Archivi tag: Lucano il figlio del vinaio

29 Tarsakh, 1360 DR – Tre uomini in barca

L’eterogeneo gruppo si trovava in uno degli innumerevoli villaggi di pescatori delle Isole della Luna: Lucano, il mezzorco con l’educazione di un lord, Sughero, viandante delle terre selvagge accompagnato dal suo fedele Veggy, e Pondolo, il nano che percorreva la via della pace interiore a suon di pugni.
Lucano si trovava costretto ad uno strano gioco: un inseguimento in cui la sua preda era anche il suo cacciatore. Da quando l’illithid conosciuto come Occhinelbuio riuscì a penetrare nella sua mente, sentiva continuamente la sua voce perseguitarlo. E gli diede appuntamento alla spiaggia della balena.

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28 Tarsakh, 1360 DR – Cervelli in fuga

La legge è la legge

Il villaggio non aveva un nome. Non era altro che un insignificante porto, sorto ai piedi di un tempio dedicato alle divinità più rinomate e venerate del folto pantheon dei Reami. I cinque viaggiatori decisero di alloggiare nell’unica locanda presente. L’oste detto “Scorfano”, un uomo pingue sulla cinquantina dai modi forzatamente affabili, offrì loro vitto (il pescato del giorno) e alloggio (un letto sudicio) per la modica somma di 3 monete d’argento. Manco a Waterdeep, erano così laidi…

Infatti dopo un breve consulto, soltanto due dei cinque si piegarono alla truffa. Gli altri si accomodarono nel fienile. Continua a leggere 28 Tarsakh, 1360 DR – Cervelli in fuga

19 Kythorn, 1358 DR – Su Lord Dazaen e nuovi amici

Erano le prime luci del mattino quando finalmente scorgemmo la rigogliosa vegetazione di Monte Waterdeep. Da Suzail avevamo volato verso ovest, per poi risalire la Costa della Spada a settentrione. Non avevo mai avuto la fortuna di visitare la Città degli Splendori e, quando finalmente intravidi la sua cinta muraria dall’alto, compresi la sua imponenza e la sua grandezza, che facevano impallidire per dimensione anche la bella Suzail.

In alto nel cielo sentinelle a cavallo di ippogrifi pattugliavano i confini della metropoli. Decidemmo precauzionalmente di atterrare prima di raggiungere il sito e di affrontare i controlli che la prassi prevedeva. Dopo aver dichiarato la nostra persona e gli oggetti magici di cui eravamo in possesso, ottenemmo l’autorizzazione per accedere alla città. Varcammo la porta Sud, la cui strada principale porta al quartiere povero e malfamato del popolo. Continua a leggere 19 Kythorn, 1358 DR – Su Lord Dazaen e nuovi amici

22 Marphenot, 1356 DR – La bella, la bestia e il mercenario

Come stabilito da Sherlen la Compagnia fa ritorno a Daggerford il 16 Marphenot.

Lucano e Bennet devono adempiere ai doveri della milizia cittadina in occasione della visita del barone Agwain, Signore della vicina regione di Secomber, situata oltre la Gola Ridente. Il mattino del 20 la Compagnia è convocata d’urgenza al cospetto del duca Pwyll. Gli unici ad essere presenti alla chiamata sono Lucano e Max di Nona.

L’incontro avviene nel cortile interno del castello: scortato dai suoi due uomini più fidati, Kelson, il maestro di caccia e Llewellyn, il maestro d’arme, uomo di grande esperienza; il duca informa i presenti della sparizione della sorella, la duchessa Bronwyn. Con grande sorpresa il responsabile dell’accaduto pare sia proprio il barone Agwain che avrebbe rapito la dama, vinto dalla sua straordinaria bellezza. Continua a leggere 22 Marphenot, 1356 DR – La bella, la bestia e il mercenario

15 Marphenot, 1356 DR – Finalmente si combatte!!

È notte, sta piovendo, ci troviamo all’interno dell’abbazia, dove dividiamo le tre navate con cinque losche figure una delle quali ha lanciato un incantesimo tra l’altare e il colonnato immobilizzando Lucano (detto anche Amaro da qualcuno), già ferito, in una sorta di ragnatela.

 Non resto con le mani in mano e, dopo alcune schermaglie, noto un avversario in ginocchio. Colgo la palla al balzo per lasciare velocemente la postazione davanti alla porta e dirigermi verso costui per cercare di tramortirlo, pensando di poterne estrapolare informazioni utili su chi siano e cosa stiano qui cercando.  Purtroppo si difende ancora in maniera accanita e non riesco ad avere la meglio. In mio soccorso arriva Bennet, che lo ferisce a morte.

14 Marphenot, 1356 DR – Puzza di nuova avventura

7 Marphenot, 1356 DR
Ci troviamo ad Haggash, precisamente alla locanda del “Buco del Viaggiatore”, ci siamo appena svegliati dopo una notte di luna piena. Siamo pronti per partire per Daggerford, dobbiamo assolutamente riportare la carovana in città, io sono molto curioso,  “chissà cosa nasconde il nano” penso.. Ma non mi faccio prendere dal panico, lo scoprirò.. Dopotutto Filarion si fida ciecamente di me.
Partiamo, il tempo sembra bello e soleggiato, per fortuna Max riesce sempre ad azzeccare le previsioni meteo. Arriviamo senza problemi a Daggerford, ci dividiamo e riprendiamo le nostre insolite vite.
Prima di andare faccio un occhiolino alla bella Eleri, ci siamo già accordati, ci vedremo spesso…

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6 Marphenot, 1356 DR – Zuppa di cipolla

Ci siamo catapultati in questa locanda non appena  ha iniziato a piovere. Il proprietario, un anziano signore, ci accoglie con un sorriso sdentato che è comunque un sorriso di benvenuto.
Siamo fradici da capo a piedi e l’idea di un pasto caldo e un giaciglio ci martella nella testa da parecchie ore ormai. La specialità della casa è la zuppa di cipolle: io non faccio complimenti e me ne faccio servire cinque mestoli abbondanti. L’uomo –  che di nome fa Tal – è piuttosto ciarliero e comprendo che confidare un segreto a costui è come urlarlo ai quattro venti. Ci racconta che la scorsa notte sei tizi incappucciati – pare fossero pellegrini appartenenti a chissà quale confraternita – hanno sostato qui. Tipi poco raccomandabili a suo dire ma – si sa – il denaro non puzza. Pare siano diretti verso l‘abbazia di Haggash, situata ad un miglio scarso da qui. Naaah, queste sono cose più grandi di noi e il capitano Sherlen ci ha affidato una missione che abbiamo il dovere di portarla a termine. Anche se…

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4 Marphenot, 1356 DR – Una passeggiata nel verde

Finalmente una passeggiata nel verde, non ne potevo più di affaticare quel povero cavallo con il mio peso. Mi piace l’odore della natura quando piove, a dire il vero mi piace sempre l’odore della natura. Cominciavo a stancarmi di stare al villaggio, ci voleva questo diversivo della consegna a Way Inn.

Zio Faro mi aveva avvertita che la compagnia sarebbe stata insolita: “…ma alla fine sono dei diavoli per bene, almeno credo..”. Ecco, quel almeno credo” mi lascia perplessa, staremo a vedere. Sono in effetti soggetti particolari: Bennet, oltre a sembrare una persona in miniatura, ha degli strani tic ad un occhio; Piedgrey ha una specie di mania per la propria chioma; il signor Norvagûn, un nano distinto, non proferisce parola alcuna ma in compenso fa un sacco di domande sulle storie legate alle miniere di Illefarn

A questo proposito si è già rivoltato il carattere solforoso di Piedgrey, che pare non concepisca di dare informazioni senza avere una contropartita. Max Di Nona, di cui io avevo sentito parlare come lo smemorato di Daggerford , conferma quanto si dice su di lui: non si ricorda nulla del suo passato più passato. Nonostante le fattezze non proprio armoniche, Lucano sembra essere il più accomodante e socievole, tant’è vero che ieri sera non si è trattenuto dal proporre un brindisi dietro l’altro, con conseguenze disastrose sulla lucidità dei commensali, fatta eccezione per Norvagûn, che penso rimarrebbe impassibile anche con il didietro sulle braci. 

25 Eleint, 1356 DR – Le cose non sono sempre come appaiono a prima vista

Immaginate di avere fame, tanta fame e di avere diritto solamente a una ciotola di stufato, sono certo che rovisterete nella dispensa, aprirete tutte le panche, fareste la malora, per trovare la ciotola più grande, ma con vostro sommo sconcerto ricordate di trovarvi in una bottega di ditali. 
Mi chiamo Polydoro e questa è Daggerford, dove vivo io, la città dove tutto è piccolo, persino io, che sono un halfling. Gli abitanti di Daggerford, quando sognano, sognano di chiedere permesso e quando ordinano una birra, chiedono una mezza. Una vera pena. Tutto minuscolo, dicevo, tranne la mia fame. Non di cibo è voglia la mia, di cosa non saprei dire, ma scommetterei un centimetro della mia non già svettante altezza che Daggerford non mi ha mostrato tutto quanto sia possibile mostrare.
Waterdeep, quella sì è una città, capace di offrire opportunità ciò a uno spirito arguto come il mio. Perché non correre, allora? Tutti a Waterdeep, lontano da ditali e animi adagiati!

Perché, amici miei, le opportunità vanno sapute cogliere e per questo servono mezzi: denaro, conoscenza e spada.

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