Archivi categoria: i- Eleint (Set)

30 Eleint, 1357 DR – Il misterioso menhir!

Mi chiamo Orton Lo-Kan e vivo per votarmi alle cause di altri, perchè la mia è persa da sempre. Il mio peregrinare mi ha portato a incontrare Lord Paggot, che chiamo così perché per me è un vero signore, e la sua Agenzia. Ora sono una delle sue guardie del corpo.

Quel giorno mi ero attardato per alcuni compiti secondari, prima di raggiungere l’Agenzia che stava investigando su uno strano menhir, dalla forma improponibile: sembrava un enorme sigaro che lentamente stava espandendo un’aura di morte. E poi dicono che il fumo fa male…

Lord Paggot aveva individuato un’apertura sul fianco del cilindro, e vi entrò insieme ad alcuni colleghi: il virgulto Walgs, Illice e Sughero, che ha una strana passione per i gatti. Continua a leggere 30 Eleint, 1357 DR – Il misterioso menhir!

30 Eleint, 1357 DR – Il mistero del dolmen

La nostra guida, il brillante Mayorin Mabaric, se n’era andato proprio come era comparso. Come diceva il Vecchio Paggot: “Quando l’arrosto sa di bruciato gli ospiti tornano a casa propria, mica ti aiutano a riordinare!”. Così era per noi, il rashemen ci lasciava con un cervo parlante al quale manco potevamo confessare quanto a Ilice ed al sottoscritto gustasse la polenta col ragù di selvaggina.

Per non pensare alle assurdità della vita e a quanto costi guadagnarsi il pane, figuriamoci ritirarsi a vita privata con un congruo gruzzoletto, ci concentrammo su ciò che rimaneva delle blatte. La corazza chitinosa pareva avere la consistenza dei minerali che collezionavo da adolescente, con i quali speravo di convincere qualche ragazzina ad entrare nella mia casetta nella collina. Solo più tardi ho compreso che le femmine reagiscono con interesse ai diamanti, mica alle piriti! Continua a leggere 30 Eleint, 1357 DR – Il mistero del dolmen

29 Eleint, 1357 DR – Agenzia Paggot sull’obiettivo!

L’agenzia non sapeva cosa fare. Per raggiungere quella maledetta torre, non avevano idea di come attraversare la foresta. Si erano rivolti a ogni loro contatto in città, eppure nessuno aveva saputo consigliargli una guida. Stavano per abbandonare l’impresa quando, alla Taverna del Corno Spaccato, si imbatterono in un curioso individuo. Un uomo slanciato, con molti tatuaggi, si era seduto al loro tavolo per bere un sorso di idromele in compagnia.

“Mi chiamo Mayorin Mabaric, e la caccia nella foresta ultimamente mi è andata bene. Volevo festeggiare il successo insieme a della bella gente. Spade, non sciarade.”

E successivamente il gruppo aveva appreso che il curioso tipo apparteneva alla tribù barbara dei Rashemen, e vagava per boschi e foreste, procacciandosi da vivere con la caccia e la concia delle pelli.

“Una guida per la foresta? E che ci vuole?” Continua a leggere 29 Eleint, 1357 DR – Agenzia Paggot sull’obiettivo!

28 Eleint, 1357 DR – I segreti del tempio di Eldath

Una reliquia è una reliquia, Signori miei, ma in tutta onestà vi dico che se avessi saputo che le cose si sarebbero complicate a tal punto, avrei sicuramente rifiutato di occuparmi di quella faccenda. Come usava dire il Vecchio Paggot: “Quando la casa puzza di morto, se il nonno è già sepolto, allora sono cazzi!”

Ma dove ero rimasto? Ah già! Alla liberazione del tempio di Eldath, protettrice dei boschi. Ci eravamo fatti valere e i sacrilegi predoni giacevano al suolo riversi nel loro sangue. Non che ci piacesse uccidere, ma veramente quella volta era noi o loro. Continua a leggere 28 Eleint, 1357 DR – I segreti del tempio di Eldath

28 Eleint, 1357 DR – Grosso guaio a Last Hope!

La faccenda a Last Hope si fa sempre più intricata, motivo per il quale mi sentii piuttosto risollevato vedendo le facce sporche di Illice e Walgs arrivare in locanda a tarda notte.

Tralascio gli sguardi irritati dell’oste, che evidentemente è abituato ad una clientela meno esigente ed educata della nostra. Ad ogni modo almeno il bere ha l’accortezza di allungarlo al tavolo, il tanghero.

Calmata le sete, i ragazzi ci raccontano di essersi imbattuti, mentre cercavano l’Ascia Malinconica, in un tizio intento a rastrellare la terra del camposanto.

– Mestiere interessante da praticare al plenilunio, – faccio io – chissà Padre Solomon cosa ne pensa?

– Che dire, Paggot, non è stato certo un gran benvenuto, per Berronar Veroargento! – annuisce il nano.

Chiariamo che, mentre li attendavamo, noi non ce ne siamo stati con le mani in mano e aggiorniamo la strana coppia (Illice e Walgs, chi altri?) sulla ronda di Sughero.

– Stavamo giusto andando a fare un giretto alla baita, – salta su Sughero, che ha dalla sua la baldanza della giovinezza e non pare mai stanco. Continua a leggere 28 Eleint, 1357 DR – Grosso guaio a Last Hope!

27 Eleint, 1357 DR – Agenzia investigazioni Paggot & C.

Non riconosco più questo paese, davvero la Guerra delle Valli l’ha cambiato molto. Tuttavia, come spesso cerco di spiegare ai miei ragazzi, la guerra porta ossigeno ad attività che altrimenti sarebbero da chiudere. Non che a 60 anni suonati mi piaccia particolarmente spaccarmi le ossa per valli e per colline, ma da quando, oramai 40 anni fa, il forno di mio padre andò a fuoco non ho conosciuto altro modo di guadagnarmi da vivere, se non quello di mettere un po’ di pepe al deretano di malviventi e fuggiaschi.

Ora che la guerra è finita è tutto un metti-togli di avvisi: cercasi, vivo o morto, e ricompensa. Mi ero ridotto ad investigare sulle frequentazioni della moglie del mugnaio, ed eccomi qui di nuovo in sella con due baldi giovani. Gatti pulciosi di paese, s’intende, ma svegli come donnole tarantolate! Ad ogni modo l’agenzia Paggot & C. ha ripreso a girare come si deve e non si è più costretti ad accontentarsi di zuppa di cipolla e pane nero a cena.

Questa volta siamo alla ricerca di una banda di furbetti, che ha già messo a segno due colpi. Si parla di reliquie trafugate di un culto di paese, e questo dà la misura di come stiamo messi: “Quando la gente se la prende con Yondalla e i santi, Ramsey,” mi diceva il vecchio Paggot, “guarda in alto, perché sta a venir sera!”. Continua a leggere 27 Eleint, 1357 DR – Agenzia investigazioni Paggot & C.

30 Eleint, 1357 DR – Sulle Montagne Bocca del Deserto

Reptar ha una voce bellissima, acuta, limpida come l’aria a 3000 metri di altitudine e quando fischia, parla e canta allo stesso tempo. Si dice che alcune driadi e ninfe si siano innamorate di lui e che con loro abbia generato dei figli metamorfi. Reptar è un elfo insolito, sorride sempre e vive sopra la fascia di tensione dei boschi, al limite della vegetazione.

“Reptar!” urlo guardando in su. Reptar è appollaiato su una guglia di pietra che si staglia nel vuoto, con i lunghi capelli adornati di piume che garriscono al vento come uno stendardo.

“Orso! O dovrei dire Drago?” La voce che esce dalla sua bocca fine è una carezza gioiosa che scivola su di me nonostante il vento sferzante.

“Dici per questa?” grido toccando la mia armatura, “L’ho fatta per rendermi più credibile come capitano di un Drakkar che ho alla fonda a Waterdeep”

“Un Orso capitano di una nave drago… accoppiata insolita”. Continua a leggere 30 Eleint, 1357 DR – Sulle Montagne Bocca del Deserto

16 Eleint, 1357 DR – Pelo grigio e quaglie crude nella Foresta di Confine 

Quando incontri Temis devi mettere in conto di avere sempre alle spalle un branco di lupi, nonostante la sua abilità il vecchio è troppo saggio per ritenersi dalla parte del più forte in ogni frangente. Dei lupi non ti accorgi, fa in modo che tu gli sia sempre sottovento, è un vecchio trucco, Temis se ne sta sopravento, cattura la tua attenzione e non senti altri rumori o odori oltre il suo e ti convinci che siete soli. Nessuno si preoccupa più di tanto quando di fronte ha guerriero vecchio e secco. Temis, di Ogre, Troll e Ettin ne ha sbranati più di chiunque altro in questo modo, la forza del branco è un elemento che sposta gli equilibri in un combattimento, un attimo prima impugni la tua arma convinto di sbudellarlo e il momento dopo ti trovi a terra con i tendini delle caviglie lacerati e le ginocchia azzannate. Continua a leggere 16 Eleint, 1357 DR – Pelo grigio e quaglie crude nella Foresta di Confine 

10 Eleint, 1357 DR – Lezioni di magia

Ero molto sollevato dal fatto che, per una volta, la porta che ero tentato di scassinare si aprisse da sola. Non ero più in ballo per salvare chissà quale reame lontano dalle proprie sciagure, ero di nuovo a casa, a Waterdeep, nella quiete sicurezza della criminalità comune.

L’abitazione in questione mi era stata indicata dal “fidato” Huer come la dimora di Kappiyan Flurmastyr, un anziano mago che avrebbe potuto illuminarmi su un più efficace uso delle mie limitate conoscenze arcane.

La porta si apri da sola sospinta evidentemente da qualche trucco magico di poco conto, quindi mi ritrovai in una casa dove il disordine regnava sovrano. Ovunque erano sparse carte e mappe, candele e libri, che indicavano una vita spesa per la conoscenza e l’erudizione.

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26 Eleint, 1357 DR – L’ultima caccia

Non ci si poteva fermare nel bel mezzo di un diluvio. Il suolo, gli alberi, i fiori, gli animali, tutti quanti reclamavano la loro porzione d’acqua, dopo interminabili giorni di siccità. Eleint volgeva quasi al termine e questa burrasca condannava l’estate alla fine.

Nonostante la giovanissima età il figlio di Cormanthor pensava spesso a quel momento: pensava alla fine.

La frequentazione degli umani lo aveva reso più sensibile alla caducità del tempo.

Le rughe sul volto di Klaus si facevano più profonde ad ogni stagione, l’incredibile vigore di Ebeadat sarebbe svanito lentamente, lo spirito ribelle di Zeke ben presto sarebbe stato sostituito da una pratica abitudine.

Ai loro occhi, invece, lui sarebbe stato esattamente come adesso, anche dopo trent’anni.

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