Geografia dei Reami: introduzione a Sembia

“L’etica del lavoro è il primo dogma di un vero uomo di Sembia” – Rauthauvyr il Corvo

Informazioni aggiornate al 1356 DR
Sembia è una ricca nazione governata da una plutocrazia costituita dal Consiglio dei Mercanti presieduto dal Gran Maestro. Geograficamente confina ad ovest con il Cormyr, a nord con le Valli e ad est e sud si affaccia sul Mare delle Stelle Cadute (Sea of Fallen Stars). La campagna, per lo più collinare, ma con vaste aree pianeggianti ampiamente coltivate, anche con culture a terrazza, è dominata da un ristretto numero di grandi città, organizzate per rivaleggiare i più antichi regni a sud ed est del mare salato. 
Nonostante la sua relativa giovinezza è uno dei poteri dominanti della regione, fatto che rende i suoi vicini, le Valli in particolare, inquieti. L’agiata nazione di mercanti ha tutti i mezzi per troneggiare sulle realtà confinanti, forte di ricche coltivazioni, prosperi allevamenti, porti attrezzati, una burocrazia efficiente e, non ultimo, un esercito numeroso e ben attrezzato. 
I vessilli di questa eccellenza ritraggono il Corvo e l’Argento: il corvo era il simbolo del capitano Rauthauvyr, padre della nazione, che non governò mai il paese, ma condusse i suoi eserciti e ne vigilò le istituzioni; l’argento rappresenta la ricchezza di Sembia.



Il credo di Sembia

Stemma araldico di Sembia

Il denaro al primo posto” è tipicamente il motto di Sembia. La nazione nacque col commercio, vive di commercio e morirà con esso; del resto la rispettabilità e il successo di un uomo possono essere misurate da ciò che possiede. Titoli nobiliari e fama di grandi avventure significano qualcosa nel Cormyr o nelle Valli, ma sono poca cosa quando messe a confronto con la cifra che chiude un bilancio in attivo.
Il danaro comanda il destino delle persone, le mette assieme, le costringe a operare per il bene o per il male. Chi ha danaro è padrone della propria vita.
I sembiani sono persone industriose e lavoratori instancabili; ciò può essere verificato dopo il tramonto quando, fino a tarda notte, non è più il Sole a illuminare le città, ma le candele e lanterne che illuminano uffici e cantieri ancora in attività.

La nascita di una nazione
In principio fu l’abbondanza di boschi iliyr, dalla cui pianta si ricava il più pregiato legname per la costruzione di navi, ad attirare, oltre il Mare delle Stelle Cadute (Sea of Fallen Stars), uomini nell’odierna nazione di Sembia. Il disboscamento sistematico attuato dai coloni minò però, in breve tempo, la pacifica convivenza con la nazione vicina, casa della Corte Elfica di Cormanthor. Non potendo raggiungere un accordo, anche a causa di una serie di episodi spiacevoli e delle rappresaglie che si susseguivano quotidianamente, esaurite le vie diplomatiche, Tel’Quessir e colonizzatori si trovarono faccia a faccia sul campo di battaglia. Gli elfi riportarono una schiacciante vittoria a Singing Arrow, nell’884 DR, costringendo le truppe mercenarie che accompagnavano i coloni ad un rocambolesco ripiegamento fino alle sponde meridionali del fiume Ashaba e del lago Sember.

La pesante sconfitta scoraggiò la distante Chondath, nazione dalla quale proveniva gran parte degli immigrati, dal finanziare ulteriormente nello sforzo bellico, lasciando di fatto i possedimenti sguarniti, ed incaricando i suoi figli della protezione delle colonie.
Abbandonati dalla madrepatria e cacciati dagli elfi, i coloni non si diedero per vinti: fortificarono i villaggi, si accordarono per una tregua, quindi negoziarono una pace che li inchiodava a condizioni stringenti quali il pagamento di pesanti riparazioni di guerra e l’impossibilità di mantenere un esercito permanente attrezzato con macchine da guerra o cavalleria. Ad ultimo, fu impedito loro di acquisire in qualunque modo ulteriori territori, obbligandoli alla stagnazione e costringendoli di fatto alla costituzione di piccole città stato. Questa geografia politica costituita di piccole realtà frammentate, secondo il progetto elfico, avrebbe permesso un facile controllo del territorio, così come si era già verificato per le Valli.
Il porto di Selgaunt

Gli uomini di Sembia si concentrarono allora sul lavoro quotidiano e resistettero, spaccandosi la schiena nei campi il giorno e studiando la notte. Non potendo comprare la terra, risparmiarono il denaro e cominciarono a prestarselo a vicenda dando vita a banche cooperative, corporazioni di mestieri e alle figure dei mercanti. Era la nascita dell’imprenditoria. Prima fu possibile vedere una nave, poi cinque, quindi decine approdate nei piccoli, ma accoglienti ed efficienti porti. La chiave di volta, tuttavia, fu la scoperta e il conseguente sfruttamento delle ingenti ricchezze minerarie del Mare della Luna (Moonsea). Le entrate nelle casse delle amministrazioni delle città stato aumentarono a dismisura.

Seguì una nuova ondata migratoria di lavoratori e professionisti, attirati dalla vivacità del tessuto economico e dalle opportunità offerte a figure specializzate e di alto profilo. Fu promosso il sapere con l’edificazione di università e piccoli templi; qui i coloni mandarono a studiare i loro figli. Le iniziali condizioni di indigenza e la sete di riscatto, nello spazio di due generazioni, avevano temprato la volontà degli uomini e posto le fondamenta per una rivincita.
Mancava solo una figura di rilievo, capace di unire queste realtà disperse in un progetto comune. Il destino fece sì che la figura avesse l’aspetto del Corvo.
Per Rauthauvyr il Corvo, uomo d’arme spregiudicato, complice la paura di uno stato vicino sentito come nemico, fu un compito piuttosto facile riunire le città in un fronte comune. In pochi mesi, proclamò prima l’indipendenza dalla lontana Chondath, quindi, violando gli accordi di pace stipulati più di 30 anni prima ricostituì un esercito permanente e lo schierò in difesa dei confini con la foresta  di Cormanthor. Infine formalizzò la nascita di una nuova nazione, Sembia. Correva l’anno 913 DR.
Mappa di Sembia

Colse quindi tutti di sorpresa quando chiese di recarsi una visita diplomatica presso la Corte Elfica (Elven Court). I Tel’Quessir, consci che l’avversario non era più quello dell’884 DR, accolsero il capitano Rauthauvyr nel cuore del loro regno, sicuramente all’uomo non faceva difetto il coraggio. Il Corvo propose agli anziani del consiglio elfico di costruire una strada attraverso il loro reame boscoso che avesse permesso il collegamento via terra al Mare della Luna. “Gli uomini di Sembia forniranno i capitali, i materiali e la mano d’opera per la costruzione della via, ma sarà La Gente ad aver il controllo della strada, ne sceglieranno il percorso in modo che non ferisca la foresta, potranno applicare dazi e accordarsi sul flusso delle merci. Nessun umano si insedierà lungo la strada, gli uomini di Sembia rispetteranno gli antichi accordi a patto che gli sia garantito uno sbocco per i loro commerci”, così parlò il capitano secondo le maniere che la cortesia elfica richiedevano.

Già in passato gli elfi avevano stipulato accordi simili con i valligiani e il Consiglio degli Anziani valutò l’offerta equilibrata. Rauthauvyr tornò tra le sue genti con la promessa di un possibile accordo. A mettere i bastoni tra le ruote fu Velarsdale (oggi Harrowdale), Valle preoccupata che una nuova strada commerciale mettesse a rischio il suo sbocco privilegiato sul Mare della Luna. Gli elfi, pressati da un alleato storico, comunicarono a Sembia che la loro offerta era stata rifiutata.
Respinto, il Corvo minacciò di sterminare l’insediamento elfico di Amothoi, isolato dal Cormanthor, nel cuore di Sembia se la corte elfica non avesse collaborato. Inviò inoltre alcuni messaggeri ai governatori di Velarsdale, col compito di offrire oro e pietre preziose se avessero rimosso il veto o distruzione e schiavitù se si fossero rifiutati. I toni del Corvo oliarono i meccanismi della diplomazia. La strada si fece, gli elfi ne decisero il percorso. Quella strada, che passa dove è posta la Pietra Eretta (Standing Stone) come a ricordare epoche in cui i rapporti tra uomini ed elfi erano meno ostili, è ancora oggi una delle arterie principali di Faerun.
Negli anni successivi gli Elfi di Amothoi migrarono a nord per unirsi ai loro fratelli, quindi scelsero di partire per Evermeet. La nazione di Sembia continuò a crescere, si dotò di un potente esercito e, senza rinegoziare gli antichi accordi, riprese a tagliare gli alberi, poco per volta, quando ciò risultava necessario. Lo stato si arricchì con leader commerciali di grande saggezza come Saer (la città Chondathan fu ribattezzata Saerloon in sua memoria) e Selgar (anche in questo caso alla città da lui guidata, Chancelgaunt, fu cambiato il nome in Selgaunt per onorarlo).

Prima della sua morte Rauthauvyr il Corvo vide consolidarsi il Consiglio dei Mercanti, pose le basi della plutocrazia e si assicurò che il potere militare fosse equamente distribuito. Ormai cieco e infermo per le ferite di guerra, si narra che il padre della nazione, cavalcò a nord verso i boschi elfici. Nessuno sa dove fu posto il suo corpo tranne, forse, qualche anziano tra gli elfi.

Costumi
Conquistare la fiducia di un sembiota è un’impresa ardua, essi tendono infatti ad essere cauti nel loro giudizio e diffidenti, in particolare con gli stranieri. Del resto questo popolo ha dovuto combattere e soffrire per riuscire ad emergere; oltretutto nella sua lunga storia centenaria non ha mai beneficiato di alcuna benevolenza disinteressata.
Coloro che si avventurano per le città di Sembia sappiano che:

  • in nessuna nazione il furto è punito così severamente, i ladri marciscono in celle profonde per decenni o sono condannati a lavori massacranti
  • l’antipatia verso la razza elfica perdura ancora nel cuore di questi uomini. Un antico decreto che stabiliva l’impossibilità di risiedere a Sembia a qualunque Tel’Quessir è appeso sul cancello principale delle più importanti città. Questa legge è ormai decaduta, ma non è mai stata rimossa, anche solo per la soddisfazione di irritare i viaggiatori elfi che si trovano a passare per questi territori
  •  i mezzelfi, stranamente, non sono trattati alla stregua degli elfi
  • i nani e gli gnomi sono rispettati e particolarmente benvoluti; i sembioti riconoscono le loro indubbie qualità come artigiani del metallo, della pietra o ingegneristiche. Per questi motivo è piuttosto comune trovare entrambe le comunità nelle città di Sembia.

Principali città 

  • Daerlun: è una grande città (40.000 abitanti), guidata dal Maestro Halath Tymmyr; geograficamente è la più vicina al Cormyr col quale intrattiene buoni rapporti. I daerluniani caratterialmente si discostano dallo stereotipo del mercante di Sembia, sono invece gentili e calorosi (gli elfi naturalmente sono l’eccezione che conferma la regola).
  • Ordulin: una volta territorio delle Valli col nome di Moondale, è oggi la capitale di Sembia seppur non sia la città maggiormente popolata (90.000 abitanti). Qui risiede il capo della nazione, il Gran Maestro Elduth Yarmmaster.
  • Saerloon: è una delle prime colonie, si chiamava originariamente Chondathan. E’ una grande città (l’ultimo censimento conta 120.000 abitanti) dall’architettura esotica: gli edifici sono adornati di fregi ed intarsi e dalle sempre presenti gargolle, simbolo della comunità. Il Maestro che la amministra è Lady Merelith della Guardia.
  • Selgaunt: è una grande città (censo, 147.000 abitanti), situata sulle sponde del fiume Arkhen (chiamato dai nativi Elzimmer). Si tratta della città più ricca della nazione, originariamente chiamata Chauncelgaunt. L’attuale amministratore è il Maestro Andeth Ilchammar.
  • Urmlaspyr: è una grande città (77.000 abitanti), situata a sud di Daerlun. Qui si può ammirare l’industriosità dei sembioti, specie nella zona del porto. In generale, è una città più accogliente verso gli stranieri e ogni genere di culto e associazione; è amministrata dal Maestro Aluin Sumbrar.
  • Yhaunn: è una grande città (97.000 abitanti) che si affaccia sul Golfo del Drago (Dragon Reach). Anche se non è l’insediamento più antico, è l’unico tra quelli originari ad aver mantenuto l’antico nome. La città è amministrata dal Maestro Andilal Tharimpar detto “il Tozzo”.

Nonostante, nella vita reale, i protagonisti di questo blog abbiano un'occupazione, abitudini sane ed interessi culturali, essi amano indossare una maschera e, periodicamente, oltre la porta della fantasia, cimentarsi con intrighi politici, tesori nascosti, tombe di famigerati stregoni e quanto di più bizzarro vi possa venire a mente. Qui si narrano le vicende delle loro Compagnie.

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