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27 Ches, 1358 DR – Un buon contatto

Un tiepido e nostalgico raggio di sole penetrò tra i vecchi muri di pietra e legno marcio della locanda del Cancello della Notte (Nightgate Inn); quel barlume di chiaro nel cielo grigio fu sufficiente per svegliare l’unico ospite ancora addormentato nella terza camerata. Quell’ospite era Victor Good.

Il ragazzo vi era giunto due giorni prima, quando le piogge e i temporali tormentavano ancora la capitale degli Obarskyr, facendo presagire ai cittadini una fine memorabile anche per quell’inverno. Ma cosa portava il giovane di Scardale nell’elegante Suzail?

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24 Ches, 1358 DR – Il ritorno di un vero paladino

“Non è finto il destrier, ma naturale,
ch’una giumenta generò d’un Grifo:
simile al padre avea la piuma e l’ale,
li piedi anteriori, il capo e il grifo;
in tutte l’altre membra parea quale
era la madre, e chiamasi ippogrifo;
che nei monti Rifei vengon, ma rari,
molto di là dagli aghiacciati mari.
Quivi per forza lo tirò d’incanto;
e poi che l’ebbe, ad altro non attese,
e con studio e fatica operò tanto,
ch’a sella e briglia il cavalcò in un mese:
così ch’in terra e in aria e in ogni canto
lo facea volteggiar senza contese.
Non finzion d’incanto, come il resto,
ma vero e natural si vedea questo.” – Orlando Furioso di Ludovico Ariosto (Tomo Primo)

Interminabili giorni di viaggio passai a cavallo di Iuel Karahd, così chiamai l’ippogrifo che mi permise di fuggire da quell’inferno che era diventata Tantras. Conoscevo bene l’Elfico, pensai quindi che nessun nome fosse più giusto e coerente di “Colui che salva” per la mia fortuita cavalcatura.
Splendenti albe e spumeggianti tramonti ammirai nel cielo, tredici giorni di viaggio non sono pochi, ma nonostante la stanchezza e le poche risorse mantenni sempre la mente fissa verso il mio obiettivo.

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16 Ches, 1358 DR – Toccata e fuga a Scardale

Le stelle brillavano e la Luna illuminava la costa mentre trascinavano tra le onde la piccola imbarcazione a riva, su di una spiaggia a poche miglia da Scardale. Invece di dirigersi al porto, si erano lasciati trascinare dalla corrente: la battaglia e la fuga da Tantras li avevano privati di ogni forza.

D’un tratto udirono un fischio. Alzarono la testa e riconobbero Artorias, la figura dell’ippogrifo si stagliava distintamente nel cielo notturno. Il paladino, che li aveva vegliati dall’alto, si preparava a proseguire verso Suzail, accompagnato dal suo scudiero. Si salutarono da lontano con un prolungato, lento, cenno di braccia, quasi volessero comunicare di essere ancora vivi. L’accordo era di ritrovarsi a Waterdeep, ma nemmeno gli dei avrebbero più potuto benedire quel loro intento. L’ippogrifo disegnò un ultimo ampio cerchio sopra le loro teste, quindi virò verso ovest. Aukan e Logan, mentre osservavano le grandi ali allontanarsi all’orizzonte, compresero per la prima volta di essere soli.

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30 Ches, 1358 DR – Le orme del passato

“Sleale è colui che si accomiata quando la via si oscura.” – Gimli, La Compagnia dell’Anello – J.R.R. Tolkien

Il capitano Bumblerose fermò il cavallo con un gesto pacato delle redini e si strinse al collo il bavero della pelliccia. Scrutò le cime montuose ancora completamente innevate, la primavera avrebbe tardato ancora un mese per giungere sui Picchi del Tuono; il cielo era tuttavia completamente sgombro da nubi rendendo la brezza pungente, come nei primi giorni di Hammer.

– Qualcosa che non va, capitano? – chiese Isha.

Zachary girò lentamente il capo verso la voce che l’aveva chiamato. Nonostante fossero praticamente coetanei percepiva la distanza che lo separava dai contadini messi a forza in sella, perché lo scortassero ad Altocastello. Anche se erano stati equipaggiati decentemente, i giorni di carestia e orrore che avevano colpito Ashabenford erano ben visibili nei corpi magri e negli occhi nervosi di quei ragazzi. Gli ultimi tre sottoposti che gli erano stati affidati non avevano fatto una bella fine, trucidati come maiali nel tempio sconsacrato di Silvanus.

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11 Ches, 1358 DR – Una nuova Epoca

“Dio è morto” – Fredrich Nietzsche, Francesco Guccini.

– Artorias, dobbiamo andare! – urlò Logan.

L’uomo di Suzail rimaneva chino, immobile, inginocchiato davanti al corpo esanime di Torm: con una mano reggeva ancora il capo insanguinato dell’incarnazione mortale del dio, con l’altra stringeva il simbolo sacro, un simbolo che non aveva più un riferimento.

Il giovane Dacien, che si era messo alla ricerca della Trama e dei suoi segreti ormai sei mesi prima, trovava infine la risposta più cocente: tutto ha un inizio e una fine. Amicizie, relazioni, precettori, ora persino gli dei si piegavano alla spinta di un destino superiore e incalcolabile.

– Artorias, amico, – gli disse calmo Aukan, poggiandogli una mano sulla spalla, – se restiamo non ci sarà definitivamente occasione di riscatto.

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10 Ches, 1358 DR – I precetti di Torm

“I vetri si infransero, i muri crollarono, la terrà tremò ed il cielo si tinse di rosso.” – Aukan Pashar

Scelsero una locanda vicino al tempio per lasciarsi andare alla delusione e al risentimento. Decisero di lasciare da parte per un attimo il gesto sfrontato di Logan, che aveva compromesso l’ingresso al Tempio di Torm, e di parlare delle loro prossime mosse.

“Domani ci riproveremo.. sempre che Logan ce lo permetta,” disse Artorias lanciando un’occhiata al cacciatore “se i tuoi spiriti saranno ancora bollenti ti consiglio vivamente di restare qui alla locan..”

Non fece in tempo a finire di parlare. Un’immensa esplosione interruppe il paladino e fece tremare l’intero edificio. Corsero alla porta ed una volta aperta volsero lo sguardo al cielo, un’infinità di sfere infuocate si dirigevano verso la città, al porto molte navi si stavano avvicinando… su di esse l’insegna della Rete Nera. Continua a leggere 10 Ches, 1358 DR – I precetti di Torm

10 Ches, 1358 DR – Es e SuperIo

“Logan non dovresti nascondere quel coltello, potrebbero scoprirti…”

Ormai tra il mite e saggio, nonché valoroso cavaliere, Artorias Dacien e il cacciatore della Foresta del Re, Logan Greenhood, si era creato un rapporto di profonda amicizia; insieme avevano assistito alla perdita dei loro compagni, avevano fronteggiato le trame di potere a Scardale e combattuto valorosamente contro l’incarnanzione umana del dio Bane.

Forse è proprio imputabile a questi nefasti eventi la perdita di lucidità e di razionalità nella coppia, d’altronde i due, nonostante in viaggio da settimane, non sono ancora riusciti a dare un filo logico alla trama che, manifestandosi subdolamente, non fa altro che creare scompiglio e crudeltà nei tranquilli Regni “Dimenticati”.

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7 Ches, 1358 DR – La Principessa di Ferro

Appena misero piede al Pesce Zampillante notarono uno strano figuro osservarli da un tavolo.

Ehi, Artorias, guarda chi si rivede..” disse Logan.

Si trattava di Dazaen, una vecchia conoscenza dei due cormyriani. Si sedettero al tavolo insieme a lui scambiandosi parole su ciò che era avvenuto dalla loro prematura separazione a Shadowdale. Presentarono anche i due nuovi compagni Victor e Aukan. Mentre conversavano un losco figuro si avvicinò al tavolo, un nano dall’aspetto malconcio. “Quali buone da Shadowdale?” disse con sguardo insinuante. Disse di chiamarsi Sunrun e, una volta seduto al tavolo, prese dalla giacca una pergamena arrotolata. La aprì davanti a loro ed essi rimasero a bocca aperta. Era una taglia che pendeva sulle teste di Artorias, Damon, Dave e Logan; l’accusa recitava: “uccisori di mago”. Anche solo la testa di uno di loro valeva una somma in denaro sufficiente a campare una vita intera. Continua a leggere 7 Ches, 1358 DR – La Principessa di Ferro

7 Ches, 1358 DR – Nuovi compagni

Da qualche giorno avevo riacquistato il sonno, il ricordo di Dave e Damon era ancora fresco nella mia mente, ma in cuor mio ero fermamente convinto che la loro morte non era stata invano.

Nel profondo del mio animo sapevo che se un giorno il fato mi avrebbe riservato lo stessa fine, sarei stato fiero e onorato di morire per una così nobile causa.

Non credo Logan fosse dello stesso avviso, le ferite lo avevano in un qualche modo, se possibile, reso ancor più scontroso.

Ogni tanto ci ritrovavamo a bere qualche boccale di birra alle Braccia di Ashabenford, la locanda che molto gentilmente ci offriva cibo e riparo dopo la liberazione dalla piaga che si era abbattuta su Mistledale. Per settimane cercai invano di alzare il morale del mio compagno senza successo, capii quindi che l’unico modo per voltare pagina sarebbe stato di ripartire verso la nostra destinazione, la città di Scardale, lasciandoci alle spalle gli orrori di Ashabenford. Continua a leggere 7 Ches, 1358 DR – Nuovi compagni