17 Eleasias, 1356 DR – Il sangue si lava col sangue

Le voci corrono veloci sulle ali del vento che sferza le Valli con minacciosi sussurri di guerriglia su diversi fronti. L’abbraccio fu fugace con i miei compagni; ognuno di loro portava con sé notizie di sangue e battaglie che infuriavano tutt’intorno. Mi sembravano tutti molto cambiati, segnati dalla vita scorsa in questo seppur breve periodo di lontananza; alcuni come Zeke, lacerati, ma allo stesso tempo fortificati. Proprio Zeke ci riferì della figlia del re del Cormyr, Alusair Nacacia, era sparita misteriosamente nei pressi di Tilverton e di essere giunto a noi seguendo un battaglione del Cormyr, che marciava verso oriente seguendo le voci di scontri con Scardale. Lashan sembra essersi proclamato “Re delle Valli”. L’abazia finora si è dimostrata timida all’esporsi a favore o contro queste esternazioni provenienti da Scardale, anche in seguito all’occupazione di Featherdale da parte delle forze armate di Lashan che si è mosso sulle pianure già ricolme di antico sangue di Battledale. Più ad Est a Mistleldale intanto infuriava la battaglia sul fiume Ashaba, è lì che il battaglione del Cormyr con cui viaggiava Zeke si stava dirigendo. La tensione è al culmine in questi giorni in cui scrivo, le popolazioni sono in fermento e affamate dal blocco commerciale che tatticamente Lashan sembra aver instaurato tra il Mare della Luna e Sembia. 

Le rovine della torre di Darnarest

Una contromossa per creare una situazione di stallo, un muro gelido forse a seguito dei fatti di Tilverton che dopo tanti anni ha perso la sua indipendenza essendo così inglobata dal Cormyr. Le strategie politiche si mischiano al sangue dei caduti nelle Valli. Così a Battledale infuriavano gli scontri, ogni schermaglia chiama altro sangue, ogni morto grida vendetta e così all’infinito. Tutti contro tutti; è così che Mourngrym si mosse verso il tempio di Bane, presso Vonlar, saccheggiandolo e distruggendolo con il fuoco a seguito di un presunto attacco di Zhentil Keep a Shadowdale. Il sangue si paga col sangue e la vendetta non brama altro. Il ritrovarci insieme finì subito in secondo piano.

Preparai tutto, non potendo rendere il nostro incontro ufficiale ci incontrammo vicino al tempio di Tyr vicino le colline Dun. Half, Zeke e Paula tutti sembravano persone molto diverse, ma fu Arpino a colpire la mia attenzione: non era più il semplice fabbro che avevo conosciuto. Si presentò con una squadra di sei nani introducendoli come la sua pattuglia d’azione. Personaggi singolari che ben presto impareremo a conoscere. Non avemmo molto tempo per i convenevoli: troppe guerre, troppe voci e poco tempo per decidere cosa fare. Il blocco commerciale imposto da Scardale sembrava portare tutti verso un’ inevitabile guerra fratricida.

Decidemmo di partecipare a modo nostro per cercare di evitare ancora una volta, il peggio per le nostre terre. Giravano voci, sussurri riguardo poteri sovrannaturali dalla parte di Scardale.In questo modo gli uomini di Lashan avrebbero avuto la meglio in molte occasioni nelle battaglie di Tasseldale. Molti uomini di Arpino, ma non solo, sono misteriosamente scomparsi. Scout esperti inghiottiti nelle foreste vicino Tasseldale e sembra che ci siano strani movimenti, voci di sacrifici e oscuri rituali si rincorrono. Il viso di Arpino sembrava preoccupato quanto presente pareva il suo senso di responsabilità per quattro dei suoi uomini spariti nel nulla. Tutto portava verso Tasseldale.

Concordammo quindi di dirigerci verso la zona dove si stavano verificando le sparizioni per indagare. Sul posto Half nella sua nuova veste completamente nera non fece fatica a trovare le prime tracce di uomini e di rettili che portavano verso una vallata. Verso sera giungemmo al termine della vallata dove precedentemente si ergeva una torre ormai distrutta. Solo le macerie ci accolsero. Lì capimmo che le voci erano vere, anche se la torre era distrutta ormai da tempo, la paura ha ali ampie e respiri di fuoco…i draghi erano tornati e proiettavano la loro ombra nuovamente sulle Valli. Per fortuna eravamo soli e le impronte rettiloidi continuavano verso il centro delle rovine. La torre era per molti di noi famosa: la torre di Darnerest, l’armaiolo le cui spade magiche erano conosciute in tutte le Valli era stata distrutta dalla morte volante, il temibile drago rosso Kezzanamark. Non c’era però tempo per le lezioni di storia, non pensammo al drago, ne alle pietre liquefatte che ci circondavano.
Ci dirigemmo dritti verso il centro della torre muovendoci silenziosamente tra le pile di rocce, sempre più vicini all’entrata della torre. Una scala si dirigeva verso l’oscurità della terra. Halfgrimur continuò a seguire le tracce ed entrò scendendo le scale che portavano nel sottosuolo. Gli scalini neri della fuliggine erano macchiati qua e là da vivide polveri colorate. Notai la smorfia sul viso di Paula quando le riconobbe. Hafgrimur continuò impavido in avanscoperta. La sua natura solitaria e fuori dal gruppo si era, se possibile, ancora più accentuata; avanzò fino a scorgere una tenda alla fine della scalinata…e poi uno sguardo…e poi frecce, tante. Decidemmo velocemente di non lasciare il nostro amico solo ad affrontare la disfatta. Ci precipitammo giù senza paura e senza una strategia con in braccio un arma e la bocca piena della sete del loro sangue. Ci sembrò abbastanza al momento ma il seguitò prova che avevamo torto. Seguì uno scontro sanguinoso. Zeke a Arpino staccarono teste e arti, volarono spade, frecce, pugni e imprecazioni carichi d’odio e di morte. Caddero molti dei loro quando un incappucciato dietro una schiera di arcieri mi vide così come io vidi lui, provai un attimo di timore, lo stesso attimo che forse lui non colse lanciandomi contro un incantamento che mi colpì in pieno petto facendomi perdere la possibilità di difendere i miei compagni. Paula venne raggiunta da una pioggia di frecce che riuscì a schivare una volta, ma non la seconda. Il mago vide la sua difficoltà e si accanì ancora e ancora e ancora. Vidi la vita scivolare dai suoi occhi risucchiata nell’odio di sconosciuti che avevamo cercato noi. Paula cadde al suolo prima di vita e di energie. Zeke, Halfgrimur e Arpino fecero del loro meglio per guadagnarci la nostra vendetta, senza pietà, sangue lavato col sangue. Io mi occupai di Paula con tutto il potere che Tyr mi concesse. Mi rivolsi a lui come mai prima riuscendo così ad acchiappare la vita di Paula per la coda e a ricacciargliela dentro stretta nei denti di chi rinnega la morte e maledice la vita allo stesso tempo.

Quando la vita di Paula si adagiò nuovamente nel suo corpo alzai la testa in cerca di vendetta. Una vita per una vita, La morte doveva avere il suo banchetto. Decisi così che avrebbe cenato con l’anima del mago. Lo vidi scomparire nelle profondità della stanza mentre Zeke colmo di rabbia impalò l’ultimo dei guerrieri che difendevano il mago. Eravamo soli nella stanza, il mago era scappato ma Paula non poteva proseguire, la nostra vendetta doveva aspettare, dobbiamo uscire da questa trappola prima che la nostra sete di sangue ci conduca a morte certa.

(XXIV Sessione, 29 Novembre 2014)

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