1 Marphenot, 1356 DR – Brevi impressioni di gnomo

Brano tratto da “I miei Sotterranei” di Imong Ittutof.

Peregrinare alla ricerca di qualche bel gingillo luccicante insieme a personaggi poco degni di nota, o degni di nota per il motivo sbagliato, è sempre stato il mio dovere e l’ho sempre fatto a discapito del rischio e dell’inettitudine dei miei accompagnatori, ma il ricordo del pugno di Hsssthak (ndt. pronuncia Eeesss-TAK) resterà con me a lungo…..

Trovatici alle soglie di un profondo crepaccio nel deserto,capimmo che il luogo era quello indicato sulla mappa, e che presto mi sarei ritrovato in situazioni già vissute, ma non per questo meno spiacevoli. Continua a leggere 1 Marphenot, 1356 DR – Brevi impressioni di gnomo

22 Marphenot, 1356 DR – La bella, la bestia e il mercenario

Come stabilito da Sherlen la Compagnia fa ritorno a Daggerford il 16 Marphenot.

Lucano e Bennet devono adempiere ai doveri della milizia cittadina in occasione della visita del barone Agwain, Signore della vicina regione di Secomber, situata oltre la Gola Ridente. Il mattino del 20 la Compagnia è convocata d’urgenza al cospetto del duca Pwyll. Gli unici ad essere presenti alla chiamata sono Lucano e Max di Nona.

L’incontro avviene nel cortile interno del castello: scortato dai suoi due uomini più fidati, Kelson, il maestro di caccia e Llewellyn, il maestro d’arme, uomo di grande esperienza; il duca informa i presenti della sparizione della sorella, la duchessa Bronwyn. Con grande sorpresa il responsabile dell’accaduto pare sia proprio il barone Agwain che avrebbe rapito la dama, vinto dalla sua straordinaria bellezza. Continua a leggere 22 Marphenot, 1356 DR – La bella, la bestia e il mercenario

30 Eleint, 1356 DR – Le sabbie del tempo

Le sabbie del grande deserto di Anauroch erano l’ultimo degli inospitali paesaggi che avrebbero voluto visitare. A volte, tuttavia, il destino ha gli occhi blu di una giovane ragazza con a rimorchio un bastimento di guai tale da oscurare i triboli che il filatterio, contenente lo spirito del drago Pelendralaar, gli aveva procurato da quando avevano lasciato Myth Drannor.

Le loro strade si erano incrociate, per fatalità, nei pressi delle rovine di Yulash. Si sa però che Tymora non fa nulla per caso (o tutto forse!). Alusair, così si chiamava la giovane, era poco più di un adolescente, il volto fine nascosto dietro una matassa di capelli colore del grano. Era comparsa di notte irrompendo nel loro campo, mentre cercavano di riposare, portando lo scompiglio di un ciclone. Per primo aveva calpestato il nano, troppo ingombrante per non essere coinvolto nell’incidente, quindi era inciampata su Imong, invisibile pure nel suo giaciglio. Dirnal non aveva ancora avuto il tempo di sacramentare il suo disappunto che una dozzina d’orchetti, con tanto di lupi, l’avevano seguita acuendo il malumore dei Cercatori. Il nano, che di per sé non era un grande anfitrione, odiava gli ospiti inattesi e non era il tipo da mandarla a dire. Aveva così fatto roteare il suo martello con l’effetto di far saltare immediatamente l’opzione diplomatica. Halfgrimur era accorso al suo fianco saettando frecce come un serpente velenoso, Imong invece si era attardato nelle sue faccende, o almeno così avrebbe voluto giustificare il suo mancato tempismo. Non fu comunque un problema sfoltire gli invitati e riportare i presenti ad un numero accettabile di coperti per uno spuntino fuori orario, necessario per favorire la ripresa del sonno.

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