11 Mirtul, 1356 DR – Nell’abbazia dei Giustizieri di Tyr

L’atrio che dava accesso allo studio era ingombro dal mobilio e da inutili cianfrusaglie. Odorava di legno, polvere e dell’inconfondibile aroma di carta pecudina accatastata in rotoli, maniacalmente ordinati, su grandi mensole di noce che sporgevano dai muri. Fatti pochi passi lo spazio pareva dissolversi in una spessa penombrae, non fosse stato per il ticchettare della pioggia e il leggero grattare della piuma d’oca sulla carta di un codice miniato, difficilmente sarebbe stato possibile accorgersi di una figura minuscola, curva su di un leggio, posto accanto all’unica finestra della camera. La luce di 3 grandi ceri era appena sufficiente a catturare i movimenti rapidi della mano la cui pelle era così sottile da risultare quasi trasparente, puntinata qua e là dai segni dell’età. Tutto il resto rimaneva nell’oscurità.

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10 Mirtul, 1356 DR – Di peripezia in peripezia

Cara Rosetta,
che razza di uomo sono diventato in questo viaggio. Mi hanno pure arrestato, mia cara. Proprio mentre sono nella cella di Dagger Falls sto pensando a questa lettera, anche se fatico a stare sveglio. Dev’essere l’aria malsana della città, anche alla mia maestra Paula ha fatto lo stesso effetto. Al mio rilascio, la mattina dopo, Kloi mi racconta che si sono tutti spaventati molto quando hanno visto Paula cadere in un sonno profondo all’improvviso. Pensavano fosse vittima della malattia del sonno di cui abbiamo sentito parlare quando siamo arrivati in città. Per fortuna padron Kloi è riuscito a svegliarla con l’aiuto di Tyr. Paula ha raccontato di un sonno agitato e popolato di strane visioni, ma il suo racconto era confuso e pieno di paroloni che onestamente non saprei proprio riportarti… roba da streghe, cara Rosetta. 

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9 Mirtul, 1356 DR – Nuovi, vecchi incontri

Finalmente un giaciglio degno di questo nome, era ora. Saranno stati i tanti giorni e soprattutto le tante notti passate al freddo, ma sento piombare su di me una stanchezza che non mi appartiene di solito. Almeno questa notte dormiremo al riparo in questa locanda.
E pensare che questa mattina, in questo stesso posto,  volavano sedie e boccali.. tutto perché la bellezza di Meena attira non solo coloro che hanno buone intenzioni ma soprattutto anche coloro che non sono propriamente sobri. Ne hanno pagato le conseguenze alcuni orchi che pensavano di fare gli spiritosi ma che non so ancora se si sono ripresi dai rovesci di Halfgrimur, ma soprattutto di Arpino. Quel nano mi meraviglia sempre di più per la sua inaspettata sicurezza nelle situazioni di pericolo, credo che gli chiederò di ricambiare il favore e di insegnarmi a tirare di pugni, a volte potrebbe tornarmi utile.