Arpino di Tegal’s Mark

Cara Rosetta,

Credici!, sono proprio io a scrivere queste righe, non è che io parlo e un’altra

persona scrive. Sto imparando in fretta qui dagli gnomi. Ho una buona maestra, Paula,che ha studiato molto da come parla.

Quella mattina Rosetta, non è che non ho avuto il tempo di salutarti; il vecchio Brunello mica scalciava per partire, carico com’era. Mi vergognavo Rosetta, per come me ne vado.

Ora te ne parlo meglio Rosetta, anche perchè attraverso la carta non mi possono arrivare i piatti e le porcellane che mi colpirono la sera prima della partenza, e che spero tu abbia rimpiazzato con altre di altrettanto pregevole fattura da tua zia. Sai benissimo che non sopportavo più il mio lavoro al servizio di Jalissa. Quella schifosa mi sfruttava, Rosetta. Metteva il suo marchio sulle mie armi e armature, spacciandoli per sue creazioni, e a me lasciava le briciole dell’onorario che chiedeva ai clienti. Quella bottega la potrei dirigere io da solo, altro che! Io ho solo la mia abilità manuale per vivere, non ho tradizioni di casta o di retaggio da far valere. Non le ho mai volute Rosetta, lo sai. Certo, se magari le avevo, forse parlerei diversamente, ma non lo so perché comunque non ce le ho. Forse se le avevo, tu non mi avresti trovato così attraente, ma comunque rimane il fatto che non le ho, quindi magari è meglio che la smetto di fantasticare e vado avanti. Anzi, ti lascio un attimo, che ho finito l’inchiostro.

Rieccomi. Dicevo, mi ero stancato del lavoro in bottega, Rosetta. Io sono un esule della mia terra natia, ma merito sicuramente di meglio. E tu meriti che io ti dia qualcosa di meglio. Per farlo però Rosetta non posso stare lì. Tegal’s Mark è una città in cui la gente arriva con il carro vuoto e riparte con il carro pieno, ma tutte queste cose che noi produciamo vengono usate altrove, dove capitano le vicende davvero importanti. Lord Deren mi ha offerto un lavoro, che mi spingerebbe abbastanza lontano da qui. Il mio compito non è un gran che, ma da quello che ho capito potrei conoscere qualcuno che si sta impicciando di faccende grosse, cara Rosetta. Parlo anche di soldi, donna. Tanti quanti ne servono per aprire una mia bottega al ritorno e farti vivere da gran signora. E da far crepare di invidia Jalissa Duemartelli.

Starai benissimo da tua madre nel frattempo. O meglio, starai benissimo nella nostra casa dove tua madre è venuta a vivere ormai da un anno, e di questo dovremo parlare al mio ritorno Rosetta. Magari tra i mille tesori ci scappa anche un casa per lei a Sembia.

Tieni d’occhio le armi dei viandanti che arrivano dalle altre Valli, potresti vedere il mio marchio impresso a fuoco. Ci ho pensato tutta la notte al mio marchio, penso che sarà questo:

A

Ti piace? Se poi pensi che sia troppo esuberante lo cambiamo, Rosetta.

Altra cosa. Quella sgualdrina di jalissa ci ha pure provato a portarmi sulla via di casa sua, avevi ragione a pensarlo. Quella sera non te l’ho detto perché pensavo che non potevo lasciarti la cucina senza più stoviglie da cucinare.

Tanto per essere chiari, non devi essere gelosa neanche di Paula. È una brava ragazza, ma non sono tanto rivoluzionario da voler andare con una donna che non ha neanche l’ombra di un filo di barba che le metta in evidenza l’ovale del viso.

Tuo Arpino

1 commento su “Arpino di Tegal’s Mark”

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Nonostante, nella vita reale, i protagonisti di questo blog abbiano un'occupazione, abitudini sane ed interessi culturali, essi amano indossare una maschera e, periodicamente, oltre la porta della fantasia, cimentarsi con intrighi politici, tesori nascosti, tombe di famigerati stregoni e quanto di più bizzarro vi possa venire a mente. Qui si narrano le vicende delle loro Compagnie.

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