Archivi categoria: Gaetano V.

26 Hammer, 1491 DR – Parole parole parole…

Accanto alla grossa grossa gabbia contenente il lupo a due teste il puzzo è insopportabile. Mi sento a casa. Cerco di resistere all’ impulso di ucciderli tutti, mi stanno facendo solo perder tempo in questa città senza uscite. Stiamo brancolando nel buio. Siamo bloccati in questi tunnel in cerca di qualcosa: un complotto, un uovo o nemmeno noi sappiamo cosa che possa convincere “qualcuno”: un drago, il capo delle guardie, i guardiani della fiamma, i giganti…insomma chiunque ad aiutarci ad uscire da questa maleodorante, cadente, folle e oscura città.

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23 Hammer, 1491 DR – Gracklstugh città aperta

Nero, la testa pesante, non riesco a muoverla, sento qualcosa ma non capisco cosa, e poi uno scossone forte e un risveglio improvviso come un tuffo nell’acqua gelata. Vedo i miei compagni che mi guardano dubbiosi…sono svenuto. Osservo i defunti Drow, sono praticamente nudi. Hanno dato precedenza al bottino. Lo avrei fatto anche io.
Ci rimettiamo in viaggio per Gracklstugh, la strada è lunga. Mancano ancora due giorni di viaggio. Ad ogni occasione litighiamo sulla spartizione dei tesori. I miei “compagni” considerano la spada “Dente” come un tesoro trovato insieme, cioè “comune”, cioè da dividere. Non hanno capito. La spada l’ho voluta, bramata, l’ho cercata a discapito della mia vita e della vita degli altri finendo quasi per uccidermi e ucciderli. Loro l’avrebbero lasciata a Delia in cambio di informazioni. E adesso che la spada è vinta tutti sono vincitori? nessuno vuole perdere, nessuno vuole avere torto, tutti vogliono avere ragione. E invece no, Questo è il mio tesoro, quando la stringo la sento, attraverso la pelle, oltre la carne, sanguiniamo insieme, uccidiamo insieme. A volte percepisco i suoi desideri, mi dice cose…cose belle. Ho sognato ad occhi aperti di adempiere al mio dovere, avevo “Dente” stretta nella morsa delle mani, le dita fuse nell’impugnatura e il sangue…il sangue denso ovunque, l’odore, il sapore e il calore. Continua a leggere 23 Hammer, 1491 DR – Gracklstugh città aperta

20 Hammer, 1491 DR – Via da qui, giù di lì, vai di là, per di qua…

Corro senza sosta, ho visto…non lo so. Voglio solo andare via da quella cosa alta quanto una montagna con troppe teste, troppi tentacoli, troppi denti, peli, occhi, muscoli…tutto troppo. Cosa faccio qui? Come ci sono finito? Nulla. Non ricordo nulla quindi corro. Via di qui si vive, indietro di muore, è tutto ciò che so e mi basta. Mi giro, vedo piccoli esseri che mi inseguono, saranno i servetti della mostruosità. Loro sì che posso affrontarli. Corro fino a far bruciare i polmoni, poi decido di rintanarmi in una rientranza nella roccia, mi nascondo nel buio per un agguato.                                                                           Con mia sorpresa due dei miei inseguitori mi vedono ma mi ignorano e continuano la loro fuga. Altri mi raggiungono ma non per aggredirmi, anzi. Dicono di conoscermi, fingono. Sarà meglio ucciderli; potrebbero stregarmi. Si presentano, danno delle spiegazioni incomprensibili ma plausibili…ed io…non ricordo. Mi sforzo ma non so chi, dove, cosa o perché. Allora forse è meglio aspettare prima di metter mano alle armi, li risparmio, per ora. “Brakkolin”, dice di chiamarsi un nano più largo che alto. L’altro si presenta con il nome di “Choronzon” con a seguito il suo fedele servitore un Imp piccolo, magro, cornuto e alato. Questo lo uccido! È evidentemente un stregone oscuro, deve essere colpa sua. E se non è colpa sua pazienza, sempre meglio uno di quelli in meno sulla terra. Mi trattengono spiegandomi che la mia memoria tornerà e che la colpa è della montagna pelosa dalle troppe teste. Non so se ci credo.

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01 Hammer, 1491 DR – Memorie di Ilok Slot

L’inizio:

La storia di Ylok comincia in una cantina di uno sfarzoso castello ove Coril, una nobile signora di Waterdeep, durante i festeggiamenti per le future nozze del principe si ritrovò circuita dall’ “ignobile nobile” Eric Geldirth. Ubriaca e illusa dal suo intento di accalappiare un marito alla festa civettò con Eric un bicchiere dopo l’altro.

Il fattaccio:

Si narra che l’ignobile nobile Eric, accanito giocatore d’azzardo, aveva scommesso una ingente somma di denaro (scommessa vinta) su un’ardita quanto spregevole impresa: avrebbe dovuto, senza usare la violenza, “convincere” una nobildonna ad avere un rapporto “intimo” con Tols, il rozzo, ubriacone e violento mezzorco che bazzicava spesso presso la locanda del corno spezzato. In tali occasioni di festa per una bottiglia o due Tols lavorava nelle cantine del castello caricando casse e barili di ogni genere. L’infame Eric, approfittando della giovane ormai semi incosciente e supportato dall’oscurità delle cantine, organizzo incontro “romantico”. Il “fattaccio” rimase a sconosciuto a Coril che si risveglio la mattina seguente nella sua abitazione convinta che, pur non ricordando nulla, la sua “ricerca” avesse avuto successo e, nonostante le immediate difficoltà deambulatorie, si sentiva felice. Continua a leggere 01 Hammer, 1491 DR – Memorie di Ilok Slot

19 Hammer, 1491 DR – A qualcuno piace morto

Brakkolin: “5 Drow, uno sta scappando, ci hanno visto!”

Io: “dove?”

Brakkolin: “dritto davanti a te”;

Mi basta. Corro nel nero, non li vedo, non ancora. Odore di sangue, mi sono morso il labbro dalla rabbia e comincio a sanguinare e sbavare. Dardi arrivano dalle mie spalle. Ma non sono l’unico: Jimjar, poi Sarith, ecco anche Brakkolin e Derendyl…stiamo correndo alla cieca, ognuno per se, senza metodo. Siamo carne morta. Io non posso morire non prima di aver ucciso a mia volta. Questi compagni mollicci che mi porto dietro mi faranno uccidere o mi uccideranno loro per sbaglio. Dovrò ucciderli io prima che mi uccidano loro. Continua a leggere 19 Hammer, 1491 DR – A qualcuno piace morto

25 Marphenot, 1356 DR – La Mano di Tyr giunge a Shadowdale

Dal Diario di Dazaen Val’Istar:

25 Marphenot, Anno del Verme,

Il fumo non si era ancora diradato e il puzzo del mortifero gas dimorava ancora vigoroso nei polmoni dei miei compagni. Vidi i volti pallidi e le labbra rosse ancora gocciolanti del sangue del cuore della creatura che per poco non li aveva sopraffatti.

Il cacciatore, con un disinteresse che trovo curiosamente apprezzabile, non curandosi del mondo circostante e dei feriti, cominciò di buona lena a fare a brandelli i resti del rettile ormai inerme. Nonostante il monito riguardo l’importanza del tempo in tali circostanze, imperturbabile e disinteressato il cacciatore continuava imperterrito a scuoiare, disossare e sbudellare la nauseabonda carcassa. 

Le coordinate suggerite dall’obelisco erano chiare nella mia mente, ma per risolvere l’enigma avevo bisogno di una carta topografica. Optammo quindi per lasciare Ebeadat al suo lavoro di macelleria applicata e volgere i nostri passi svelti verso un rapido ritorno a Shadowdale.
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17 Eleasias, 1356 DR – Il sangue si lava col sangue

Le voci corrono veloci sulle ali del vento che sferza le Valli con minacciosi sussurri di guerriglia su diversi fronti. L’abbraccio fu fugace con i miei compagni; ognuno di loro portava con sé notizie di sangue e battaglie che infuriavano tutt’intorno. Mi sembravano tutti molto cambiati, segnati dalla vita scorsa in questo seppur breve periodo di lontananza; alcuni come Zeke, lacerati, ma allo stesso tempo fortificati. Proprio Zeke ci riferì della figlia del re del Cormyr, Alusair Nacacia, era sparita misteriosamente nei pressi di Tilverton e di essere giunto a noi seguendo un battaglione del Cormyr, che marciava verso oriente seguendo le voci di scontri con Scardale. Lashan sembra essersi proclamato “Re delle Valli”. L’abazia finora si è dimostrata timida all’esporsi a favore o contro queste esternazioni provenienti da Scardale, anche in seguito all’occupazione di Featherdale da parte delle forze armate di Lashan che si è mosso sulle pianure già ricolme di antico sangue di Battledale. Più ad Est a Mistleldale intanto infuriava la battaglia sul fiume Ashaba, è lì che il battaglione del Cormyr con cui viaggiava Zeke si stava dirigendo. La tensione è al culmine in questi giorni in cui scrivo, le popolazioni sono in fermento e affamate dal blocco commerciale che tatticamente Lashan sembra aver instaurato tra il Mare della Luna e Sembia. 

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20 Flamerule, 1356 DR – Kloi, Capitano di Tyr

Ho evitato di scrivere, ho riletto le mie parole e mi sono convinto che stavo piombando pericolosamente nei miei pensieri, nel profondo, lasciandomi la luce alle spalle. Ho messo in pausa i miei giudizi aspettando questo giorno. Sono stato accolto calorosamente da Lord Deren che ha attentamente ascoltato il mio racconto. Non mi sono aperto con lui sui miei dubbi, ho fatto alcune delle domande che mi frullano nella mente. 

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9 Flamerule, 1356 DR – Il tempo che passa

La mano buona di Tyr ci ha accompagnato. Si è alzato il vento spingendoci desiderosi verso la riva, finalmente rivediamo Yahunn in lontananza. Diversi membri dell’equipaggio mi hanno donato quel poco che avevano per ringraziarmi dell’aiuto. Ho unito, in un lunga spirale che ho legato al braccio sinistro, i ciondoli, bracciali, piccoli oggetti lavorati in legno durante le lunghe notti in mare..ne farò tesoro portandoli con me perché la vita di tutti noi è congiunta. Mi hanno aiutato a non pensare alla confusione che però rimane fissa nella mia mente. 

8 Flamerule, 1356 DR – Sul fiume Lis

Le parole scorsero fluenti durante il nostro incontro ma scivolarono via dalla mente come la sabbia di Yahunn tra le mie mani. Pensai di essere stato soggiogato da una sorta di maleficio, i miei ricordi sono vaghi. Consegnai la lettera all’Alto Usurpatore che mi chiese di seguirlo attraverso un lungo corridoio oscuro dove zone di nerissima ombra s’intervallavano dopo pochi passi a zone d’intensa luce proveniente da lucernai posti a circa una decina di metri sul soffitto in pietra. Ricordo la sua mano sulla mia spalla, gli occhi neri stretti, profondi fissi nei miei il suo sorriso intervallato da luce ed ombra percorrendo il corridoio. Man mano che camminavamo l’ombra che colpiva il suo viso spigoloso, quasi flettendosi, si muoveva deformandosi, come una pozione alchemica vortica in una soluzione di elementi che si attraggono e mi sembrò che in fine venisse come assorbita trovando ristoro nella pallida pelle prima di cedere spazio alla luce…e poi ombra…e poi ancora luce. Non so quanto di questi miei ricordi possano essere realtà e quanto suggestione del momento o anche illusione. Sentivo avvolgermi dal suo mantello strisciante quando arrivammo alla fine del corridoio dove era posta, in corrispondenza dell’ultimo lucernaio, una teca di vetro. All’interno del contenitore erano custodite delle reliquie riportanti il simbolo della mano di Tyr.

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