22 Marphenot, 1356 DR – La bella, la bestia e il mercenario

Come stabilito da Sherlen la Compagnia fa ritorno a Daggerford il 16 Marphenot.

Lucano e Bennet devono adempiere ai doveri della milizia cittadina in occasione della visita del barone Agwain, Signore della vicina regione di Secomber, situata oltre la Gola Ridente. Il mattino del 20 la Compagnia è convocata d’urgenza al cospetto del duca Pwyll. Gli unici ad essere presenti alla chiamata sono Lucano e Max di Nona.

L’incontro avviene nel cortile interno del castello: scortato dai suoi due uomini più fidati, Kelson, il maestro di caccia e Llewellyn, il maestro d’arme, uomo di grande esperienza; il duca informa i presenti della sparizione della sorella, la duchessa Bronwyn. Con grande sorpresa il responsabile dell’accaduto pare sia proprio il barone Agwain che avrebbe rapito la dama, vinto dalla sua straordinaria bellezza.

 

Il duca Pwill Daggerford, la sorella Bronwyn, Sir Llewellyn, il mago di corte Kelben Yellowknife e Kelson Darktreader
Il duca Pwill Daggerford, la sorella Bronwyn, Sir Llewellyn, il mago di corte Kelben Yellowknife e Kelson Darktreader

Il duca è più mai che deciso a bloccare il nobile fellone prima che faccia ritorno nelle sue terre. Il piano prevede che la via a nord della Gola Ridente e quella a sud che taglia la Foresta Nebbiosa siano battute dalle milizie ducali guidate dal duca in persona mentre la via mediana, quella che attraversa la Gola Ridente, luogo pericoloso e inospitale che delimita a ovest il territorio degli elfi silvani, sarà pane per i denti della Compagnia o di coloro che attualmente la compongono. Il duca invita tutti i presenti a non sottovalutare il rischio che comporterebbe l’uso indiscriminato della violenza contro la persona del barone. Lo scatenarsi di una guerra o di una faida in questo momento minerebbe l’esistenza stessa di Daggerford.

A Lucano e Max viene concessa la possibilità di prelevare dall’ armeria ducale un’arma o un’armatura a loro scelta: il primo sostituisce la sua cotta di maglia con una scintillante armatura di piastre in bronzofornita anche di elmo aperto; il secondo sceglie un’ascia da battaglia di ottima fattura.La ricompensa è fissata a 50 monete d’oro. Si uniscono alla spedizione altri tre baldanzosi ragazzotti: Knat, Carrion ed Ezra. Sellati i cavalli, i cinque partono di gran carriera.

Dopo un paio d’ore di viaggio, mentre osservano dalla sommità di un colle il territorio circostante, sono fatti bersaglio dagli archi della retroguardia del barone.Sono sei in tutto. Lucano e quello che sembra essere il capitano di questo piccolo distaccamento militare ingaggiano un duello verbale a distanza. La situazione è tesa perché nessuno delle due parti ha intenzione di fare la prima mossa.

Lucano rompe ogni indugio decidendo di caricare il suo avversario: la testa viene spiccata di netto da un preciso fendente! Anche il resto del contingente di Daggerford parte alla carica, ad eccezione di Max che offre copertura con la sua balestra leggera.

Lo scontro risulta fatale per Carrion che cade colpito da tre frecce mentre Knat viene ferito gravemente, riuscendo comunque a mantenersi in sella. Gli unici illesi sono Ezra e Max, il cui dardo trapassa il cuore di un soldato. La battaglia si esaurisce qui e si trasforma in una caccia alla volpe. I quattro superstiti infatti si danno alla macchia.

Il più lesto di tutti è Max che con grandi falcate li raggiunge e li affronta temerariamentein corpo a corpo. L’ascia del duca accoglie di buon grado la sfida e recide di netto il braccio destro del primo. Sono tre ora. Nel frattempo giungono Ezra e Knat a dare manforte. Lucano, preso dalla frenesia,inciampa in una grossa radice e cade rovinosamente! I tre cercano un varco per una nuova fuga ma solo due riescono a dileguarsi nel bosco. Max tenta l’inseguimento senza successo. Quando arriva Lucano, i giochi sono fatti: Ezra ancora illeso e fresco come una rosa, Knat è una maschera di sangue, Max lievemente ferito. La buona notizia è che ai loro piedi giace un prigioniero…

Il piano che elaborano è il seguente: Knat, non essendo in grado di proseguire, si occuperà di riportare a casa le spoglie del valoroso Carrion. Ezra si travestirà da miliziano del barone e porterà sul suo cavallo il prigioniero opportunatamente legato e imbavagliato e coperto con un mantello, come da sembraremorto. Lucano e Max, defilati a qualche centinaio di metri di distanza, pronti ad intervenire.Tuttavia rendendosi conto che una volta entrati nelle terre degli elfi silvani le possibilità di riportare a casa la pellaccia sarebbe stata prossima allo zero se non fossero rimasti uniti, cambiano idea e decidono di avanzare compatti alla ricerca della duchessa. In testa alla fila Lucano, in mezzo Ezra e in coda Max.

Mano a mano che le trame del bosco si infittiscono l’andatura dei cavalli si fa più guardinga e lenta. Dopo un lasso di tempo imprecisato, il mezz’orco vede materializzarsi davanti ai suoi occhi l’orrore. In una piccola radura tre creature dalle sembianze umane ma in avanzato stato di decomposizione stanno spolpando i resti di uno stallone. Sono vivi. O forse sarebbe più corretto dire che NON sono morti. Non sembrano averli notati. Lucano all’improvviso sente il respiro strozzarsi in gola e senza pensarci due volte sprona il fidoSorbarus al galoppo lungo uno stretto sentiero che si apre a sinistra. Anche Ezra e Max lo imitano.

La scelta non si rivela essere delle più felici perchè,oltre ad aver smarrito il nord, incontrano nove cavalieri armati di archi. A guardarli meglio il loro busto eretto si fonde perfettamente con il corpo equino che li sostiene. Sono CENTAURI !!! La loro guida ha spalle piuttosto larghe e una barba appuntita che sembra saettare strali verso Lucano, il quale nel frattempo è sceso da cavallo alzando le mani in segno di pace. La comunicazione non verbale è di gran lunga più efficace di quella verbale e i rappresentanti di Daggerfordcomprendono cheè il caso di fare marcia indietro. Di lì non si passa, insomma. Dopo un paio d’ore Max di Nona, che ora è il primo della fila, sbuca nuovamente nella radura dell’orrore. Lo scenario è cambiato: i mangia-cadaveri sono spariti e tutti quanti tirano un sospiro di sollievo.

La missione deve proseguire.

Il barone Agwain
Il barone Agwain

Passa altro tempo, nessuno saprebbe dire quanto, quando improvvisamente una figura femminile emerge dalla boscaglia: è la duchessa Bronwyn! Non sembra ferita né particolarmente spaventata. Anzi sembra divertita… Mormora parole strane come se fosse riuscita a fuggire grazie ad un sortilegio da lei lanciato. Proprio in quel momento il barone e la sua guardia personale irrompono sulla scena accusando la duchessa di essere una fattucchiera e di aver infangato l’onore del barone. Come se non bastasse iniziano a piovere frecce sui presenti così Lucano afferra la dama per un braccio e la carica sul cavallo, facendole scudo con il proprio corpo. Le urla del barone coprono le parole di Lucano. Due frecce si conficcano nella carne del prigioniero che esala l’ultimo respiro. Ezra è nuovamente salvo ma tentare la fortuna una terza volta sarebbe stupido oltre che sacrilego. Così la fila si spezza in due: Max, il barone e la sua guardia rimangono invischiati nell’imboscata, Lucano ed Ezra invece girano i cavalli a tutta velocità e, senza voltarsi indietro, riportano la sorella del duca a Daggerford.

Il barone, convinto di poter sorprendere il nemico alle spalle (goblin nella fattispecie), offre un abboccamento in denaro a Max. Come è facile intuire, l’accordo viene siglato a parole, senza bisogno di firmare carte o papiri. Sotto una gragnuola di frecce, gli uomini, guidati dal barone, si muovono rapidamente verso la boscaglia. Nel frattempo ritorna Lucano che, morso dalla coscienza, non avrebbe potuto lasciar perire il proprio amico senza tentare un ultimo disperato assalto. Tuttavia non vedendo anima viva o morta, è costretto, con la morte nel cuore, a fare nuovamente retromarcia e ricongiungersi al fido Ezra.

Nei giorni successivi Lucano viene messo a conoscenza da un messo del duca che Max è vivo! Avrebbe addirittura salvato la vita a Malarach, il sovrano elfo della Gola Ridente, sventando un’imboscata ad opera di una guarnigione goblin. E cosa ancora più sorprendente avrebbe collaborato all’impresa lo stesso barone Agwain.

Il mezz’orco di una cosa ora è certo: che qualcuno, presto, avrebbe placato la sua sete di birra…

(Sessione VI, 6 Dicembre 2015)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...