Archivi categoria: Maria DF.

19 Eleasias, 1356 DR – Giusto e sbagliato

“Chi ha il potere di decidere cosa è giusto o sbagliato? Se un uomo si trova a dover scegliere tra la sopravvivenza e la morte, tra la ricchezza e la povertà, tra il potere e la mediocrità chi può giudicare quale scelta sia la più giusta? Una volta scelsi l’altruismo e quello che ottenni fu di perdere tutto quello che avevo, rischiare la vita ed essere umiliata. Scelsi la fuga, credendo di salvare le persone che amavo, e quello che è ottenuto è stata la vendetta e la loro sofferenza. Nessuno può più impormi una scelta, io sono quello che sono e le mie scelte mi appartengono. Ma allora perché ora che mi trovo in ginocchio, sto pregando perché qualcuno mi perdoni? E perché nessuno mi ascolta???” – Paula Wuran
Belfiore era ormai in preda alla rabbia più cieca, il suo unico obiettivo era distruggere i profanatori della sua tomba, il nostro era riuscire ad aprire quella maledetta porta e scatenare la sua ira su coloro che si trovavano all’esterno. Il piano riuscì, non senza sforzo e pericolo, soprattutto per il povero Arpino afferrato e agitato come una marionetta dall’essere dell’oltretomba. Sentire l’aria che cominciava a filtrare dalla porta aperta, fu una liberazione per tutti e come previsto la bestia ,una volta all’esterno, si lanciò contro tutto e tutti dandoci modo di allontanarci alla svelta da quel luogo maledetto. Solo tre avventati, cultisti provarono a sbarrarci la strada ma presto videro la fine dei loro giorni. Ci dirigemmo nel bosco verso la torre, per cercare di capire il da farsi, visto che tutti erano impegnati a lottare con Belfiore e la sua puzza.

8 Eleasias, 1356 DR – Ogni cosa a suo posto

ll porto più grande di tutto il mare delle Stelle Cadute si dispiegava davanti ai miei occhi, mentre, affacciata al parapetto della nave, già guardavo speranzosa verso casa. Dopo tanti giorni e tanta solitudine (a cui non ero più abituata) nonché tanti rischi corsi per portare a termine questo viaggio, finalmente ero pronta a sbarcare. Sapevo già quale sarebbe stata la prossima mossa. Avevo bisogno dell’aiuto di un vecchio amico, qualcuno che mi permettesse di arrivare là dove volevo, senza essere scoperta. C’era un solo posto dove potevo dirigermi: il tempio di Mask.

Appena sbarcata, il mio primo pensiero era districarmi tra quelle strade che conoscevo così bene per recarmi al tempio, dove avrei potuto parlare con chi già in passato mi aveva aiutato a scappare, quando la mia stessa vita era stata in pericolo. Mi addentrai tra i templi della città (l’appellativo di “città dai mille templi” non mi era mai sembrato così calzante) e arrivai alla mia destinazione. Come sempre il tempio era immerso nell’oscurità, che come ricordai era complice di chi agisce per derubare. Mi si avvicinò un ometto, esile come un giunco e con un sorriso tanto grande quanto finto che mi chiese come poteva essermi di aiuto. Fu allora che mi eressi in tutta la mia fierezza per sembrare più sicura di quanto in realtà fossi e dissi: ”Ho bisogno di parlare con Phormin lo Scaltro, digli che lo cerca Paula, nipote di Suntya” e, così facendo, agitai un sacchetto che di certo non conteneva noccioline. Subito il piccolo giunco scomparve nell’oscurità e seguirono minuti, che a me sembrarono ore, in cui non facevo altro che avvertire sussurri nell’oscurità. 

5 Eleasias, 1356 DR – Per le strade di Amruthar e Tyraturos

Mi unii a una carovana di mercanti. Furono contenti di ascoltare le mie avventure nelle Valli, e abbastanza discreti da non chiedere il motivo del mio rientro a casa. Il Elesias giungemmo alla città di Amruthar.
Strano luogo, formalmente è una città indipendente, ma in realtà le mani dei Maghi Rossi sono abbastanza forti da tenerla sotto scacco. Mi fermai in una taverna al centro e il locandiere mi confermò che almeno in quel posto le cose non erano cambiate: c’erano tre fazioni che si contendevano il potere. 

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26 Flamerule, 1356 DR – Il segreto di Paula

Il capitano mi aveva avvertito che tra meno di un’ora saremmo stati in vista del porto di Nethjet. Ero a casa. Era giunto il momento.
Mi feci prestare un rasoio da uno dei marinai con cui avevo scambiato qualche parola durante la traversata, il suo era stato uno sguardo pieno di interrogativi, ma il mio aspetto o forse il tono categorico della mia voce lo aveva disincentivato dal porre ulteriori domande.

24 Flamerule, 1356 DR – Scalo a Emmech

Il mio viaggio prosegue e non sempre il percorso che il destino ha scelto per me è piacevole e sicuro, ma ormai direi che ci sono anche un po’ abituata. Stavolta la piccola nave comandata dal capitano Anthinus (gran brav’uomo, ma un po’ incline ai piaceri del bere) ha fatto scalo nella città di Emmech e per me non poteva scegliere posto peggiore. Se ci fosse un perfetto esempio della guerra tra cane e gatto, direi che potrei tirar fuori la guerra continua che si fanno Thay e questa piccola città. 

21 Flamerule, 1356 DR – La Mascella di Drago

Quando sono stata costretta a lasciare la mia terra e le persone a cui tenevo di più il mio viaggio è stato rapido, fatto di passi veloci, cappuccio sempre alzato a nascondere la mia testa, sguardi furtivi e mance sottobanco per sorvolare sulle mie fattezze (non avevo ancora avuto modo di esercitarmi nell’affascinante arte della mutazione). Ora che tornavo di nuovo la dove tutto era iniziato la mia postura e i miei occhi erano diversi, fieri e alti, pronti ad affrontare quello che mi aspettava. Questo il motivo che mi spinse a guardare in alto e a trovare uno degli spettacoli più belli che abbia mai visto: il tramonto era prossimo, il sole era pronto a calare dietro alla Mascella di Drago, uno dei complessi montani più estesi del territorio e i riflessi del sole si proiettavano sulle pareti rocciose creando dei fantastici giochi di luce. 

19 Flamerule, 1356 DR – Le spezie di Telflamm

Terra, non ne potevo più dell’ondeggiare continuo di questa maledetta nave. Ho passato gran parte del viaggio chiusa nella mia minuscola cuccetta a meditare e studiare quel poco che la nausea mi ha consentito. Il capitano della nave ha detto che sarebbe stato meglio se non mi facevo troppo vedere sul ponte, si sa che i marinai non hanno un buon rapporto con le donne a bordo, quindi mi ha caldamente suggerito di tenermi alla larga. Sarei curiosa di sapere se avrebbe detto la stessa cosa a Meena…

3 Flamerule, 1356 DR – Quiete a Procampur

Il vento è stato dalla nostra parte. Finalmente siamo sbarcati a Procampur. Avevo dimenticato quanto fosse piena di colori e soprattutto quanto fosse rumorosa! Appena sbarcata sono stata aggredita da un nugolo di urla che provenivano da ogni direzione, marinai impegnati a scaricare merci, venditori che esibivano collane e bracciali, soldati delle truppe di Thultyrl  che giocavano a dadi o intimavano l’ordine a suon di bastonate..un guazzabuglio di suoni e colori che mi ha fatto girare la testa.

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1 Flamerule, 1356 DR – Ultime separazioni

Adesso sono davvero sola.. gli ultimi giorni hanno messo a dura prova la mia emotività, ho dovuto salutare i miei compagni di viaggio, Telimas e il caro Madarn che mi ha letteralmente salvato la vita. Mi riunirò con i miei compagni  ad Highmoon, questi i patti. Prima di partire ho parlato con loro e gli ho detto chiaramente che ora la mia missione era tornare a casa mia perché cose importanti mi aspettavano e forse la mia famiglia era in pericolo. I loro sguardi divennero attoniti, forse non si aspettavano che anche io avessi una famiglia, eppure capirono all’istante la mia esigenza e dissero che se non avessero avuto il loro bel daffare sarebbero stati lieti di accompagnarmi.  

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12 Mirtul, 1356 DR – L’esercito dei morti

In una fredda notte con la luna in fiamme
Noi riuniti attorno al camino
Silenzioso ci siamo seduti con le nostre birre spumeggianti
Rispettosamente aspettando il racconto del vecchio
 
Con un pareggio finale sulla sua pipa d’avorio
Il vecchio alzò la voce, e cominciò
 
Mentre la sua voce si sollevava e affondava nella rima più strana
Si allontanò verso mondi dei tempi antichi
Con le sue parole eravamo in grado di vedere attraverso i suoi occhi
In luoghi al di là dove draghi volano ancora
 
 
Valli, terre misteriose
Quando i sogni d’infanzia sono a portata di mano
Con bestie mitiche e folletti lucenti
Quei mondi magici si rivelano
 
E quando la storia è finita ci siamo sentiti ancora contenti
Il ritorno alla grigia realtà ci ha reso tutti un po più’ tristi
Ma ho potuto vedere la fede in tutti quanti gli occhi
Che da qualche parte, ci sono mondi dove volano i draghi
 
E questa strana notte di fine dicembre
Rimarrà nella mia mente, e io la ricorderò per sempre…
 
 

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