Archivi categoria: Mattia Mo.

4 Nightal, 1361 DR – L’unica salvezza

“Umida era l’aria nella cava di re Ventrediferro

coi denti gialli e il viso da verro,

gigante del fuoco, nel cuore le pietre,

confinava gli uomini nelle segrete.

Leggenda narra giunsero i Cercatori,

commando di ladri dai pochi onori,

erano folli dai cuori saldi,

a loro elfi scuri lanciarono dardi.

Volaron macigni e formule arcane,

Whelm con fragore spezzò le trame,

la strega a Dirnal gridò stupita,

quando Imong l’orbo le prese la vita.

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3 Nightal, 1361 DR – Sui giganti, anziani sclerotici e la loro memorabilia

Boezum, Gozold e Valdo realizzarono la presenza degli intrusi troppo tardi, quando le frecce di Halfgrimur sibilavano sopra le teste dei Cercatori notificando una prematura quanto inattesa sentenza di morte. Letali come aspidi li colpirono al collo, dove l’armatura in cuoio borchiato non forniva riparo. Nessuna delle guardie meritava di cadere in quel modo, senza la possibilità di sfoderare le armi, già che i tre erano considerati veterani di molte battaglie nella casa di Re Snurre Panciadiferro ma i gradi non sono scudi e solo il più giovane, Zolof, che li seguiva silenzioso, per altro ancora intontito dai baccanali della notte precedente, si ritrovò risparmiato dall’imboscata. Allora reagì di conseguenza, scegliendo l’unica opzione sensata: la fuga.

Klaus si precipitò prontamente alle sue spalle, intenzionato a metterlo a terra prima che fosse troppo tardi, ma i corpi dei caduti occupavano il corridoio con la loro mole e ciò garantì a Zolof il vantaggio sufficiente per tagliare l’angolo in direzione dei sotterranei, le grotte dalle quali loro stessi erano venuti.

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28 Alturiak, 1361 DR – Il mistero dell’erede degli Obarskyr

“Quindici anni sono passati dalla sparizione del principe Loramar di Casa Obarskyr, il primogenito di Azoun IV, re del Cormyr. Il lutto per un figlio non si accetta facilmente, specie quando non hai modo di dare senso alla sua morte.

Loramar era stato inviato ad Arrabar, famoso porto di Costa Vilhon (Vilhon Reach) e capitale del Chondath, per studiare gli antichi costumi progenitori di quelli praticati nelle Terre Centrali, ma la sua nave non era mai arrivata a destinazione.

Per tutto questo tempo la famiglia reale ha dovuto convivere con l’incubo del silenzio, almeno fino a qualche giorno or sono, quando una delegazione di gnomi delle profondità (anche detti svirfneblin) del Clan Palaprofonda non si è presentata a Forte Silan, sulle prime alture dei Corni Tempestosi (the StormHorns) con la salma di un cavaliere. Sir Hujer, questo era il suo nome, era un capitano dei dragoni purpurei di stanza al forte, impiegato nel pattugliamento dei confini del regno, con il suo seguito di commilitoni. Gli gnomi hanno detto di averlo trovato ormai prossimo alla morte, farneticante a causa della febbre altissima, dovuta al congelamento e la cancrena degli arti inferiori. Le sue ultime volontà, raccolte dagli svirfneblin, sono state di restituirne il corpo (e lo scudo) al forte assieme ad un medaglione, che stringeva al petto. Per questo servigio gli gnomi sono stati lautamente remunerati.

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12 Kythorn, 1360 DR – Una faccenda tutt’altro che conclusa

A Sembia correva voce che anche un brigante in fuga potesse trovare sollievo immerso in un paesaggio come quello, figurarsi quali sentimenti risvegliasse in un viandante al quale riportava alla mente il periodo della vita nella quale l’adolescenza, con la sua spensieratezza, lascia spazio ai primi ingenerosi fardelli della maturità. La figura incappucciata si inginocchiò e immerse la mano nelle limpide acque dello Scorrivino (Wineflow), quindi si inumidì il volto e riempì l’otre, non dopo aver mancato di dissetarsi.

“Bevete anche voi, fratelli,” disse alla sua guardia.

“Volentieri, maestro.”

I due adepti scesero da cavallo, ringraziando mentalmente di quel momento di riposo.

“Un luogo incantevole,” commentò uno dei giovani.

“Già, ogni cosa è esattamente come la ricordavo.”

“È qui che cominciò tutto, non è vero?”

“Oh sì, Rael, e sembra una vita fa.”

Quella che pareva una vita in realtà era una manciata di anni, che si possono contare sulle dita d’una mano di un uomo. Continua a leggere 12 Kythorn, 1360 DR – Una faccenda tutt’altro che conclusa

6 Ukthar, 1360 DR – Le Guglie di Ghiaccio e la fine dell’Ordine

Da “I miei Sotterranei” di imong Ituttof, diario 16 Kythorn 1359 DR – 6 Ukthar, 1360 DR

Non nego che se Iskra non fosse stata lì, forse… oggi non potrei raccontare questa storia. Gli avvertimenti di Re Harbromm mi risuonavano adesso come… parole di saggezza, mentre riposavo comodamente in quello che doveva essere stato il letto delle bambole della mia amica… in effetti, poco lontano da me erano sistemate meticolosamente, protette da una vetrinetta di un mobile in stile rococò, diverse bambole che… per altezza non sfiguravano con Vagamonti, adagiato pure lui, dopo le fatiche della salita, su di un carretto giocattolo tirato da due buoi di legno. I crini e i capelli dei balocchi erano sicuramente stati, una volta, quelli di qualche… creatura vivente, sacrificata per la spensieratezza e la gioia di una bambina molto speciale. La stanzetta da ragazzina, se così si può dire, della gigante era comunque piuttosto austera, per gli standard degli umani… se mi capite.

Niente colori rosa alle pareti, piuttosto prevalevano blu e violetto, l’indaco a tratti, ed era ornata da stucchi eleganti di gusto classico … creature mitologiche, in forma stilizzata, ne erano le protagoniste: draghi, viverne, yeti, idre, ma anche… elfi e… nani erano presenti nei racconti rappresentati dai bassorilievi, dove i giganti recitavano il ruolo delle guide e dei vincitori.

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6 Hammer, 1340 DR – Primo incontro a Shadowdale

Coperto da un mantello verde scuro con il collo in pelliccia, un elfo di altezza fuori dal comune comparve sulla soglia della locanda del Vecchio Teschio. Richiuse la pesante porta lasciandosi il gelo invernale alle spalle, quindi si avvicinò al bancone e, in un Chondatan stentato, si rivolse alla donna robusta, prossima ai quarantanni, intenta a preparare bevande per l’affollata sala da pranzo.

– Cerco uno gnomo orbo, non dovrebbe essere solo.

– Il signor Ituttof, certo! Di chi devo dire?

– Ditegli che la sua guida è arrivata.

– Ci penserà Durgo. – rispose la locandiera e, chiamando un ragazzino di non più di dieci anni, disse – Figliolo, vai ad avvisare il signor Ittutof che il suo ospite è qui.

Seguendo gli ordini della madre, Durgo aprì una porta a fianco del bancone del bar e corse nell’area privata del Vecchio Teschio.

– Un bambino sveglio. – commentò l’elfo.

– Già, cresce bene, ha molta voglia di imparare. A proposito, sono Jhaele Silvermane, la proprietaria. – disse la donna, asciugandosi le mani – Per qualsiasi cosa può rivolgersi a me.

– Un lavoro gravoso per una donna; dov’è suo marito? – chiese Halfgrimur col tono secco e incolore di chi è abituato a confrontarsi solo con gli alberi.

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28 Kythorn, 1358 DR – Ultimi giorni assieme

Il mondo è davvero pieno di pericoli, e vi sono molti posti oscuri; ma si trovano ancora delle cose belle, e nonostante che l’amore sia ovunque mescolato al dolore, esso cresce forse più forte.” – Haldir, La Compagnia dell’Anello – J.R.R. Tolkien

Quando infine uscirono all’aria aperta i Picchi del Tuono riservarono loro una tiepida brezza, lo splendore di declivi verdi e fioriti, e tutto ciò che di magnificente la primavera dona ai popoli liberi, in grado di apprezzare la vita. I primi tempi la luce del Sole pareva ferirli, in particolare Dirnal, Imong e gli elfi necessitarono di quasi due settimane per abituare gli occhi, sensibili, alla ritrovata luce del giorno.

– Due mesi nel Sottosuolo non sono come una notte passata in taverna, amici miei! – diceva con una sonora risata il Venerabile nano.

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30 Eleint, 1357 DR – Il mistero del dolmen

La nostra guida, il brillante Mayorin Mabaric, se n’era andato proprio come era comparso. Come diceva il Vecchio Paggot: “Quando l’arrosto sa di bruciato gli ospiti tornano a casa propria, mica ti aiutano a riordinare!”. Così era per noi, il rashemen ci lasciava con un cervo parlante al quale manco potevamo confessare quanto a Ilice ed al sottoscritto gustasse la polenta col ragù di selvaggina.

Per non pensare alle assurdità della vita e a quanto costi guadagnarsi il pane, figuriamoci ritirarsi a vita privata con un congruo gruzzoletto, ci concentrammo su ciò che rimaneva delle blatte. La corazza chitinosa pareva avere la consistenza dei minerali che collezionavo da adolescente, con i quali speravo di convincere qualche ragazzina ad entrare nella mia casetta nella collina. Solo più tardi ho compreso che le femmine reagiscono con interesse ai diamanti, mica alle piriti! Continua a leggere 30 Eleint, 1357 DR – Il mistero del dolmen

17 Hammer, 1358 DR – Il tesoro dei draghi bianchi

Passarono alcuni minuti, forse un quarto d’ora, prima che i Cercatori si accorgessero che uno di loro mancava alla conta. Erano ormai abituati a tal punto alle sue entrate ed uscite di scena, che quasi non ci facevano più caso, ma con le carcasse dei due draghi stese al suolo c’erano pochi dubbi sulla destinazione dello gnomo.
– Pensi anche tu quello che penso io? – si rivolse Klaus a Dirnal, mentre il nano ancora cercava di aggiustarsi la visiera dell’elmo, forse irrimediabilmente bloccata dal gelo in posizione abbassata.

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29 Tarsakh, 1358 DR – Una boccata di fumo

Appena ricevuto la lettera di Aukan mi recai al Cancello della Notte (Nightgate Inn) in cerca di Victor, intenzionato a barattare il contenuto della missiva con qualche aggiornamento dai bassifondi. Quando giunsi alla locanda, però, scoprii che il mio informatore era già partito. “Scomparso da un giorno all’altro” mi disse il proprietario un poco contrariato, “e con una fretta del diavolo, per giunta. Si è perfino dimenticato qui una borsa”. “Buon uomo, ho bisogno di visionarne il contenuto.” gli dissi, “Comprendo che possa apparirle inopportuno, ma si tratta di una faccenda molto importante.” Per rafforzare l’urgenza della richiesta misi sul bancone venti Leoni d’oro. Non so se fu la mia offerta in danaro o il fatto che nell’allungargli le monete scoprissi il tatuaggio dell’ordine degli Inquisitori, o che, in quel grande gioco delle parti, anche l’oste fosse al servizio dell’affiliazione e semplicemente volesse guadagnare un piccolo extra dalla mia visita, ma si rese immediatamente disponibile a collaborare: da dietro il bancone mi allungò una sacca da viaggio. “Buona fortuna, Signore” fu il suo solo commento, volgendo la sua attenzione ad un nuovo gruppo di clienti. Continua a leggere 29 Tarsakh, 1358 DR – Una boccata di fumo