29 Tarsakh, 1358 DR – Una boccata di fumo

Appena ricevuto la lettera di Aukan mi recai al Cancello della Notte (Nightgate Inn) in cerca di Victor, intenzionato a barattare il contenuto della missiva con qualche aggiornamento dai bassifondi. Quando giunsi alla locanda, però, scoprii che il mio informatore era già partito. “Scomparso da un giorno all’altro” mi disse il proprietario un poco contrariato, “e con una fretta del diavolo, per giunta. Si è perfino dimenticato qui una borsa”. “Buon uomo, ho bisogno di visionarne il contenuto.” gli dissi, “Comprendo che possa apparirle inopportuno, ma si tratta di una faccenda molto importante.” Per rafforzare l’urgenza della richiesta misi sul bancone venti Leoni d’oro. Non so se fu la mia offerta in danaro o il fatto che nell’allungargli le monete scoprissi il tatuaggio dell’ordine degli Inquisitori, o che, in quel grande gioco delle parti, anche l’oste fosse al servizio dell’affiliazione e semplicemente volesse guadagnare un piccolo extra dalla mia visita, ma si rese immediatamente disponibile a collaborare: da dietro il bancone mi allungò una sacca da viaggio. “Buona fortuna, Signore” fu il suo solo commento, volgendo la sua attenzione ad un nuovo gruppo di clienti. Continua a leggere 29 Tarsakh, 1358 DR – Una boccata di fumo

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27 Tarsakh, 1358 DR – Faccia a faccia con la morte

I giorni trascorrevano lenti mentre l’imbarcazione sulla quale si trovavano Aukan e Logan seguiva il corso del fiume Chiontar; si trattava di una piccola nave mercantile diretta a Baldur’s Gate il cui capitano li aveva gentilmente ospitati a bordo. Durante il viaggio Logan si era fatto sempre più taciturno e il suo umore ancora più nero se possibile, così il calimshano decise di fare qualcosa per sollevargli il morale.

“Ho chiesto al capitano e la prossima tappa pare sia Scornubel, Città delle Caravone, magari riusciamo a rimediare qualche liquore a noi sconosciuto.” Artorias gli aveva parlato di questo suo debole per gli alcolici.

“Sì.. penso di averne proprio bisogno, questo viaggio mi sta uccidendo.”

Una volta attraccati trovarono facilmente una taverna in cui passare la serata. Le risate degli avventori e l’aria stantia ricordarono al cormyriano da quanto tempo non si prendesse una sbronza come si deve.

“Prendiamo qualcosa di forte.” ordinò Logan al taverniere, un uomo basso e tarchiato. Continua a leggere 27 Tarsakh, 1358 DR – Faccia a faccia con la morte

8 Tarsakh, 1358 DR – La malattia di Dazaen

“Bane o Torm? A chi importa. La magia sta crollando e non perderò certamente tempo in queste sporche strade, dove bande di criminali spargeranno il sangue di poveri umani. Non è cosa che mi riguarda.
Se gli dei sono scesi sulla terra, chi sono i veri dei? Chi protegge questi uomini mortali? Nessuno, appunto. E non è certamente un mio compito doverli proteggere. Non posso sprecare il mio intelletto così. Starà a persone come Artorias o alla discendenza degli Obarskyr difendere gli uomini, nella vana speranza che questo possa salvarci tutti.

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6 Tarsakh, 1358 DR – Sospetti

Nonostante le promesse del maestro Tardalus, ancora non ero stato chiamato a corte per conferire con il saggio Vangerdahast. Mi ero completamente scordato delle lungaggini burocratiche della capitale, di come, in fin dei conti, per ottenere qualcosa fosse meglio pagare o essere agganciati alla giusta famiglia, piuttosto che dimostrare il proprio valore.

Pazienza, Artorias, devi imparare la pazienza. “ diceva il mio maestro, ma nonostante quelle parole rassicuranti la notte mi rigiravo nel letto, come gli infermi colpiti da pesanti febbri traumatiche.

Come potevano essere quei politicanti così ciechi? Tranquilli nei loro talami, persi a vergare parole sui registri regi, dimentichi che il mondo, ignoravano che la civiltà rischiasse un nuovo inverno. O forse no, forse ne erano ben consci e lo desideravano? Continua a leggere 6 Tarsakh, 1358 DR – Sospetti

27 Ches, 1358 DR – Un buon contatto

Un tiepido e nostalgico raggio di sole penetrò tra i vecchi muri di pietra e legno marcio della locanda del Cancello della Notte (Nightgate Inn); quel barlume di chiaro nel cielo grigio fu sufficiente per svegliare l’unico ospite ancora addormentato nella terza camerata. Quell’ospite era Victor Good.

Il ragazzo vi era giunto due giorni prima, quando le piogge e i temporali tormentavano ancora la capitale degli Obarskyr, facendo presagire ai cittadini una fine memorabile anche per quell’inverno. Ma cosa portava il giovane di Scardale nell’elegante Suzail?

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24 Ches, 1358 DR – Il ritorno di un vero paladino

“Non è finto il destrier, ma naturale,
ch’una giumenta generò d’un Grifo:
simile al padre avea la piuma e l’ale,
li piedi anteriori, il capo e il grifo;
in tutte l’altre membra parea quale
era la madre, e chiamasi ippogrifo;
che nei monti Rifei vengon, ma rari,
molto di là dagli aghiacciati mari.
Quivi per forza lo tirò d’incanto;
e poi che l’ebbe, ad altro non attese,
e con studio e fatica operò tanto,
ch’a sella e briglia il cavalcò in un mese:
così ch’in terra e in aria e in ogni canto
lo facea volteggiar senza contese.
Non finzion d’incanto, come il resto,
ma vero e natural si vedea questo.” – Orlando Furioso di Ludovico Ariosto (Tomo Primo)

Interminabili giorni di viaggio passai a cavallo di Iuel Karahd, così chiamai l’ippogrifo che mi permise di fuggire da quell’inferno che era diventata Tantras. Conoscevo bene l’Elfico, pensai quindi che nessun nome fosse più giusto e coerente di “Colui che salva” per la mia fortuita cavalcatura.
Splendenti albe e spumeggianti tramonti ammirai nel cielo, tredici giorni di viaggio non sono pochi, ma nonostante la stanchezza e le poche risorse mantenni sempre la mente fissa verso il mio obiettivo.

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17 Tarsakh, 1358 DR – Decisioni affrettate

Imong riapparve dal nulla.

– Scusate! – disse, notando gli sguardi allarmati del suoi compagni.

– Per la barba di Moradin, da dove sbuchi fuori? – chiese Dirnal.

– Già, ultimamente compari e scompari a piacimento. – puntualizzò Halfgrimur.

Lo gnomo si limitò a far spallucce: – Uno stregone non è mai in ritardo, amici miei. Né in anticipo. Arriva precisamente quando intende farlo.

– E tu saresti uno stregone? Per Berronar, se ne sentono di stupidaggini ultimamente! Somigli di più ad un ammaestratore di babbuini nani, che mendica un applauso quando riesce a fargli coprire i loro sederi pelosi. Ah, ah, ah!

– Bella metafora, complimenti! Almeno speriamo che il viaggetto del nostro amico gnomo sia valso una cesta piena di buone notizie… – fu il pragmatico commento di Zeke: la spedizione aveva preso una brutta piega e la situazione si complicava di ora in ora, con scoperte ed incontri che l’aggettivo bizzarro non era adeguato a descrivere. Continua a leggere 17 Tarsakh, 1358 DR – Decisioni affrettate

16 Ches, 1358 DR – Toccata e fuga a Scardale

Le stelle brillavano e la Luna illuminava la costa mentre trascinavano tra le onde la piccola imbarcazione a riva, su di una spiaggia a poche miglia da Scardale. Invece di dirigersi al porto, si erano lasciati trascinare dalla corrente: la battaglia e la fuga da Tantras li avevano privati di ogni forza.

D’un tratto udirono un fischio. Alzarono la testa e riconobbero Artorias, la figura dell’ippogrifo si stagliava distintamente nel cielo notturno. Il paladino, che li aveva vegliati dall’alto, si preparava a proseguire verso Suzail, accompagnato dal suo scudiero. Si salutarono da lontano con un prolungato, lento, cenno di braccia, quasi volessero comunicare di essere ancora vivi. L’accordo era di ritrovarsi a Waterdeep, ma nemmeno gli dei avrebbero più potuto benedire quel loro intento. L’ippogrifo disegnò un ultimo ampio cerchio sopra le loro teste, quindi virò verso ovest. Aukan e Logan, mentre osservavano le grandi ali allontanarsi all’orizzonte, compresero per la prima volta di essere soli.

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5 Ches, 1361 DR – Scoperte, stupore, scelte e saluti.

Erano ormai alcuni minuti che Zachary mancava dalla piccola stanza che ci avevano assegnato, dopo che l’avevo visto seguire baldanzoso Cayla intenzionato a infilarsi nei suoi calzoni. Pur essendo ben lontano dall’essere della foggia classica e pregiata di quelli che la mia famiglia aveva confezionato per secoli, lasciavano comunque intuire morbide forme al cui conforto un avventuriero non ligio ai dettami di Helm quale era il mio nuovo compagno non avrebbe mai saputo sottrarsi.

La natura equivoca del rapporto tra gli elfi del Loto Nero incontrati poco prima ed il mio vecchio amico cominciava ad aprire ampi varchi nelle certezze di Halfgrimur, tali che il capitano Bumblerose dei Grifoni d’Argento del Cormyr aveva addirittura iniziato a chiamarlo con un fastidioso nomignolo: Halfie. Questi si era infatti ritirato in solitaria meditazione cercando da una parte di riaversi dai combattimenti della mattinata e dall’altra riflettere su questo insperato incontro con altri rappresentanti della sua da lungo tempo dispersa stirpe.

Mentre io cercavo di ottenere alcune segrete informazioni dal loquace e gioviale Flox, il mastro nano che ci aveva accolto al nostro arrivo all’insediamento fortificato che ora ci ospitava, ingurgitando birra come se l’indomani potesse presentarsi l’alba del nostro ultimo giorno in queste terre, immaginavo Zachary intento a danzare di scherno con la sagace Cayla, dubbioso su chi avrebbe avuto la meglio in un confronto di furbizia e lascivia.

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4 Ches, 1361 DR – Sciaguattare infame e meschino

L’accampamento degli uomini lucertola è composta da una serie di tende rozzamente decorate, segno di una civiltà non molto sviluppata. Certo è che se hanno addomesticato i catoblepas resta vero il detto “non si finisce mai di imparare”. Se non altro abbiamo imparato a starne alla larga senza averci rimesso la ghirba.

L’energumeno, capo degli assaltatori degli acquitrini, ci fa accomodare, si fa per dire, in una tenda. La tenda è una specie di magazzino mal assortito con gabbie piene di disgustosi uccelli di palude e sacchi con granaglie varie. I miei compagni si accomodano placidi. Il sembiano si toglie addirittura l’armatura, ma dico io…

…che invece sto sulle spine, la situazione non mi convince e metto la testa fuori per vedere che succede. Continua a leggere 4 Ches, 1361 DR – Sciaguattare infame e meschino

Nonostante, nella vita reale, i protagonisti di questo blog abbiano un'occupazione, abitudini sane ed interessi culturali, essi amano indossare una maschera e, periodicamente, oltre la porta della fantasia, cimentarsi con intrighi politici, tesori nascosti, tombe di famigerati stregoni e quanto di più bizzarro vi possa venire a mente. Qui si narrano le vicende delle loro Compagnie.