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29 Tarsakh, 1360 DR – Tre uomini in barca

L’eterogeneo gruppo si trovava in uno degli innumerevoli villaggi di pescatori delle Isole della Luna: Lucano, il mezzorco con l’educazione di un lord, Sughero, viandante delle terre selvagge accompagnato dal suo fedele Veggy, e Pondolo, il nano che percorreva la via della pace interiore a suon di pugni.
Lucano si trovava costretto ad uno strano gioco: un inseguimento in cui la sua preda era anche il suo cacciatore. Da quando l’illithid conosciuto come Occhinelbuio riuscì a penetrare nella sua mente, sentiva continuamente la sua voce perseguitarlo. E gli diede appuntamento alla spiaggia della balena.

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28 Tarsakh, 1360 DR – Cervelli in fuga

La legge è la legge

Il villaggio non aveva un nome. Non era altro che un insignificante porto, sorto ai piedi di un tempio dedicato alle divinità più rinomate e venerate del folto pantheon dei Reami. I cinque viaggiatori decisero di alloggiare nell’unica locanda presente. L’oste detto “Scorfano”, un uomo pingue sulla cinquantina dai modi forzatamente affabili, offrì loro vitto (il pescato del giorno) e alloggio (un letto sudicio) per la modica somma di 3 monete d’argento. Manco a Waterdeep, erano così laidi…

Infatti dopo un breve consulto, soltanto due dei cinque si piegarono alla truffa. Gli altri si accomodarono nel fienile. Continua a leggere 28 Tarsakh, 1360 DR – Cervelli in fuga

30 Eleint, 1357 DR – Il misterioso menhir!

Mi chiamo Orton Lo-Kan e vivo per votarmi alle cause di altri, perchè la mia è persa da sempre. Il mio peregrinare mi ha portato a incontrare Lord Paggot, che chiamo così perché per me è un vero signore, e la sua Agenzia. Ora sono una delle sue guardie del corpo.

Quel giorno mi ero attardato per alcuni compiti secondari, prima di raggiungere l’Agenzia che stava investigando su uno strano menhir, dalla forma improponibile: sembrava un enorme sigaro che lentamente stava espandendo un’aura di morte. E poi dicono che il fumo fa male…

Lord Paggot aveva individuato un’apertura sul fianco del cilindro, e vi entrò insieme ad alcuni colleghi: il virgulto Walgs, Illice e Sughero, che ha una strana passione per i gatti. Continua a leggere 30 Eleint, 1357 DR – Il misterioso menhir!

30 Eleint, 1357 DR – Il mistero del dolmen

La nostra guida, il brillante Mayorin Mabaric, se n’era andato proprio come era comparso. Come diceva il Vecchio Paggot: “Quando l’arrosto sa di bruciato gli ospiti tornano a casa propria, mica ti aiutano a riordinare!”. Così era per noi, il rashemen ci lasciava con un cervo parlante al quale manco potevamo confessare quanto a Ilice ed al sottoscritto gustasse la polenta col ragù di selvaggina.

Per non pensare alle assurdità della vita e a quanto costi guadagnarsi il pane, figuriamoci ritirarsi a vita privata con un congruo gruzzoletto, ci concentrammo su ciò che rimaneva delle blatte. La corazza chitinosa pareva avere la consistenza dei minerali che collezionavo da adolescente, con i quali speravo di convincere qualche ragazzina ad entrare nella mia casetta nella collina. Solo più tardi ho compreso che le femmine reagiscono con interesse ai diamanti, mica alle piriti! Continua a leggere 30 Eleint, 1357 DR – Il mistero del dolmen

29 Eleint, 1357 DR – Agenzia Paggot sull’obiettivo!

L’agenzia non sapeva cosa fare. Per raggiungere quella maledetta torre, non avevano idea di come attraversare la foresta. Si erano rivolti a ogni loro contatto in città, eppure nessuno aveva saputo consigliargli una guida. Stavano per abbandonare l’impresa quando, alla Taverna del Corno Spaccato, si imbatterono in un curioso individuo. Un uomo slanciato, con molti tatuaggi, si era seduto al loro tavolo per bere un sorso di idromele in compagnia.

“Mi chiamo Mayorin Mabaric, e la caccia nella foresta ultimamente mi è andata bene. Volevo festeggiare il successo insieme a della bella gente. Spade, non sciarade.”

E successivamente il gruppo aveva appreso che il curioso tipo apparteneva alla tribù barbara dei Rashemen, e vagava per boschi e foreste, procacciandosi da vivere con la caccia e la concia delle pelli.

“Una guida per la foresta? E che ci vuole?” Continua a leggere 29 Eleint, 1357 DR – Agenzia Paggot sull’obiettivo!

28 Eleint, 1357 DR – I segreti del tempio di Eldath

Una reliquia è una reliquia, Signori miei, ma in tutta onestà vi dico che se avessi saputo che le cose si sarebbero complicate a tal punto, avrei sicuramente rifiutato di occuparmi di quella faccenda. Come usava dire il Vecchio Paggot: “Quando la casa puzza di morto, se il nonno è già sepolto, allora sono cazzi!”

Ma dove ero rimasto? Ah già! Alla liberazione del tempio di Eldath, protettrice dei boschi. Ci eravamo fatti valere e i sacrilegi predoni giacevano al suolo riversi nel loro sangue. Non che ci piacesse uccidere, ma veramente quella volta era noi o loro. Continua a leggere 28 Eleint, 1357 DR – I segreti del tempio di Eldath

28 Eleint, 1357 DR – Grosso guaio a Last Hope!

La faccenda a Last Hope si fa sempre più intricata, motivo per il quale mi sentii piuttosto risollevato vedendo le facce sporche di Illice e Walgs arrivare in locanda a tarda notte.

Tralascio gli sguardi irritati dell’oste, che evidentemente è abituato ad una clientela meno esigente ed educata della nostra. Ad ogni modo almeno il bere ha l’accortezza di allungarlo al tavolo, il tanghero.

Calmata le sete, i ragazzi ci raccontano di essersi imbattuti, mentre cercavano l’Ascia Malinconica, in un tizio intento a rastrellare la terra del camposanto.

– Mestiere interessante da praticare al plenilunio, – faccio io – chissà Padre Solomon cosa ne pensa?

– Che dire, Paggot, non è stato certo un gran benvenuto, per Berronar Veroargento! – annuisce il nano.

Chiariamo che, mentre li attendavamo, noi non ce ne siamo stati con le mani in mano e aggiorniamo la strana coppia (Illice e Walgs, chi altri?) sulla ronda di Sughero.

– Stavamo giusto andando a fare un giretto alla baita, – salta su Sughero, che ha dalla sua la baldanza della giovinezza e non pare mai stanco. Continua a leggere 28 Eleint, 1357 DR – Grosso guaio a Last Hope!

27 Eleint, 1357 DR – Agenzia investigazioni Paggot & C.

Non riconosco più questo paese, davvero la Guerra delle Valli l’ha cambiato molto. Tuttavia, come spesso cerco di spiegare ai miei ragazzi, la guerra porta ossigeno ad attività che altrimenti sarebbero da chiudere. Non che a 60 anni suonati mi piaccia particolarmente spaccarmi le ossa per valli e per colline, ma da quando, oramai 40 anni fa, il forno di mio padre andò a fuoco non ho conosciuto altro modo di guadagnarmi da vivere, se non quello di mettere un po’ di pepe al deretano di malviventi e fuggiaschi.

Ora che la guerra è finita è tutto un metti-togli di avvisi: cercasi, vivo o morto, e ricompensa. Mi ero ridotto ad investigare sulle frequentazioni della moglie del mugnaio, ed eccomi qui di nuovo in sella con due baldi giovani. Gatti pulciosi di paese, s’intende, ma svegli come donnole tarantolate! Ad ogni modo l’agenzia Paggot & C. ha ripreso a girare come si deve e non si è più costretti ad accontentarsi di zuppa di cipolla e pane nero a cena.

Questa volta siamo alla ricerca di una banda di furbetti, che ha già messo a segno due colpi. Si parla di reliquie trafugate di un culto di paese, e questo dà la misura di come stiamo messi: “Quando la gente se la prende con Yondalla e i santi, Ramsey,” mi diceva il vecchio Paggot, “guarda in alto, perché sta a venir sera!”. Continua a leggere 27 Eleint, 1357 DR – Agenzia investigazioni Paggot & C.