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7 Kythorn, 1356 DR – La battaglia di passo Tilver: il regalo di Ethelbert

Quando finalmente l’Araldo diede l’ordine, gli orchi ripiegarono e noi ci lanciammo all’inseguimento. La ritirata costò ai goblinoidi almeno altri 500 cadaveri. Due giganti erano caduti, ma l’Araldo e il grosso dei cavalca lupi riuscirono a mettersi in salvo. Fortemente ridimensionato l’esercito di Hokka non era tuttavia stato annientato. La fuga sarebbe dovuta essere molto più rovinosa, ma gli orchi, al segnale del loro comandante si sparpagliarono immediatamente in decine di direzioni diverse, impedendo il massacro.

7 Kythorn, 1356 DR – La battaglia di passo Tilver: guerramaghi!

Presto il resto dei fanti goblinoidi si sarebbero riversati su di noi e il nostro esercito, ancora incolonnato, era impreparato a riceverli. Thomdor diede ordine di far avanzare due carri degli approvvigionamenti. Fece dare fuoco con l’olio delle lanterne e ordinò che fossero spinti sul passo, protetti da un fuoco di copertura. Gli orchi, che si erano spinti sul passo, arretrarono e scomparvero oltre i macigni. Il Barone diede, poi, ordine a tutta la sua guardia di cavalleria pesante di montare in sella e tenersi pronti. Montai a cavallo, senza accorgermene avevo tenuto in mano la spada di Ethelbert, che ora mi avrebbe accompagnato per tutta la battaglia. In quel momento, udimmo il corno della cavalleria leggera risuonare oltre il passo, qualcuno era ancora vivo, ma il suono che udimmo non era quello energico e vittorioso udito poco prima e assomigliava più a un rantolo disperato.

7 Kythorn, 1356 DR – La battaglia di passo Tilver: cinque uomini per un esercito

Quando giungemmo al passo, pronti a lanciarci alla carica, trovammo il passaggio ingombro di macigni. Non si scorgevano né balestrieri né soldati a guardia del passo. Cosa stava succedendo? Thomdor rinunciando agli esploratori si era privato di occhi e orecchi. Qual era il piano che aveva in mente?
Come non bastassero i miei brutti presentimenti, vedemmo sbucare da dietro i macigni cinque enormi ogre corazzati, la testa di ponte dell’esercito di Hokka. Ogni carica era impensabile e ci trovammo costretti a smontare. Un manipolo di soli cinque uomini avanzarono per affrontare gli ogre sul passo. Thomdor in persona, Ethelbert, il capitano Dutharr, Baldwin Quatremain e io. Migliaia di uomini da una parte e migliaia di orchi dall’altra e l’incontro di questi contingenti dipendeva dallo scontro di appena dieci guerrieri.

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1 Kythorn, 1356 DR- Un privilegio poco ambito

La mattina del primo giorno di Kythorn, nella cappella del palazzo dell’Ordine dei Dragoni Purpurei venni insignito del titolo di guardia personale del Barone Thomdor, il corpo più esclusivo e meno ambito di tutto il Cormyr.
Il rito si svolse in maniera sobria e spiccia, secondo le indicazioni del Barone, al quale non sfuggiva nulla, ma cui poco si addicevano le formalità.
Giurai fedeltà e abnegazione completa al Barone in sella al mio destriero, davanti a Dutharr, che era l’officiante e non smetteva di ostentare il suo bel coltello, Ethelbert, un veterano della guardia personale e due scudieri che passarono tutto il tempo a corazzare il mio cavallo e mondarsi il naso in modo piuttosto distratto. Il Barone comparve sbuffando poco prima del mio giuramento di fedeltà e se ne andò subito dopo.
Il momento più caloroso di tutta la procedura fu quando Ethelbert diede un buffetto al cavallo, prima di andarsene dietro a Dutharr. Finite le loro pratiche, anche gli scudieri si mossero, presero il cavallo e se ne andarono, lasciandomi solo.