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14 Flamerule, 1358 DR – Il Re Amaro della Corte Briaca riceve una promozione

“Orlyra non mi avrebbe tradito.”

“Non ti ha tradito, sciocco, ha solo condiviso il tuo segreto con qualcuno che avrebbe fatto in modo che rimanesse tale ancora un po’.”

L’unico occhio che riuscivo ad aprire distingueva una macchia bianca dalle vaghe fattezze femminili. Valutai non fosse una minaccia immediata. Nel mentre un behir aveva deciso di sedersi sulla mia schiena per scorrere le ultime gride, un gigante delle tempeste cercava a martellate di uscire dal mio cranio e una qualche forma di melma filamentosa stava lasciando la mia bocca per passare la villeggiatura in un luogo più salubre.

“Prima ti dai tanto da fare per passare inosservato, poi metti in piedi il più assurdo baraccone che Arabel ricordi, come te lo spieghi?”

“Non mi piacciono le spiegazioni, che vuoi?”

“Ti ho portato la colazione.”

“Colazione? Che ore sono?”

“Quasi ora di pranzo in verità, ma visto che ti sei appena alzato…”

Sollevai con fatica la testa dal materasso in modo da aprire anche l’altro occhio. Il behir doveva essersene andato, perché riuscii a inarcare lievemente la schiena. Il cigolio che produsse però non prometteva niente di buono. Qualunque cosa avessi fatto, dovevo aver esagerato.

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13 Nightal, 1357 DR – Sulle tracce di Ruth!

Certo, la giornata non era iniziata nel migliore dei modi, v’era stato quell’uragano e quel maledetto post sbornia, ma dopotutto non ero di cattivo umore; insomma, eravamo vicini a Ruth!

Appena passati i cancelli lasciai che fosse Damon a guidarmi, quella era la “la sua città” e aveva promesso che avrebbe trovato mia sorella. Pegno la sua gola. Continua a leggere 13 Nightal, 1357 DR – Sulle tracce di Ruth!

30 Mirtul, 1356 DR – Una settimana di congedo

Alla fine non mi dispiaceva di come si erano messe le cose. Avevo sette giorni da trascorrere nella bella Arabel con la certezza che ne sarei ripartito. Mi aspettavano giornate liete ed ero certo che l’esperienza maturata nelle Valli avrebbe avuto il suo effetto sulle giovani fanciulle della città. Per prima cosa decisi di andare a casa, per dare un saluto al vecchio Benvenuto Bumblerose, mio padre, dopodiché sarei corso ad abbracciare la mia amata sorella Christanee, che tutti chiamavano Tanee.
Mio padre era un orefice, avrebbe potuto essere un maestro, se solo non fosse stato anche un uomo totalmente privo di ambizione. Non si era mai mosso dal Cormyr. Persino Arabel era una città dai confini vaghi, per lui che viveva nella sua bottega, nella strada che conduceva al mercato, in quella che conduceva a palazzo e in quella che conduceva alla piazza principale, nella quale, senza dare a vederlo, si faceva un bel po’ i fatti degli altri. L’unico vezzo che gli conoscevo era abbreviare i nomi di luoghi e persone. lui viveva nella vecchia Ar, sua figlia maggiore si chiamava Tanee e suo figlio minore, io, Zeke.

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