20 Flamerule, 1357 DR – La Compagnia di Porta Aperta

Era la Compagnia di Porta Aperta,

Di personaggi strani era composta,

allegra per Faerun amava viaggiare,

di dungeon e mostri non era esperta,

se danni faceva, non era apposta,

se c’era pericolo, preferiva scappare,

mai guardie faceva, mai era allerta.

 

Era la Compagnia di Porta Aperta,

cancellata dai libri dei migliori scrittori,

conosciuta solo nelle peggiori osterie,

di dungeon e mostri non era esperta,

per piacere rubava agli avventori,

disconosciuti persino da mamme e da zie,

mai guardie faceva, mai era allerta.” – canto popolare della Costa della Spada.

 

Oakhurst è il tipico luogo dal quale vuoi fuggire in giovane età, quando desideri conoscere il mondo, e dove invece ti ritiri, quando conosciuto il mondo, preferisci sbarazzartene. Per intenderci, ci sono più pecore che chaunteani (nds. da Chauntea, la dea della terra e dell’agricoltura), il che rende una giornata particolare imbattersi in un forestiero. Chiaro, no?

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17 Hammer, 1358 DR – La grande mattanza

E ancora non mi è chiaro cosa sia questa Corona del Comando, chi la possegga, perché la cerchino. Ad ogni modo pare un artefatto molto potente poiché è stata la merce di scambio e il collante, durante la guerra delle Valli, tra fazioni che altrimenti non avrebbero avuto ragione di spalleggiarsi. – Chainer Darkbringer, Hammer, 1358 DR

La discesa nel crepaccio individuato da Halfgrimur fu messo in sicurezza da Ebeadat, un corpulento barbaro di età indefinita dalla folta barba nera. Lui ed Imong facevano la rotta, celati alla vista da una cappa elfica e da un gingillo magico. Io e Lapo rimanevamo dietro, ultimi nella cordata che comprendeva anche un nano bipolare che si ostinava a parlare al proprio martello da guerra. Convenni con Lapo che la situazione c’era proprio sfuggita di mano.

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7 Ches, 1333 CR – Nuovi compagni

Da qualche giorno avevo riacquistato il sonno, il ricordo di Dave e Damon era ancora fresco nella mia mente, ma in cuor mio ero fermamente convinto che la loro morte non era stata invano.

Nel profondo del mio animo sapevo che se un giorno il fato mi avrebbe riservato lo stessa fine, sarei stato fiero e onorato di morire per una così nobile causa.

Non credo Logan fosse dello stesso avviso, le ferite lo avevano in un qualche modo, se possibile, reso ancor più scontroso.

Ogni tanto ci ritrovavamo a bere qualche boccale di birra alle Braccia di Ashabenford, la locanda che molto gentilmente ci offriva cibo e riparo dopo la liberazione dalla piaga che si era abbattuta su Mistledale. Per settimane cercai invano di alzare il morale del mio compagno senza successo, capii quindi che l’unico modo per voltare pagina sarebbe stato di ripartire verso la nostra destinazione, la città di Scardale, lasciandoci alle spalle gli orrori di Ashabenford. Continua a leggere 7 Ches, 1333 CR – Nuovi compagni

27 Alturiak, 1333 CR – Diario di un lupo, il pianto per i compagni perduti

Una pioggerella fine e umida cadeva su Ashabenford quella mattina, le campane suonavano a lutto. La spalla mi doleva ancora a causa delle numerose ferite riportate nell’ultima avventura in cui ci eravamo imbarcati e, nonostante le cure ricevute, il mio braccio sinistro portava il segno della corruzione che avevamo combattuto.

Era ormai passata una settimana dal nostro ritorno dal tempio di Silvanus, ma le grida disperate che Damon e Kelemvor avevano emesso mentre venivano dilaniati dai denti marci dei non-morti mi riecheggiavano ancora nella mente. Continua a leggere 27 Alturiak, 1333 CR – Diario di un lupo, il pianto per i compagni perduti

5 Alturiak, 1358 DR – L’ultima battaglia

“Il vittorioso scontro riportato sui golem di carne aveva mostrato quanto fossero traballanti ed esili le colonne portanti sulle quali poggiava l’impresa del capitano Zachary Bumblerose e dei suoi sventurati compagni.” – ignoto commentatore di Ashabenford.

Consiglio musica di sottofondo:

Alessandro Cortini – Perdonare (Avanti, 2017)

https://www.youtube.com/watch?v=yeveIybd1BQ

 

Dopo aver ripreso fiato ed aver provveduto alle medicazioni necessarie, il gruppo proseguì l’esplorazione dei sotterranei imbattendosi in un tetro stanzone che, a giudicare dal contenuto, sembrava essere una camera delle torture. Continua a leggere 5 Alturiak, 1358 DR – L’ultima battaglia

28 Eleint, 1357 DR – I segreti del tempio di Eldath

Una reliquia è una reliquia, Signori miei, ma in tutta onestà vi dico che se avessi saputo che le cose si sarebbero complicate a tal punto, avrei sicuramente rifiutato di occuparmi di quella faccenda. Come usava dire il Vecchio Paggot: “Quando la casa puzza di morto, se il nonno è già sepolto, allora sono cazzi!”

Ma dove ero rimasto? Ah già! Alla liberazione del tempio di Eldath, protettrice dei boschi. Ci eravamo fatti valere e i sacrilegi predoni giacevano al suolo riversi nel loro sangue. Non che ci piacesse uccidere, ma veramente quella volta era noi o loro. Continua a leggere 28 Eleint, 1357 DR – I segreti del tempio di Eldath

17 Hammer, 1358 DR – Ghiaccio bollente

Di Halfgrimur non avevo notizie da tempo, indaffarato com’era nei tentativi di pacificazione della sua terra, ma avevo comunque informato Ebeadat e Dirnal delle mie intenzioni di partire per la zona dei monti Galena, a causa della mia insaziabile voglia di trovare ed esplorare rovine dimenticate, alla ricerca di reliquie da rimettere al loro posto….

Questa volta erano state le conversazioni con Kappiyan Flurmastyr, il mio amico stregone di Waterdeep, a mettermi in moto….vociferava di una corona dimenticata da tempo, dai poteri sovrannaturali, in grado di donare straordinarie capacità al possessore.

Ma come spesso accade, la ricerca di informazioni porta ad imbattersi in pezzi di altre trame, e quindi mi trovai a scoprire una connessione ancora da decifrare tra questo oggetto e i popoli giganti che, guarda caso, si diceva avessero una dimora proprio dalle parti dei già citati monti.

Messa la piccozza nello zaino cercai di partire quanto prima…non tedierò neanche me stesso con particolari di un viaggio tanto lungo quanto scomodo ma dirò soltanto che, una volta congedati i miei sherpa (2 m.o. cadauno al giorno…..) cominciai ad avventurarmi in zone dove le mie mappe erano di poco aiuto e ben presto mi trovai a dover prima di tutto trovare riparo e conforto per passare la notte. Continua a leggere 17 Hammer, 1358 DR – Ghiaccio bollente

15 Hammer, 1358 DR – Una maschera nella neve

Un lampo di luce squarciò le nubi che oscuravano il versante meridionale della montagna. L’incantesimo fece vibrare violentemente il ripiano sgretolando un accumulo di neve. Chainer e Lapo, riversi al suolo, sollevarono il capo guardandosi spaesati. Al principio fu il tatto a risvegliarli, un freddo pungente penetrava loro le carni come tanti piccoli aghi incandescenti; quindi fu la vista e l’udito a innescare la loro reazione: una scarpata si apriva a pochi metri di distanza e il vento era un rombo assordante. Si alzarono puntando i piedi per non scivolare in avanti, le gambe intorpidite produssero solo pochi passi prima che i due fossero strattonati per le vesti dall’elfo e dallo gnoll, che avevano trovato parziale riparo sotto un tetto di roccia. Continua a leggere 15 Hammer, 1358 DR – Una maschera nella neve

4 Alturiak, 1333 CR – Galline e serpenti

Finalmente uscimmo dalla misteriosa casa del consigliere Malorn e ci dirigemmo alla taverna per decidere il da farsi. Tutti gli indizi raccolti conducevano verso un unico luogo, l’abbazia di Silvanus, un tempo frequentata dai druidi, ora dimenticata e in rovina.

“Per raggiungerla in giornata avremo bisogno di cavalli. La gente di Mistledale è allo stremo delle forze e prima risolviamo questa situazione meglio è,” disse il capitano Zeke.

Riuscimmo a recuperare viveri e un totale di 9 cavalli, non abbastanza per tutti, così Dave e Ellios decisero di restare ad Ashabenford per aiutare i pochi abitanti rimasti in vita. A partire invece in direzione dell’abbazia abbandonata eravamo: io, Logan, Artorias, Kelemvor, Jhanira, Zeke, i due dragoni purpurei e la guardia di Mistledale al seguito dell’ufficiale. Continua a leggere 4 Alturiak, 1333 CR – Galline e serpenti

Geografia dei Reami: introduzione a Sembia – 1356 DR

“L’etica del lavoro è il primo dogma di un vero uomo di Sembia” – Rauthauvyr il Corvo

Sembia è una ricca nazione governata da una plutocrazia costituita dal Consiglio dei Mercanti presieduto dal Gran Maestro. Geograficamente confina ad ovest con il Cormyr, a nord con le Valli e ad est e sud si affaccia sul Mare delle Stelle Cadute (Sea of Fallen Stars). La campagna, per lo più collinare, ma con vaste aree pianeggianti ampiamente coltivate, anche con culture a terrazza, è dominata da un ristretto numero di grandi città, organizzate per rivaleggiare i più antichi regni a sud ed est del mare salato.
Nonostante la sua relativa giovinezza è uno dei poteri dominanti della regione, fatto che rende i suoi vicini, le Valli in particolare, inquieti. L’agiata nazione di mercanti ha tutti i mezzi per troneggiare sulle realtà confinanti, forte di ricche coltivazioni, prosperi allevamenti, porti attrezzati, una burocrazia efficiente e, non ultimo, un esercito numeroso e ben attrezzato.
I vessilli di questa eccellenza ritraggono il Corvo e l’Argento: il corvo era il simbolo del capitano Rauthauvyr, padre della nazione, che non governò mai il paese, ma condusse i suoi eserciti e ne vigilò le istituzioni; l’argento rappresenta la ricchezza di Sembia.

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Nonostante, nella vita reale, i protagonisti di questo blog abbiano un'occupazione, abitudini sane ed interessi culturali, essi amano indossare una maschera e, periodicamente, oltre la porta della fantasia, cimentarsi con intrighi politici, tesori nascosti, tombe di famigerati stregoni e quanto di più bizzarro vi possa venire a mente. Qui si narrano le vicende delle loro Compagnie.