4 Hammer 1337 DR – L’isola di Stormfrost

Il destino o qualcos’altro si prende gioco di me. Come spiegare diversamente gli avvenimenti che ci hanno portato a questo immenso iceberg che stiamo lordando di sangue.

26-27 Nightal

2 giorni di fatiche per percorrere nove miglia e uscire dalla Foresta della Bufera.

28-30 Nightal

Lasciata la tundra alle spalle, la banchisa polare ci accoglie a braccia aperte, vento feroce e neve sono il suo benvenuto. In tre giorni copriamo a malapena 24 miglia e se non fosse per l’istinto mistico per il Nord di Grimur i cani sarebbero morti prima di giungere al Crepaccio di Caronte e noi dispersi.

1 Hammer

Il crepaccio di Caronte è un enorme canyon di ghiaccio che si estende su un fronte orizzontale sterminato. Profondo 30 metri e largo 15 è caratterizzato da diversi ponti ghiacciati che raccordano i due fianchi della voragine.

Un primo tentativo di attraversamento da parte di Imong ci rassicura sulla tenuta del ghiaccio, tuttavia il centro del ponte ispezionato presenta una strozzatura che non consente di attraversarlo con la slitta.

Le nostre ricerche ci portano a un altro ponte distante qualche chilometro dal primo. La struttura è imponente, larga circa 5 metri consente di manovrare bene la slitta e tentare una manovra di rientro in caso di necessità.

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21 Nightal, 1336 DR – Il quarto compagno

Mai Halfgrimur si era spinto così lontano dalle Valli. Si trovava nel villaggio di Molvencold, un punto insignificante sulla mappa, nell’estremo Nord, oltre la Spina Dorsale. Mancavano pochi giorni alla fine dell’anno 1336. Era l’alba del 21 Nightal.

La caducità del tempo e tutto quello che ne conseguiva era un pensiero piuttosto raro nella mente di un elfo. Anzi era comune il contrario.

Le storie narravano di anziani che giunti al seicentesimo anno di vita si lasciavano morire di inedia immergendosi in un reverie senza capo né coda. Né vivi né morti. Sospesi in eterno, coscienti di non appartenere più al tempo presente né spinti dal desiderio di vedere come si sarebbe sviluppata la trama degli eventi futuri. Anelavano alla sconfitta del corpo, incapaci di metterla in atto.

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25 Marphenot, 1356 DR – Il re delle Valli

La situazione, in quelle che sembravano le segrete, era più che lugubre.  Pile di ossa, rosicchiate da topi mossi da un appetito quasi demoniaco, riempivano il salone. Non sapevamo che fine avessero fatto il gigante Trinchetto e il mio “protetto”. Inveivo, pregando Bane che niente gli fosse capitato; la pedina non era sacrificabile e gli Zhent avrebbero attribuito a me la responsabilità della sua scomparsa.  Non avevo desiderio di rimetterci la pelle per un nobile incapace di difendersi.

Ordinai a Mozgul, il mongrelman schiavo di Rendal, di scassinare una serratura lungo il corridoio.  Per sua fortuna (non avrei tollerato un altro fallimento), questa volta il mostro deforme ci mise un attimo ad aprirla.
La stanza a primo impatto parve una prigione, pregna com’era di un odore di morte e chiuso, che mi ricordò  i miei trascorsi nelle segrete di Zhentil Keep, quando con l’Alto Torturatore prelevavamo i prigionieri per trasformarli in non morti dediti all’Oscuro Signore.

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