14 Tarsakh, 1358 DR – Le nebbie si diradano

Una serra. Fantastico.

Così, quando quei mastini si contenderanno a morsi le mie interiora, fare le ordinazioni per le corone non sarà un problema.

Pst! Da questa parte.”

Un vecchio, seminascosto dalla bruma e dalle fronde di un delizioso, e ormai decrepito, bersò, ci fa cenno. Decidiamo di soprassedere alle due settimane di preavviso necessarie per la validità della riunione e deliberiamo all’unisono di gettarci dentro e sperare che la serra nuova sia, se non altro, meno umida della palude vecchia. Anche perché le mie articolazioni cominciano a cigolare peggio delle molle di un letto di un bordello di Daggerford.

L’uomo si chiama Douglas Michaels ed è il giardiniere di Burton Wescot.

Senza indugio ci conduce all dimora ducale. Un decadente palazzo di una dinastia non certamente all’apice della sua gloria.

Un maggiordomo dall’aspetto classico ci apre la porta richiamato dai colpi di un grosso batacchio.

Il maggiordomo, chiamato Darrel Holmes, ci introduce in casa, presentandoci la cuoca, una donna corpulenta chiamata Martine Garret e infine il padrone di casa, Wescot in persona. Continua a leggere 14 Tarsakh, 1358 DR – Le nebbie si diradano

13 Tarsakh, 1358 DR – Fafnir contro tutti

“Il Tempo, per noi Tel Q’uessir, è un alleato fedele. Non lo tratteniamo. Anzi, lo cavalchiamo come un puledro selvaggio. Ci lasciamo guidare dal suo istinto sapendo che in qualsiasi momento possiamo, se lo desideriamo, rallentarlo o addirittura domarlo.
Perchè noi siamo Immortali.
Tuttavia è proprio questo lo scherzetto che ci ha giocato Corellon Larethian, nostro Padre. Ad un certo punto del nostro cammino molti di noi si stancano di guardare avanti. E vogliono fermarsi, spogliarsi dei loro averi e attendere la Fine, sereni. Non guarderanno più gli Stranieri avvizzire lentamente nei loro corpi nè osserveranno le loro società cadere per poi rinascere dalle ceneri e collassare un’altra volta. No. Non si cambia quando si invecchia.
Ci si rivela.” – Halfgrimur della Corte Elfica.

Non riuscivo a togliermi di dosso il fetore della carne del verme purpureo. Avevo partecipato, con successo, a numerose missioni nel Sottosuolo e quindi ero abituato a gestire la paura, quando l’Orrore ti tiene per mano. Tuttavia mai ero stato inghiottito da un aborto simile e sicuramente sarei stato digerito dai suoi succhi gastrici, se Lord Fafnir non lo avesse carbonizzato con una palla di fuoco!

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