30 Hammer, 1374 DR – Il risveglio

Un urlo roco si levò rimbombando nella penombra, seguito da una serie di strazianti colpi di tosse. Le mani del giovane steso a terra con le vesti stracciate cercarono la bocca, tentando di svuotarla della terra che evidentemente gli bloccava il respiro, ma ne cavò solo un aggregato di materia rosso scuro e qualche molare che doveva essergli finito in gola. Buttò tutto quanto a terra. Ogni sussulto dello sterno, causato dal tentativo dei polmoni di incamerare aria gli costava enorme dolore, le fitte si diramavano dal costato alla schiena.

-Dove sono?– pensò.

La stanza ruotava vorticosamente, peggiorando, se possibile, la sua nausea. Si girò su di un fianco con uno sforzo che gli parve immane e vomitò una sostanza biliosa, quindi perse i sensi sui suoi stessi umori.

Continua a leggere 30 Hammer, 1374 DR – Il risveglio

21 Hammer, 1491 DR – Bistecche molto al sangue

Bianche. Intricate. Adesive. Le seriche vie degli aracnidi mi disgustano ed è stato con riluttanza che ho acconsentito a prendere questa via. Le nostre guide goblin attraversano caracollanti e ricurve queste labirintiche architetture e ci spronano a seguirle. La meta, l’altra parete del crepaccio che squarcia questa zona dell’underdark non dovrebbe essere ormai lontana, quando Yuk Yuk ed Esca-da-ragno rallentano e si girano verso di noi.

“Vorreste per caso, signori, valutare un nuovo affare?”

Continua a leggere 21 Hammer, 1491 DR – Bistecche molto al sangue

11 Tarsakh, 1358 DR – Il mastino dei Westcot

Dunque ero sfuggito ai morti, alla loro pestilenza e ai giochi di potere che flagellavano le Valli. Deciso finalmente a chiudere col passato mi ero recato a nord, lungo la Costa della Spada, dove mantenevo diversi contatti con le Gilde locali e i loro tirapiedi. Uno di questi era un certo Polydoro che risiedeva a Secomber, un paesino di poche anime situato dove il fiume Delimbiyr riceve gli affluenti dall’Alta Foresta.

Avevamo stabilito di trovaci alla vicina Daggerford e qui attendevo da quasi una settimana che il mio contatto si facesse vivo. Non fu un tempo speso male, la taverna “Signora della Fortuna” era un posto curioso, che ospitava viaggiatori di tutte le nazioni sulla Via del Commercio per Waterdeep. Numerosi travi riportavano i nomi di eroi dispersi in missioni mai portate a termine e i muri erano adornati delle armi dei caduti in battaglia; un’intera parete, in particolare, era dedicata agli eroi della liberazione di Castello Dragonspear. Continua a leggere 11 Tarsakh, 1358 DR – Il mastino dei Westcot

12 Tarsakh, 1358 DR – Il traghettatore di Glimmerfell

E così le spade lasciano il posto alla diplomazia.

Il Guerramago e il Dragone entrano nell’antro del dryder, contro la volontà del gruppo.

Capisco di essere l’ultimo aggiunto, e mi sento ancora il dovere di dimostrare le mie qualità, ma non potrei mai sfuggire alle mie responsabilità. E con un alleato come Zachary Bumblerose mi infonde molta fiducia.

L’antro è esattamente quello che ci si aspettava, una grotta buia in cui il dryder torreggia affiancato dai due gnomi che fungono da guida per questo manipolo di sopravvissuti. Gli gnomi sono stranamente protettivi nei confronti di questa aberrazione, e questo mi porta ad essere più tranquillo di quanto mi aspettassi.

Parlando con loro, scopriamo molte cose interessanti: effettivamente la loro improbabile alleanza è nata per sopravvivere all’attacco dei ghoul, ed è nata un’amicizia di comodo ma onesta. Continua a leggere 12 Tarsakh, 1358 DR – Il traghettatore di Glimmerfell

10 Tarsakh, 1358 DR – A bug’s non life

Finalmente Brosius si arresta e indica il punto. Nonostante mi sforzi non riesco a scorgere niente, mentre gli gnomi, preparati ed efficienti, rimuovono alcune assi e corde dai loro fardelli e cominciano a costruire una leggera, ma solida struttura a tre piedi simile a quelle che si usano come montacarichi nei pozzi artesiani.

Non c’è nulla che io debba vedere, è solo che la mia mente rifiuta di accettare che in mezzo ai piedi dell’argano vi sia il nulla. Non semplicemente il pavimento della grotta da cui siamo entrati, terra o altra sostanza nota, proprio il nulla: un vuoto di forma più o meno circolare che assorbe ogni colore, dentro il quale ben presto dovremo calarci tutti.

Dirnal è il primo a scomparire nelle profondità di quel budello verticale. Non tradisce alcuna emozione, il sottosuolo è la dimensione sua e di quella cosa che chiama Whelm. Due alleati la cui forza e affidabilità avrò presto il modo di sondare. Continua a leggere 10 Tarsakh, 1358 DR – A bug’s non life