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10 Hammer, 1359 DR – Caccia al dryder

Feniar il dryder.

Feniar.

Il dryder.

 

Quel nome, quel volto arrovellavano la mente di Fafnir. Si trovava spesso a pensare a quella creatura, vigliacca aberrazione del Sottosuolo, che lo aveva sbeffeggiato e trattato da sgherro.

Fafnir aveva acquisito nuova consapevolezza grazie a Doresain: il demone era diventato il confidente del guerramago, e avevano parlato di Feniar e di vendetta.

Ed ora Fafnir era di fronte al dryder, inerme, con la sua staffa pronta a colpire. Continua a leggere 10 Hammer, 1359 DR – Caccia al dryder

10 Ukthar, 1359 DR – Il risveglio di Stirge

“Un lavoro eccellente, mastro gnomo! Ma come funziona?” chiesi più perplesso che meravigliato.

“Come funziona, ma è semplice!” rispose allegro lo gnomo iniziando una tediosa lezione di ingegneria arcana, nei confronti del quale le dinamiche femminili sono rapporti di causa-effetto di logica elementare.

Quella fogna fetida e labirintica, cimitero di morti e dimora di non morti ora aveva anche assunto l’aspetto di una discarica. Mirabili congegni erano dissimulati in mezzo a rottami e macerie, attraverso l’uso di diverse pergamene lo gnomo doveva aver aggiunto glifi e trappole magiche a trappole meccaniche, molte delle quali però non proteggevano l’entrata, ma l’accesso alle stanze che proseguivano a ovest, verso le quali Dorvak ci aveva sconsigliato. Pareva infatti che laggiù vi fosse un altro accesso al sottomondo: un pozzo mortale da cui non era possibile né scendere, né risalire.

“Quando si vuole nascondere qualcosa, l’importante è rendere molto difficile il ritrovamento della cosa sbagliata,” concluse lo gnomo, ammirando soddisfatto il proprio lavoro.

“Un’ultima cosa, capitano. C’è una cosa da cui non si separerebbe mai?” Continua a leggere 10 Ukthar, 1359 DR – Il risveglio di Stirge

2 Eleint, 1359 DR – Mifano (Love is a losing game)

L’arco di suo padre era puntato verso una piccola imbarcazione a remi che silenziosamente si stava allontanando dalla nave. La notte del primo giorno di Eleint stava per emettere una sentenza: si era fatto un nuovo nemico.

Erano passati quasi cinque mesi dall’esecuzione di Feena. Il dolore accumulato era diventato un nuovo compagno di viaggio, l’unico rimasto sul quale fare affidamento. E come tale, Halfgrimur parlava a lui ad alta voce, non curandosi della reazione degli astanti.

Il suo sguardo era cambiato. Non era più attento a tutto ciò che lo circondava. Soltanto il suo innato senso del pericolo l’aveva salvato – anche questa volta.

Era salpato su un veliero mercantile prossimo ad approdare a Procampur, la prima tappa di un lungo percorso verso il Thay, la terra dei Maghi Rossi.

Qualcuno lo stava seguendo.

A Saerloon la sua permanenza non doveva essere passata inosservata. D’altronde la lingua lunga dei mezz’uomini era proverbiale…

Quel qualcuno era un assassino inviato dal precedente proprietario della sacca magica. Le lettere “DTHR” ricamate sul manufatto non erano casuali: era un ufficiale del Cormyr, un certo Dutharr. Ora ricordava che Zeke lo aveva nominato qualche volta nei suoi sproloqui da ubriaco. Continua a leggere 2 Eleint, 1359 DR – Mifano (Love is a losing game)

1 Marphenot, 1359 DR – Nelle fogne di Zhentil Keep

Due forti colpi i riecheggiarono per la sala. Qualcuno, utilizzando i battacchi in bronzo che avevo fatto fondere con il simbolo del drago, richiamava la mia attenzione. Mi sovvenni che mi attendeva una visita sgradita.

Era passato un anno da che ero tornato nel sottomondo e la Città dei Ghoul era stata ricostruita con il nome di Undermilk. L’opera era stata condotta dai nani, con qualche suggerimento da parte degli svirfneblin che l’avevano ampliata fino al lago sotterraneo, dove vi avevano costruito un porto fortificato e un vero e proprio labirinto sotterraneo per le dimore dei kuo-toa. Il Cormyr aveva continuato a inviare attrezzatura in modo discreto e in nessun caso si era intromesso nelle nostre faccende.

Jarthoon si era fatto vivo con sufficiente frequenza commissionandomi diverse missioni. Consegnammo messaggi, accompagnammo trasporti delicati, recuperammo alleati da territori oltre confine e ci producemmo in azioni dissuasorie nei confronti di elementi non graditi nei territori del regno, senza provocare incidenti diplomatici.

Molto presto mi resi conto che avrei potuto sfruttare certe peculiarità che stavamo sviluppando. La capacità di sopravvivere, spostarci e orientarci nell’Underdark ci avrebbe potuto dare un netto vantaggio rispetto ai nostri avversari di superficie. Potevamo muoverci non visti ed emergere nei pressi del nostro obiettivo o sparire nel sottomondo, luogo in cui eventuali nemici avrebbero esitato a seguirci o avrebbero potuto trovarsi a mal partito una volta dentro. Continua a leggere 1 Marphenot, 1359 DR – Nelle fogne di Zhentil Keep

10 Eleasias, 1359 DR – La fortezza di Undermilk

L’unica vera battaglia è quella che combattiamo contro noi stessi.

 

Solo, nel tempio che fu del Signore dei Ghoul e ricostruito sotto l’emblema del drago bianco, contemplavo la lunga e oscura sala del trono. La mia sala. Di fronte a me, nella parete opposta, semi avvolto nell’oscurità, stava un secondo trono, che avevo commissionato io stesso. Nessuno vi si sarebbe dovuto sedere. Sopra di esso, su un grande scudo, campeggiava l’incisione di un drago nero..

Laggiù, in quel dedalo di tetre e ostili caverne, giungeva alle mie orecchie l’eco dei miei uomini. Udivo i loro passi marziali che, serrati in corazze brunite, non splendevano più dei raggi del sole e si animavano invece della luce spettrale dei rampicanti di gelo che si avvinghiavano alle loro ossa; udivo le voci gorgoglianti kuo-toa, quelle stridule e nasali degli gnomi o quelle roche e profonde dei nani. Alle volte mi pareva di udire ancora il sibilo fetido del drider, scomparso in tempo utile in uno dei tanti meandri di quel mondo sprofondato. Laggiù eravamo il baluardo di luce che squarcia l’oscurità, ma lassù solo l’ombra inestinguibile, il cattivo pensiero che non si poteva fare a meno di evocare. Continua a leggere 10 Eleasias, 1359 DR – La fortezza di Undermilk

18 Tarsakh, 1359 DR – Bernie & Bartleby

Racconti di Halfgrimur della Corte Elfica: 19 Ches 1359 – 18 Tarsakh 1359

Mentre quasi tutti gli abitanti di Yhaunn stavano terminando i preparativi della grande festa in onore del Solstizio di Primavera, Olìvhor, sempre fedele alle sue regole, recitava le preghiere mattutine, nonostante l’Alta Pretessa di Tymora avesse dato al clero un giorno di libertà.

Tuttavia, ripetuti colpi alla porta della sua cella lo interruppero dal suo officio. Seccato da quell’imprevisto, si alzò e chiese chi osasse disturbarlo. Una missiva scritta in elfico lo informava che una questione della massima urgenza, la quale non poteva essere più procrastinata, aveva obbligato Halfgrimur a recarsi a Saerloon. L’illustre rappresentante di Cormanthor avrebbe dovuto ritirare – questo non c’era scritto – una cospicua somma di monete d’oro, promessa nel 1357 dal barone Rodorigo Enano Casta di Waterdeep come ricompensa del ritrovamento di un leggendario artefatto. La lettera non specificava per quanto tempo Halfgrimur si sarebbe dovuto trattenere presso Saerloon, ma il buon Olìvhor, confidando nel desiderio di autocelebrazione dell’elfo, riconsegnò la lettera al portatore e con calma celestiale ritornò ai suoi doveri come se nulla fosse.

Il 22 Ches, prima che il Sole tramontasse, Halfgrimur giunse a Saerloon. Continua a leggere 18 Tarsakh, 1359 DR – Bernie & Bartleby

19 Ches, 1359 DR – Velsinore

Racconti di Halfgrimur della Corte Elfica: 26 Marpenoth, 1358 DR – 19 Ches, 1359 DR

Halfgrimur e Feena varcarono la porta ovest di Yhaunn alle prime luci dell’alba del 2 di Uktar quando i festeggiamenti dedicati alla Madre d’Argento erano terminati e il mondo dei sogni più inconfessabili aveva preso forma.

Non si erano certo risparmiati. Entrambi avevano un passo piuttosto veloce.

Halfgrimur aveva camminato ormai su qualunque tipo di terreno. Aveva aperto la via in mezzo agli intricatissimi sentieri di Myth Drannor, aveva percorso le mortali sabbie del deserto di Anauroch, si era inerpicato sulle impervie salite dei Picchi Tuono, aveva attraversato i ghiacci del Lontano Nord, aveva battuto praticamente tutte le arterie principali delle Valli, si era immerso nel Sottosuolo, calpestando i sentieri perduti dei Morti, e aveva varcato il Mare delle Stelle Cadute.

Feena, nella forma lupina, era riuscita a tenergli testa.

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15 Kythorn, 1359 DR – Adbar, l’ascesa ed un nuovo affidabile amico

Da “I miei Sotterranei” di imong Ituttof, diario 16 Tarsakh 1359 DR – 15 Kythorn 1359 DR

Definirei il paesaggio dopo la Biforcazione (the Fork), il bivio che segnava l’inizio del dominio dei nani di Adbar , “di una noia mortale”: rocce e burroni, strade scomode ed insicure, con il mio deretano gnomico che sobbalzava ogni volta il piccolo carretto trainato da uno dei due muli incappava in una buca… non credo che Ferna lo rivedrà mai, arriverà di sicuro scassato a destinazione. Notavo però una luce entusiasta negli occhi del goliath, lui aveva una predilezione per questi paesaggi, dove si muoveva con l’agilità di un halfling… questo mi fece venire in mente un’idea quando scoprii che padroneggiava anche la lingua dei giganti, sebbene non fosse in grado di scriverla.

Ad un certo punto fu chiaro che stavamo entrando nella Adbar vera e propria, poiché ci trovammo in un dedalo di enormi corridoi a cielo aperto, fatti di immensi blocchi di granito e marmo, che formavano anche una strada lastricata apparentemente sguarnita di ogni difesa in carne ed ossa. Un’enorme nuvola di fumo usciva dalla cima della fortezza, come una fucina di dimensioni colossali. Mi ci volle un po’ a capire il percorso giusto per uscire da quell’ ingegnosa difesa naturale, degna dei più grandi ingegneri nanici, e il mio pensiero tornò per un attimo al mio passato da Cercatore nelle profondità di Eco d’Onda.

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1 Tarsakh, 1359 DR – La strada per Adbar, città dei nani

Da “I miei Sotterranei” di imong Ituttof, diario 2 Alturiak 1359 DR – 1 Tarsakh 1359 DR

Ferna è un umano affabile, tipo tranquillo, il tizio tutto affari tipico di Waterdeep. Dice di rimanere sempre molto colpito dai miei racconti, eppure mantiene quel distacco tipico del mercante. La verità è che non gli frega molto di dove tu sia stato, è il dove andrai a interessarlo maggiormente. Insomma un uomo radicato nel presente, con le antenne dritte, sempre allerta da eventuali imboscate. Mi aveva fatto piacere passare del tempo con lui, i suoi carovanieri e la loro birra forte… c’era anche una guardia, Munster, che avevo preso in simpatia, che insisteva per farmi da guardaspalle, anche se in realtà ero stato io a salvargli la pellaccia in quella brutta imboscata di goblin all’altezza di Triboar… proprio lì la carovana ebbe le prime defezioni: chi si fermava, chi proseguiva verso il profondo nord, forse Mirabar, e chi, come noi, prendeva la via per Silverymoon e suoi porti, più a est.

Io e Ferna prendemmo la testa del gruppo. Insieme al élite della scorta puntammo dritti verso Yartar, dove facemmo sosta. Adoro la Costa della Spada, ma questo era l’ultimo luogo famigliare, dove poter fare valere i miei contatti e dove c’era sempre qualcun che conoscevo o che mi doveva un favore… da lì in poi sarebbe stato tutto più nuovo. Continua a leggere 1 Tarsakh, 1359 DR – La strada per Adbar, città dei nani

1 Alturiak, 1359 DR – Fervono i preparativi

Da “I miei Sotterranei” di imong Ituttof, diario 1 Eleint 1358 DR – 1 Alturiak 1359 DR

Vorrei come prima cosa sottolineare come dei miei compagni di viaggio, nessuno si sia ritenuto in obbligo di approfondire la questione dei giganti e le sue implicazioni… insomma, c è un intera schiera di colossi che si prepara a muovere guerra e tutti vanno a farsi i fatti loro… vabbé… ci vorrà un po’ dell’intraprendenza degli Ituttof per saperne di più e, quando ci troveremo di nuovo in quel di Waterdeep, tutti avranno la loro strigliata, parola mia!

Cosa lega quindi i giganti, esseri che hanno plasmato la storia del Faerun, ma che ormai vivono in luoghi sperduti e lontano dal mondo della gente piccola, la Corona del Comando e le Valli, che sembrano il loro obiettivo? Non credo che sia Alarshan a muovere i fili, il gigante delle nuvole sempre così prodigo di buoni consigli per tutti, ma di fatto intrallazzino e doppiogiochista come non se ne trovano neanche alla locanda del Portale Sbadigliante; nascosto nelle sale dei giganti del fuoco o forse ancora più giù ci dev’essere qualcosa di più losco e grande che tiene legata e rende così intrigante questa faccenda, è per questo che devo andare da Iskra… i giganti delle tempeste, esseri saggi e straordinari, sicuramente sapranno darmi consiglio e, data la prigionia della bella gigantessa, non credo siano d’accordo con quello che sta succedendo… se riuscissi ad ottenere la loro alleanza o per lo meno la loro benedizione, sicuramente avrei qualche colpo in più da sparare una volta arrivato a destinazione, senza contare che, nonostante le mie buone doti di cartografo, c’è di sicuro qualcosa che mi sfugge all’interno di questa mappa, è il quinto senso e mezzo degli gnomi a suggerirmelo… Continua a leggere 1 Alturiak, 1359 DR – Fervono i preparativi