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12 Ches, 1361 DR – Gli Armigeri Bianchi

Gli Armigeri Bianchi, fondati a Mirabar nel mese di Mirtul del 1360 DR, sono una confraternita segreta nata da un’idea di Dirnal Scudonero, Venerabile di Clangeddin Barbargento, e Agrathan Duromartello.

Il loro manifesto è di scovare la malvagità e colpirla, come un pesante maglio, ovunque essa si nasconda. La diplomazia non è una priorità, l’idea è quella di un braccio armato da schierare nel momenti di difficoltà, un corpo speciale disposto all’ultimo sacrificio.

Fin dal principio fu chiaro che per fare ciò servisse un nutrito gruppo di persone, che volessero dedicare la loro vita alla vittoria del bene sulle forze del male. Non essendo facile trovare e radunare tanti valorosi in poco tempo, era previsto che i ranghi crescessero negli anni. Continua a leggere 12 Ches, 1361 DR – Gli Armigeri Bianchi

12 Ches, 1361 DR – Ritorno al futuro

Il piccolo gruppo si trovava ansante, tra i resti del recente scontro con i galeb duhr. Bisognava decidere velocemente come procedere: in Alturiak non solo le ore di luce erano brevi, ma il clima facilmente inclemente, specie in alta montagna.

Itromnon prese l’iniziativa e, aiutato dalla sua staffa magica, levitò in un giro di perlustrazione. Purtroppo le creature di pietra avevano scelto un covo particolarmente mimetico, o forse le energie del piccolo svirfneblin erano ancora deplete dal combattimento, e a nulla valse il guardarsi intorno.

Al rientro a mani vuote dello gnomo, la marcia degli avventurieri riprese, fino a trovare uno spiazzo idoneo all’accamparsi per la notte; Dutharr e Althea, battibeccando, si diressero nel fitto della foresta, sperando di cacciare qualche preda per il falò della cena, ma -forse proprio per le schermaglie linguistiche, che avvertivano gli animali selvatici della loro posizione – furono costretti a rientrare all’accampamento a mani vuote.

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3 Ches, 1361 DR – A twisted family

Mi voltai di scatto per vedere se il mindflayer ci avesse seguito.

Era lì, immobile, incombente. Cosa dovevo fare? Difendere una bambina che pareva essersela cavata a lungo anche senza di me, pareva grottesco.

“Non ti devi preoccupare di lui, padre, lui mi insegna, ma mamma dice che non bastano le arti oscure, che qualcuno deve insegnarmi anche le arti della guerra. Vieni.”

Nora Agatha Amcathra Bumblerose, la figlia che avevo concepito con Rose, Lady Rowanmantle di Shadowdale, mi prese per la mano, indifferente al fatto che fosse sporca di sangue e mi condusse per i corridoi e le scale di quella che pareva essere una torre.

Gli altri membri della compagni seguirono increduli i nostri passi, mantenendosi alla debita distanza.

“Ho già mandato un messaggero ad annunciare il tuo arrivo. Tranne alla mamma, per lei deve essere una sorpresa. Ovviamente sai dove ci troviamo, vero?”

“Nella torre di Ashaba?” azzardai. Continua a leggere 3 Ches, 1361 DR – A twisted family

5 Ches, 1361 DR – Scoperte, stupore, scelte e saluti.

Erano ormai alcuni minuti che Zachary mancava dalla piccola stanza che ci avevano assegnato, dopo che l’avevo visto seguire baldanzoso Cayla intenzionato a infilarsi nei suoi calzoni. Pur essendo ben lontano dall’essere della foggia classica e pregiata di quelli che la mia famiglia aveva confezionato per secoli, lasciavano comunque intuire morbide forme al cui conforto un avventuriero non ligio ai dettami di Helm quale era il mio nuovo compagno non avrebbe mai saputo sottrarsi.

La natura equivoca del rapporto tra gli elfi del Loto Nero incontrati poco prima ed il mio vecchio amico cominciava ad aprire ampi varchi nelle certezze di Halfgrimur, tali che il capitano Bumblerose dei Grifoni d’Argento del Cormyr aveva addirittura iniziato a chiamarlo con un fastidioso nomignolo: Halfie. Questi si era infatti ritirato in solitaria meditazione cercando da una parte di riaversi dai combattimenti della mattinata e dall’altra riflettere su questo insperato incontro con altri rappresentanti della sua da lungo tempo dispersa stirpe.

Mentre io cercavo di ottenere alcune segrete informazioni dal loquace e gioviale Flox, il mastro nano che ci aveva accolto al nostro arrivo all’insediamento fortificato che ora ci ospitava, ingurgitando birra come se l’indomani potesse presentarsi l’alba del nostro ultimo giorno in queste terre, immaginavo Zachary intento a danzare di scherno con la sagace Cayla, dubbioso su chi avrebbe avuto la meglio in un confronto di furbizia e lascivia.

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4 Ches, 1361 DR – Sciaguattare infame e meschino

L’accampamento degli uomini lucertola è composta da una serie di tende rozzamente decorate, segno di una civiltà non molto sviluppata. Certo è che se hanno addomesticato i catoblepas resta vero il detto “non si finisce mai di imparare”. Se non altro abbiamo imparato a starne alla larga senza averci rimesso la ghirba.

L’energumeno, capo degli assaltatori degli acquitrini, ci fa accomodare, si fa per dire, in una tenda. La tenda è una specie di magazzino mal assortito con gabbie piene di disgustosi uccelli di palude e sacchi con granaglie varie. I miei compagni si accomodano placidi. Il sembiano si toglie addirittura l’armatura, ma dico io…

…che invece sto sulle spine, la situazione non mi convince e metto la testa fuori per vedere che succede. Continua a leggere 4 Ches, 1361 DR – Sciaguattare infame e meschino

3 Ches, 1361 DR – Lo spirito olimpico delle paludi

La casa di Imong è comoda e accogliente. Dopo tante notti passate all’addiaccio, si finisce per apprezzare le piccole cose. In più lui non c’è, impegnato in uno dei suoi tanti traffici; confesso che ciò contribuisce ulteriormente alla mia tranquillità: non ho nulla contro lo gnomo, ci mancherebbe, ma a volte non gradisco come fissa il mio anello o il mio mantello. Sarà per via della cicatrice che aggiunge ad ogni sua espressione qualcosa di poco raccomandabile, sarà che è uno gnomo o magari sarà che è un ladro come ce ne sono pochi in giro.

Oltre ad Halfgrimur, col quale ho ormai imparato a prendere le misure, conosco Klaus, un sembiano campione di Helm, non più giovanissimo, ma che sprigiona il vigore che solo la fede sa infondere. Non è una cattiva compagnia anche se, come tutti i templari, mostra un certo fanatismo, quasi volesse continuamente rinnovare il giuramento di rimanere sulla retta via.

C’è anche una buona cantina e conto che Imong non se ne avrà troppo a male se ne ho approfittato. Il vizio va rimproverato, ma qui non ci sono molti che sanno godersi veramente la vita, Waterdeep tuttavia non manca certo di attrattive e occasioni di divertimento.

Una sera, senza fanfara, ma con tutte le formalità del caso si presenta a noi Lord Ruenor, uno dei Lord Segreti di Waterdeep. Risulta piuttosto inquietante col volto celato da una maschera a camuffarne i tratti e la voce, il mantello che nasconde le fattezze del fisico e un pesante medaglione al collo d’oro massiccio capace di schermare i suoi pensieri i più intimi. Provo una certa apprensione nell’immaginare che dietro l’immagine di un umano comune potrebbero trovarvisi le forme di qualunque creatura.

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