Archivi categoria: f- Kythorn (Giu)

30 Kythorn, 1356 DR – Odori e dolori di Calaunt

La puzza è insopportabile. Detesto il tanfo e il marciume delle concerie di Calaunt. Solo dei goblin dovrebbero vivere in questa putrefazione eppure un’intera città vive in questa oleosa e mefitica economia creata dalla centinaia di concerie che accolgono ostili i viaggiatori. La mia opposizione totalmente vana, Il capitano non ha sentito ragioni, la nave andava rifornita, dovevamo fermarci. Ho passato un giorno intero lamentandomi di questa città, della puzza e chiedendo di fuggire via. Sono quasi venuto alle mani con il secondo in comando. Non hanno voluto riprendere il mare per le condizioni del vento: quasi assente.

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29 Kythorn, 1356 DR – Incontro ad Ordulin

Arrivai ad Ordulin sei giorni dopo, non senza difficoltà. Le strade brulicavano delle milizie di Scardale. Fu invece abbastanza semplice trovare la locanda.

Entrai, evitando gli sguardi degli avventori seduti al bancone che fortunatamente erano impegnati in una accesa discussione sui dazi doganali imposti dal Cormyr.
Colui che dovevo incontrare era in fondo alla sala. Era un uomo trasandato, vicino alla mezza età, più alto della media, calvo con la barba incolta e gli occhi stanchi. Indossava una ampia tunica bianca fermata alla vita da una splendida cintura d’arme. Al centro un guanto d’arme con il palmo aperto e un occhio blu spalancato nel mezzo che gli conferiva un aspetto austero. Sotto alla tunica portava una pesante corazza. Alla destra, sulla panca dove era seduto, era appoggiato uno scudo di medie dimensioni sul quale era stilizzato il profilo di una testa di drago nero. 

27 Kythorn, 1356 DR – La Signora in Nero

Carissima Paula,
 
come stai? E come sta Kloi? Ti scrivo perché ieri ho ricevuto una strana visita qui ad Highmoon.
Ero a fare una passeggiata nel bosco, sulla riva del laghetto delle lucciole (ricordi che te ne avevo parlato? Peccato che tu non l’abbia visto, ti sarebbe piaciuto sicuramente!) quando schiamazzando come sempre mi raggiungono Abel e Idro dicendomi che c’è una dama scura che chiede di me a casa. Su due piedi non riuscivo a pensare a nessuno in particolare, potrai immaginare la mia sorpresa quando tirata dai due mostriciattoli arrivo in cortile trovandomi di fronte nientemeno che Eragyn.
Non ho ancora ben interpretato le sensazioni che ricevo da questa donna, e volendo tenere un poco di distanza ho preferito recarmi con lei alla Taverna del Ramo Fiorito invece di riceverla in casa. La locanda era poco affollata, ma Eragyn ha comunque insistito affinché ci sistemassimo ad un tavolino appartato. Ho ordinato un sidro e della zuppa, ma lei non ha voluto nulla. Mio nonno dice sempre Mai fidarsi di chi siede a un tavolo di taverna senza ordinare nemmeno un bicchierino di mosto bollito.

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26 Kythorn, 1356 DR – Decisioni non più procastinabili

Cara Rosetta,
come al solito ti scrivo, dato anche che ti ho lasciata addormentata dopo il trattamento di Lord Deren. Sono ormai tre giorni che non apri gli occhi, ma il prete dice che è normale. Comunque, starai bene, è questo che conta. Oltre a ciò, a dire il vero, conta anche molto il fatto che tu non stia aspettando un bambino. Deren ti avrà già avvisata, spero. Rosetta, non era proprio il momento, questa crisi nelle Valli non è fatta per i lattanti o le famigliole felici, ne converrai. Ne convieni, vero? È stato Santanasstassian a metterti in testa quell’idea, Deren mi ha detto anche come, ma ci ho capito tanto quanto capivo i discorsi di Paula o Kloi le volte in cui non erano rivolti direttamente a me. Deren pensa che lo abbia fatto per convincermi ad accettare la sua offerta e prima per convincere te a vendere la bottega. Ho dubitato subito della notizia, devo essere sincero con te Rosetta. I tempi non mi tornavano, non ricordo l’ultima volta che abbiamo fatto tu sai cosa. Ovviamente il pensiero che non fosse farina del mio sacco non mi ha mai nemmeno sfiorato, mia cara, anche perché non riesco effettivamente a immaginare che tu possa credere ci siano compagni migliori di me, soprattutto ora che ho così tante storie incredibili da raccontarti.

25 Kythorn, 1356 DR – Atto di fede

Non capisco ma mi fido della mano che mi ha guidato per tanti anni. Proverò durante il viaggio a capire, comprendere e chissà condividere questa scelta del Gran Maestro. Intanto Paula, dopo la sua grande perdita a Dagger Falls, passa il tempo a meditare, studiare e concentrarsi con l’avidità e la tenacia di chi rincorre la sua preda non spinta dal divertimento della caccia ma supportata da qualcosa di più profondo e convincente: la fame. Considerando il suo sacrificio per il gruppo mi sono sentito in dovere di sdebitarmi regalandole il libro d’incantesimi che trovammo nel tempio sotterraneo di Colderan Morn.

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25 Kythorn, 1356 DR – In amore vince chi fugge

Caro disastro Half,

 
sei arrivato a destinazione? Come procedono gli affari alla Corte Elfica? Non ricevendo tue notizie, hanno tutti insistito perché ti scrivessi per sollecitarle e per mandarti il loro saluto, sai che sei considerato di famiglia e qui se la prendono se non mandi aggiornamenti!

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24 Kythorn, 1356 DR – Presso la Corte Elfica (Elven Court)

Passati alcuni giorni sereni a Highmoon, mi separai da Meena. Le dissi che lei sapeva cosa fare, anche nel caso le cose non fossero andate secondo i piani. La abbracciai forte.

Ad un tratto la Compagnia formatasi alla locanda “Luna Crescente” mi apparve soltanto uno dei tanti ricordi che fluttuavano senza sosta nella mente di un Tel’Quessir.

Sciolti i fardelli e i legami, lasciata Highmoon nella speranza di poterla ritrovare ancora “libera” al mio ritorno, decidetti che fosse ora di dedicarsi a questioni strettamente personali. Solcare gli antichi sentieri di Cormanthor in solitaria fu una benedizione per il mio spirito. Mi sentivo al sicuro nonostante la foresta fosse minacciata dall’esterno.

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22 Kythorn, 1356 DR – Un nuovo viaggio all’orizzonte

Una settimana felice è volata, non sono sicuro di esser pronto a congedarmi da Paula; è stata la mia giuda e rappresenta l’ultimo legame con il gruppo con cui ho vissuto momenti profondi. Nella mia mente la nostra storia comune non si è ancora conclusa, ma adesso ho un’altra incombenza che mi aspetta. Rimanderò questi malinconici pensieri per qualche giorno. Paula mi accompagnerà per un breve tratto del mio prossimo viaggio. Lord Deren ha pazientemente ascoltato i miei racconti assecondando la mia sete di condividere con lui la mia conoscenza sui venti di guerra che soffiano da Est; mi ha convocato per affidarmi una missiva recante il suo sigillo. Il suo sguardo è serio e quasi preoccupato.

21 Kythorn, 1356 DR – Un ritorno a casa pieno di sorprese (sgradite!)

Sua Eccellenza,

Le scrivo per avvisarla della mia intenzione di tornare fra le mura della vostra abbazia a breve, accompagnato da mia moglie Rosetta. L’altro giorno, di ritorno a casa, ho scoperto che aspetto un figlio dalla mia consorte, mio buon amico. La notizia mi giunge quanto mai inaspettata, e tanto più sconvolgente, rispetto ai miei piani di ripartire per unirmi a Morn, se accompagnata da ciò che mi appresto a raccontarvi.
La mia dolce metà, spaventata dalla novità e dalla prospettiva di dover affrontare tutto da sola, visto il prolungarsi della mia assenza, ha pensato bene di fare incetta di denaro per il futuro svendendo tutta la nostra attività ad un ricco mercante di Sembia. Forse non vi ho detto che l’edificio su cui sorgeva la mia bottega era un’eredità della famiglia di Rosetta, e come tale di sua effettiva proprietà. Le lascio immaginare tutto il mio sgomento e la mia rabbia, oltretutto repressa, dato l’impossibilità di regolare le diatribe matrimoniali alla maniera nanica, vista la difficoltà ad incassare manrovesci delle signore in stato interessante.

19 Kythorn, 1356 DR – Finalmente la quotidianità

Caro Madarn,
apprendo con piacere che il viaggio di rientro a Storpemhauder insieme a Telimas si è svolto senza intoppi, sono stata in pensiero per la vostra incolumità e ricevere queste notizie mi ha davvero rasserenata. Anche io e Halfgrimur abbiamo viaggiato senza troppi problemi. Al momento l’elfo è ospite a casa mia, non so però quanto intenda trattenersi, ha tutta l’aria di essere inquieto e di volersi presto rimettere in cammino. Si è in ogni caso comportato da degno accompagnatore e custode dell’incolumità mia, di Tula e di Gyventhar, che ho provveduto a custodire al sicuro non appena arrivati ad Highmoon.

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