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26 Marphenot, 1358 DR – Feena

Racconti di Halfgrimur della Corte Elfica: 28 Kythorn 1358 – 26 Marphenot 1358

Halfgrimur non aveva mai pensato a questo.

Il tempo impiegato a rimettere i morti nelle loro tombe o a bruciarli, un tempo infinitesimale, se paragonato alla vita media di un elfo, lo aveva colto alla sprovvista, come una lama nel buio.

Non era tipico di un combattente del suo rango sottovalutare le minacce, di qualunque natura esse fossero. Tuttavia tutti noi commettiamo errori e, in cuor suo, era convinto che nessuno o niente avrebbe potuto coglierlo di sorpresa.

È come se lui, tutto quell’orrore, quella distesa di nefandezza, l’avesse sempre cercata.

Aveva combattuto a fianco dei suoi compagni l’unica guerra possibile. Quella contro la paura del Vuoto.

Cormanthor, Le Valli, Morn, erano solo pretesti costruiti ad arte, inganni perfetti. Non c’era un nesso tra le sue azioni e quelle del mondo. Fin dall’inizio stava combattendo per una causa a cui avrebbe potuto credere o no. Avrebbe potuto essere qualsiasi cosa, ma doveva essere perseguita ad ogni costo.

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5 Hammer, 1358 DR – L’inverno è arrivato

La mattina del 1 Hammer 1358 Halfgrimur, come a voler inaugurare l’Anno dell Ombre,  raggiunse ancora una volta quella che, ormai, poteva considerare la sua seconda casa: Shadowdale. Le cicatrici lasciate dalla magia nera lo avevano reso più vecchio di quarant’anni. Un’ inezia che, tuttavia, lo rendeva orgoglioso della sua genia.

Il nome che portava, un nome da umano, era un fardello pesante ora, in quanto, vista la notorietà di cui godeva in paese, non appena sillabava per intero “H-A-L-F-G-R-I-M-U-R” tutti rimanevano perplessi, sforzandosi di collegare le sue orecchie a punta ad un nome così inusuale e poco idoneo ad un nativo di Cormanthor. Continua a leggere 5 Hammer, 1358 DR – L’inverno è arrivato

22 Nightal, 1356 DR – “C’è una lavva nella mia tisana, Vivvgil!”

Dopo aver seppellito i morti e abbracciato i superstiti, Shadowdale si apprestava a tornare alla vita di tutti i giorni fatta di duro lavoro e misere soddisfazioni. I traditori scampati alla furia omicida del maestro Kloi, ora “portatore” della Mano di Tyr, e del rinato Klaus, che aveva ritrovato lo spirito di abnegazione di un tempo, erano stati rinchiusi nelle segrete della Torre di Ashaba. Fra tutti spiccava per importanza il re di Scardale, Lashan Aumersair. Dell’altra testa pensante della cospirazione, Randall Morn, invece non vi era traccia.

Halfgrimur constatava con amarezza come le rivendicazioni al governo di Daggerdale del pronipote di Colderan (Morn), inizialmente giudicate giuste, si rivelavano essere la maschera dell’ambizione di fare parte di un progetto più ampio: il dominio delle Valli sotto le insegne insanguinate di Lashan!

Le sorprese non erano tuttavia terminate: trascorsa una settimana dalla vittoria della coalizione formata dai Valligiani e dagli Zhentarim, Lashan fuggì. Il mattino successivo Halfgrimur, Imong e Kloi si misero subito in cammino. Un odio feroce guidava il guardiaboschi, la curiosità di imbattersi in nuove creature e relativi tesori lo gnomo, la fiducia nella giustizia divina il prescelto di Tyr.

Ancora una volta il destino scelse come teatro degli eventi la Città del Canto, Myth Drannor.

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27 Marphenot, 1356 DR – L’alba successiva all’ultima battaglia di Lashan Aumensair

Alle luci del mattino del 27 Marphenot 1356, 450 anni e un giorno dopo l’insediamento del primo umano nella Torre Ritorta, Shadowdale si risvegliò nel gelido abbraccio di un inverno che sembrava non arrivare mai. La neve si posava copiosa sugli edifici danneggiati dagli incendi appiccati la notte precedente. I templi erano ora la casa di chi non possedeva più un letto dove dormire, il palazzo di Lord Mourngrym ospitava i feriti e le segrete gli invasori venuti da Scardale.

Fuori, nelle strade rese fangose dal maltempo, soldati con le nere insegne di Zhentil Keep si occupavano di portare la legna per i camini e scortare i carri, provenienti dalla vicina Voonlar, dei mercanti che rifornivano di vettovaglie gli abitanti. Continua a leggere 27 Marphenot, 1356 DR – L’alba successiva all’ultima battaglia di Lashan Aumensair

5 Flamerule, 1356 DR – Zachary Bumblerose, ufficiale!

Il giorno 13 Kythorn ero nuovamente a Tilverton, dove l’Alto Prete Gharri di Gond, protettore degli artigiani, carpentieri e fabbri, cercava all’interno del consiglio provvisorio di mantenere l’indipendenza della città. Lady Rowanmantle, saggiamente glielo consentiva. Questo calmava gli animi degli abitanti. Ma Tilverton era ormai occupata militarmente e molti quadri del Cormyr si erano già insediati nelle sue istituzioni. Si sarebbero presto rassegnati all’annessione, perché Hokka non lo avrebbe fatto e tantomeno lo avrebbe fatto re Azoun IV.
In una cerimonia solenne, in cui si fece il saluto delle armi ai caduti, la mia squadra ricevette una menzione d’onore, io divenni ufficiale con il grado di luogotenente e come ricompensa per aver ucciso l’Araldo, mi vennero consegnati i suoi guanti, vera fonte della sua forza.
Nello stesso momento, cessai di fare parte della guardia personale di Thomdor. Il Barone mi congedò affermando che ci saremmo rivisti se e quando la mia disciplina avrebbe uguagliato la mia fortuna. 

21 Kythorn, 1356 DR – Un ritorno a casa pieno di sorprese (sgradite!)

Sua Eccellenza,

Le scrivo per avvisarla della mia intenzione di tornare fra le mura della vostra abbazia a breve, accompagnato da mia moglie Rosetta. L’altro giorno, di ritorno a casa, ho scoperto che aspetto un figlio dalla mia consorte, mio buon amico. La notizia mi giunge quanto mai inaspettata, e tanto più sconvolgente, rispetto ai miei piani di ripartire per unirmi a Morn, se accompagnata da ciò che mi appresto a raccontarvi.
La mia dolce metà, spaventata dalla novità e dalla prospettiva di dover affrontare tutto da sola, visto il prolungarsi della mia assenza, ha pensato bene di fare incetta di denaro per il futuro svendendo tutta la nostra attività ad un ricco mercante di Sembia. Forse non vi ho detto che l’edificio su cui sorgeva la mia bottega era un’eredità della famiglia di Rosetta, e come tale di sua effettiva proprietà. Le lascio immaginare tutto il mio sgomento e la mia rabbia, oltretutto repressa, dato l’impossibilità di regolare le diatribe matrimoniali alla maniera nanica, vista la difficoltà ad incassare manrovesci delle signore in stato interessante.

22 Mirtul, 1356 DR – Da Tilverton ad Arabel

La mattina del 22 Mirtul, imboccammo il sentiero del Mare della Luna, dopodiché ci aspettava il Passo dello Gnoll, da cui avremmo preso il Sentiero della Montagna, seguendo il quale saremmo finalmente giunti ad Arabel. Morn si rivelò essere un compagno di viaggio piacevole. Nonostante si sentisse che era da sempre abituato a comandare, i recenti avvenimenti lo avevano reso più prudente e il periodo passato alla macchia, in contatto con i suoi uomini, aveva sfumato di schiettezza il suo tono altrimenti affettato e sfrontato. 

21 Mirtul, 1356 DR – Lady Rowanmantle di Tilverton

Era da poco passato mezzogiorno, quando passammo sotto alla porta della città di Tilverton, dalle cento fontane.
Un’intera guarnigione di Dragoni Purpurei occupava la città, un tempo indipendente. Sul tempio di Gond, il drago purpureo stava a significare che il re aveva deciso di annettere la città. La guerra incombeva ai confini del Cormyr. Il mio sguardo andò a posarsi involontariamente sulle tante fontane che ornavano le piazze di Tilverton. Non riuscivo a scacciare dalla mente il presagio di quella miserabile creatura, cui avevo trafitto la gola a passo Tilver. Doveva il Cormyr temere quelle schiere di mostri? Nuovamente non ebbi il tempo di perdermi in elucubrazioni, una piccola delegazione a cavallo guidata da un qualche funzionario locale che si identificò con il nome di Ambrose, ci invito’ a seguirlo: saremmo stati rifocillati e rimessi in sesto, quindi saremmo stati condotti nella sala del consiglio cittadino. Morn aveva l’aria assente, non restava nulla della furia con la quale aveva assalito la retroguardia di Hokka-katta il potente, e si lascio’ guidare docilmente.

20 Mirtul, 1356 DR – A favore di vento

Il 20 Mirtul eravamo sul passo. Avevamo proseguito con estrema cautela, spesso smontando di sella, non avevamo dormito e lo stress di un’allerta costante ci aveva stremato. Morn non si lamentava, ma il suo viso era tirato. Il passo inoltre faceva onore alla sua fama, buttandoci in faccia raffiche di vento pungente. A un centinaio di metri dalla fine della salita, Morn spronò il cavallo. Che diavolo gli era preso? 
Appena mi riebbi dalla sorpresa, mi lanciai al suo inseguimento, completamente incredulo. Il sibilo di un freccia accanto alla testa, funzionò efficacemente da stimolo. Quella che poi si sarebbe rivelata come una retroguardia rimasta indietro di un esercito di goblinoidi, si era appostata sul passo.

19 Mirtul, 1356 DR – Una guida accorta

Io e Morn dirigemmo verso passo Tilver. Di lì avremmo raggiunto Tilverton, una città alleata del Cormyr, da dove avrei potuto inviare il dispaccio con l’annuncio del mio rientro, rendermi presentabile e imbastire una storia credibile per le menti comprensive dei capitani cormyreani. Avevo in animo di conoscere meglio Morn e capire in che modo avrebbe potuto aiutarmi ad evitare il congedo con disonore o peggio, ma non è destino dei soldati fare conoscenza conversando amabilmente durante amene passeggiate equestri. Ben presto, infatti, ci imbattemmo nelle tracce inconfutabili della presenza di goblinoidi. Morn sapeva il fatto suo a riguardo, i mesi passati alla macchia, organizzando la resistenza a Daggerdale, gli avevano insegnato come eluderne le pattuglie. 
Le accortezze di Morn funzionarono. La notte del 18 quasi non dormimmo per la tensione. La mattina del 19 Mirtul, giungemmo a quello che era stato teatro di uno scontro di respiro ben più ampio di una scaramuccia tra pattuglie. 

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