Archivi categoria: F – Sulla strada delle spezie

Un lungo viaggio riporta Paula a casa, più ombre che luci la circondano.

8 Eleasias, 1356 DR – Ogni cosa a suo posto

ll porto più grande di tutto il mare delle Stelle Cadute si dispiegava davanti ai miei occhi, mentre, affacciata al parapetto della nave, già guardavo speranzosa verso casa. Dopo tanti giorni e tanta solitudine (a cui non ero più abituata) nonché tanti rischi corsi per portare a termine questo viaggio, finalmente ero pronta a sbarcare. Sapevo già quale sarebbe stata la prossima mossa. Avevo bisogno dell’aiuto di un vecchio amico, qualcuno che mi permettesse di arrivare là dove volevo, senza essere scoperta. C’era un solo posto dove potevo dirigermi: il tempio di Mask.

Appena sbarcata, il mio primo pensiero era districarmi tra quelle strade che conoscevo così bene per recarmi al tempio, dove avrei potuto parlare con chi già in passato mi aveva aiutato a scappare, quando la mia stessa vita era stata in pericolo. Mi addentrai tra i templi della città (l’appellativo di “città dai mille templi” non mi era mai sembrato così calzante) e arrivai alla mia destinazione. Come sempre il tempio era immerso nell’oscurità, che come ricordai era complice di chi agisce per derubare. Mi si avvicinò un ometto, esile come un giunco e con un sorriso tanto grande quanto finto che mi chiese come poteva essermi di aiuto. Fu allora che mi eressi in tutta la mia fierezza per sembrare più sicura di quanto in realtà fossi e dissi: ”Ho bisogno di parlare con Phormin lo Scaltro, digli che lo cerca Paula, nipote di Suntya” e, così facendo, agitai un sacchetto che di certo non conteneva noccioline. Subito il piccolo giunco scomparve nell’oscurità e seguirono minuti, che a me sembrarono ore, in cui non facevo altro che avvertire sussurri nell’oscurità. 

5 Eleasias, 1356 DR – Per le strade di Amruthar e Tyraturos

Mi unii a una carovana di mercanti. Furono contenti di ascoltare le mie avventure nelle Valli, e abbastanza discreti da non chiedere il motivo del mio rientro a casa. Il Elesias giungemmo alla città di Amruthar.
Strano luogo, formalmente è una città indipendente, ma in realtà le mani dei Maghi Rossi sono abbastanza forti da tenerla sotto scacco. Mi fermai in una taverna al centro e il locandiere mi confermò che almeno in quel posto le cose non erano cambiate: c’erano tre fazioni che si contendevano il potere. 

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26 Flamerule, 1356 DR – Il segreto di Paula

Il capitano mi aveva avvertito che tra meno di un’ora saremmo stati in vista del porto di Nethjet. Ero a casa. Era giunto il momento.
Mi feci prestare un rasoio da uno dei marinai con cui avevo scambiato qualche parola durante la traversata, il suo era stato uno sguardo pieno di interrogativi, ma il mio aspetto o forse il tono categorico della mia voce lo aveva disincentivato dal porre ulteriori domande.

24 Flamerule, 1356 DR – Scalo a Emmech

Il mio viaggio prosegue e non sempre il percorso che il destino ha scelto per me è piacevole e sicuro, ma ormai direi che ci sono anche un po’ abituata. Stavolta la piccola nave comandata dal capitano Anthinus (gran brav’uomo, ma un po’ incline ai piaceri del bere) ha fatto scalo nella città di Emmech e per me non poteva scegliere posto peggiore. Se ci fosse un perfetto esempio della guerra tra cane e gatto, direi che potrei tirar fuori la guerra continua che si fanno Thay e questa piccola città. 

21 Flamerule, 1356 DR – La Mascella di Drago

Quando sono stata costretta a lasciare la mia terra e le persone a cui tenevo di più il mio viaggio è stato rapido, fatto di passi veloci, cappuccio sempre alzato a nascondere la mia testa, sguardi furtivi e mance sottobanco per sorvolare sulle mie fattezze (non avevo ancora avuto modo di esercitarmi nell’affascinante arte della mutazione). Ora che tornavo di nuovo la dove tutto era iniziato la mia postura e i miei occhi erano diversi, fieri e alti, pronti ad affrontare quello che mi aspettava. Questo il motivo che mi spinse a guardare in alto e a trovare uno degli spettacoli più belli che abbia mai visto: il tramonto era prossimo, il sole era pronto a calare dietro alla Mascella di Drago, uno dei complessi montani più estesi del territorio e i riflessi del sole si proiettavano sulle pareti rocciose creando dei fantastici giochi di luce. 

19 Flamerule, 1356 DR – Le spezie di Telflamm

Terra, non ne potevo più dell’ondeggiare continuo di questa maledetta nave. Ho passato gran parte del viaggio chiusa nella mia minuscola cuccetta a meditare e studiare quel poco che la nausea mi ha consentito. Il capitano della nave ha detto che sarebbe stato meglio se non mi facevo troppo vedere sul ponte, si sa che i marinai non hanno un buon rapporto con le donne a bordo, quindi mi ha caldamente suggerito di tenermi alla larga. Sarei curiosa di sapere se avrebbe detto la stessa cosa a Meena…

3 Flamerule, 1356 DR – Quiete a Procampur

Il vento è stato dalla nostra parte. Finalmente siamo sbarcati a Procampur. Avevo dimenticato quanto fosse piena di colori e soprattutto quanto fosse rumorosa! Appena sbarcata sono stata aggredita da un nugolo di urla che provenivano da ogni direzione, marinai impegnati a scaricare merci, venditori che esibivano collane e bracciali, soldati delle truppe di Thultyrl  che giocavano a dadi o intimavano l’ordine a suon di bastonate..un guazzabuglio di suoni e colori che mi ha fatto girare la testa.

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1 Flamerule, 1356 DR – Ultime separazioni

Adesso sono davvero sola.. gli ultimi giorni hanno messo a dura prova la mia emotività, ho dovuto salutare i miei compagni di viaggio, Telimas e il caro Madarn che mi ha letteralmente salvato la vita. Mi riunirò con i miei compagni  ad Highmoon, questi i patti. Prima di partire ho parlato con loro e gli ho detto chiaramente che ora la mia missione era tornare a casa mia perché cose importanti mi aspettavano e forse la mia famiglia era in pericolo. I loro sguardi divennero attoniti, forse non si aspettavano che anche io avessi una famiglia, eppure capirono all’istante la mia esigenza e dissero che se non avessero avuto il loro bel daffare sarebbero stati lieti di accompagnarmi.  

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