Ches, prima che il Sole tramontasse, Halfgrimur giunse a Saerloon. Continua a leggere 18 Tarsakh, 1359 DR – Bernie & Bartleby

19 Ches, 1359 DR – Velsinore

Racconti di Halfgrimur della Corte Elfica: 26 Marpenoth, 1358 DR – 19 Ches, 1359 DR

Halfgrimur e Feena varcarono la porta ovest di Yhaunn alle prime luci dell’alba del 2 di Uktar quando i festeggiamenti dedicati alla Madre d’Argento erano terminati e il mondo dei sogni più inconfessabili aveva preso forma.

Non si erano certo risparmiati. Entrambi avevano un passo piuttosto veloce.

Halfgrimur aveva camminato ormai su qualunque tipo di terreno. Aveva aperto la via in mezzo agli intricatissimi sentieri di Myth Drannor, aveva percorso le mortali sabbie del deserto di Anauroch, si era inerpicato sulle impervie salite dei Picchi Tuono, aveva attraversato i ghiacci del Lontano Nord, aveva battuto praticamente tutte le arterie principali delle Valli, si era immerso nel Sottosuolo, calpestando i sentieri perduti dei Morti, e aveva varcato il Mare delle Stelle Cadute.

Feena, nella forma lupina, era riuscita a tenergli testa.

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26 Marphenot, 1358 DR – Feena

Racconti di Halfgrimur della Corte Elfica: 28 Kythorn 1358 – 26 Marphenot 1358

Halfgrimur non aveva mai pensato a questo.

Il tempo impiegato a rimettere i morti nelle loro tombe o a bruciarli, un tempo infinitesimale, se paragonato alla vita media di un elfo, lo aveva colto alla sprovvista, come una lama nel buio.

Non era tipico di un combattente del suo rango sottovalutare le minacce, di qualunque natura esse fossero. Tuttavia tutti noi commettiamo errori e, in cuor suo, era convinto che nessuno o niente avrebbe potuto coglierlo di sorpresa.

È come se lui, tutto quell’orrore, quella distesa di nefandezza, l’avesse sempre cercata.

Aveva combattuto a fianco dei suoi compagni l’unica guerra possibile. Quella contro la paura del Vuoto.

Cormanthor, Le Valli, Morn, erano solo pretesti costruiti ad arte, inganni perfetti. Non c’era un nesso tra le sue azioni e quelle del mondo. Fin dall’inizio stava combattendo per una causa a cui avrebbe potuto credere o no. Avrebbe potuto essere qualsiasi cosa, ma doveva essere perseguita ad ogni costo.

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