Archivi categoria: CAP 2 – I segreti di Dagger Falls

I Custodi della Spada si scontrano con le miserie di Daggerford, divisa tra lealisti e sostenitori di un nuovo governo.

17 Mirtul, 1356 DR – Congedo sul crocevia tra il sentiero Tethyamar e la Strada Nord

Il 17 Mirtul giungemmo al punto in cui il sentiero Tethyamar si riunisce con la North Ride. La mia strada e quella di Morn proseguiva verso il Cormyr, mentre gli altri avrebbero preso la via che li avrebbe condotti a Tasseldale e a Deepindale. Non fu un problema consegnare Gyventhar a Halfgrimur, ormai non mi apparteneva più e sapevo che l’elfo, che certamente l’aveva bramata a lungo, sarebbe stato un buon custode. Ci accordammo per incontrarci nuovamente ad Highmoon. Molti incontri dovevano essere sostenuti e molte decisioni andavano prese per organizzare la riconquista delle Valli e consegnare a Morn la spada che gli avrebbe consentito di guidarla. Per il momento, concordammo tutti che fosse saggio far prendere a Morn e alla spada direzioni diverse. Qualcosa si era sopito e la mia mente era rivolta al delicato rientro che mi aspettava, ma ero certo che c’era in serbo qualcos’altro per quel manipolo di avventurieri che il caso aveva così fortuitamente unito e il destino così prepotentemente guidato. Tornavamo vincitori? Non potevo dirlo con certezza, ma certamente gliel’avevamo fatta vedere. Già, nessuno avrebbe scommesso su di noi quando eravamo partiti e invece gliele avevamo cantate.

16 Mirtul, 1356 DR – Good bye, gnomes!

Il 16 Mirtul tornammo a scorgere la foresta di Spiderhaunt. Nonostante avessimo viaggiato forzando il passo dei cavalli, avessimo tenuto spesso qualcuno in retroguardia e ci fossimo alternati di vedetta nelle ore di riposo notturno, avessimo quindi tenuta alta la guardia, in cuor nostro, cominciavamo a capire che qualcosa si era concluso. Le spade giacevano inermi nei foderi, le frecce nelle faretre, i martelli di Arpino apparivano più come innocui attrezzi da fabbro, che come temibili magli da guerra, persino Gyventhar sembrava addormentata, in silente attesa di eventi che non potevamo immaginare e nei quali, forse, non saremmo nemmeno stati coinvolti. Solo poche ore prima, quegli stessi compagni che ora vedevo quieti e assorti cavalcare fianco a fianco, avevano messo a repentaglio le loro vite e tutto quello che avevano, gli uni per gli altri, in nome di qualcosa che ora scivolava via, impigliato sui merli dei bastioni di Dagger Falls. 

15 Mirtul, 1356 DR – Scelte e responsabilità

1331 dalla fondazione Obraskyr – Anno del Verme, primavera.

Rapporto di Zachary Bumblerose, soldato dell’ordine dei Dragoni Purpurei

 

Il mio rientro nel Cormyr è ormai prossimo. La missione per la quale ho preso la via delle Valli consisteva nell’acquisire informazioni su Lady Rowanmantle ed eventualmente rintracciarla per chiederle conto delle sue azioni. La missione ha avuto successo, sebbene io abbia dovuto trasgredire il protocollo. Di questa violazione sono pronto a rendere conto ai miei superiori e alla giustizia del Cormyr. Tuttavia le Valli sono un territorio composito, complesso e in continuo movimento. Anche i sentieri che appaiono più semplici finiscono col biforcarsi e deformarsi e anche i fieri messi del Cormyr devono essere pronti ad abbandonare le strade battute ed avventurarsi in luoghi ignoti e incerti. E’ ciò che ho fatto senza esitazione. In virtù di questo, io, Zachary Bumblerose, soldato dell’ordine dei Dragoni Purpurei, assieme a degni compagni, sono entrato in possesso della spada delle Valli, un magico artefatto in grado di ripristinare l’equilibrio minacciato dai vili Zhents e ho giocato un ruolo determinante per le sorti di Daggerfalls, liberando la popolazione dall’afflizione del malvagio stregone non-morto Colderan e traendo in salvo Randal Morn, guida legittima della città.

14 Mirtul, 1356 DR – Una festa ancora rinviata

 Cara Rosetta, 
 
che impresa! Ci stavamo ancora riprendendo dalle fatiche della lotta, ma sapevamo che non potevamo aspettare troppo tempo prima di uscire da quel sotterraneo, di sopra probabilmente stava succedendo il finimondo.
Soccorriamo gli sfortunati che si stavano svegliando nella stanza con le pietre. Ci presentiamo a loro. sono un gruppo abbastanza bene assortito: un bimbo di nome Hiram, Boront il nano, la signora Marabel, un altro bimbo più piccolo chiamato Targin, la vecchia Omella e un ricco mercante di nome Norban. Oltre a questi c’è ovviamente anche la bella Eragyn, che dopo quelle di Halfie ha attirato le attenzioni anche del buon Kloi. La loro conversazione è durata parecchio, e lui non sembrava riuscire a staccarsene, probabilmente avranno discusso di religione, mah!

12 Mirtul, 1356 DR – La corona della discordia

Tutte le storie e le leggende che ci sono state tramandate narrano le gesta di eroi pronti a rischiare la vita in difesa di valori quali la Virtù o il Bene o la Giustizia. Ebbene a me questi valori appaiono sempre più come astratti e vuoti se non considerati in un contesto. E comunque noi non saremo ricordati dai posteri per queste qualità. Saremo ricordati per essere rimasti vivi grazie ad un patto stretto con lo scheletro parlante di un nobile che si credeva ancora il padrone della città… Sembra che tra gli Uomini la vanità non conosca limiti, neanche dopo il Trapasso!
Fra tutti noi quello più determinato nel voler rompere questo accordo era senza dubbio Kloi.
Il suo piano era molto semplice: annientare Colderan.Ci rivelò che poteva creare una zona di “silenzio” divino tale da impedire al negromante l’uso della parola e quindi di proferire contro di noi i suoi oscuri anatemi. Poi Gyventhar e Olar, lo spadino di acciaio nero donatomi dal buon Arpino – particolarmente efficace se adoperato contro i maghi, avrebbero completato l’opera.
Ovviamente la maggioranza del gruppo non era d’accordo sulla strategia da perseguire e continuammo a fingere di essere alleati del non-morto e, come stabilito, andammo alla ricerca di Randal Morn: dovevamo sbucare dal sottosuolo attraverso una botola, direttamente nella sala degli interrogatori, situata nel palazzo del Commissario di Dagger Falls.

12 Mirtul, 1356 DR – L’esercito dei morti

In una fredda notte con la luna in fiamme
Noi riuniti attorno al camino
Silenzioso ci siamo seduti con le nostre birre spumeggianti
Rispettosamente aspettando il racconto del vecchio
 
Con un pareggio finale sulla sua pipa d’avorio
Il vecchio alzò la voce, e cominciò
 
Mentre la sua voce si sollevava e affondava nella rima più strana
Si allontanò verso mondi dei tempi antichi
Con le sue parole eravamo in grado di vedere attraverso i suoi occhi
In luoghi al di là dove draghi volano ancora
 
 
Valli, terre misteriose
Quando i sogni d’infanzia sono a portata di mano
Con bestie mitiche e folletti lucenti
Quei mondi magici si rivelano
 
E quando la storia è finita ci siamo sentiti ancora contenti
Il ritorno alla grigia realtà ci ha reso tutti un po più’ tristi
Ma ho potuto vedere la fede in tutti quanti gli occhi
Che da qualche parte, ci sono mondi dove volano i draghi
 
E questa strana notte di fine dicembre
Rimarrà nella mia mente, e io la ricorderò per sempre…
 
 

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11 Mirtul, 1356 DR – Meglio fortunati che bravi

Il fumo  della fragorosa esplosione si stava diradando. Pensai a quanto vicini eravamo stati dall’essere inondati dalla stessa valanga di morte. Solo per l’estrema accuratezza di Paula e la prontezza di riflessi dei miei compagni eravamo incolumi dopo una così stupefacente dimostrazione di come la magia può sciogliere l’acciaio, le ossa e il coraggio dei nemici. Gli esseri ripugnanti continuavano a bruciare mentre senza molti indugi entrammo nella camera funeraria. Si presentò come una stanza in pietra con travi di legno. Diverse alcove costeggiavano le pareti ed una struttura centrale in pietra suggeriva la presenza di una cripta sottostante. Dei simboli di Lathander e il nostro lungo cammino nel sottosuolo ci suggerirono la natura della nostra scoperta. Eravamo nelle camere funerarie di quello che un tempo fu il Tempio di Lathander ormai distrutto, quindi nel nostro peregrinare nel sottosuolo avevamo raggiunto le profondità sotto la città di Dagger Falls.

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11 Mirtul, 1356 DR – Una scala nell’oscurità

Cara Tirse, 
 
non so se e quando riuscirò a inviarti questa lettera, ancora non mi sembra vero che siamo sfuggiti dalle grinfie di quei giganteschi nani schiacciasassi. Non so per quanto tempo avrei resistito fra balzelli e corde, un altro po’ e avrei finito per intricarmi nelle mie stesse briglie! Fortunatamente Gyventhaar si sta rivelando essere molto più di una spada: chissà in quali altre occasioni rappresenterà una chiave di volta come successo ieri. Eravamo infatti riusciti a radunarci tutti nella stanza dell’altare. Non senza difficoltà ovviamente. Per sviare le “attenzioni” di quelle statue animate Paula ha corso un grosso rischio: credevamo si fosse resa invisibile per rimettere la pietra al proprio posto, cosa che ci avrebbe infatti di seguito confermato di avere fatto, ma, piccolo inconveniente, con la gemma in mano il suo incantesimo risultava inefficace! 

11 Mirtul, 1356 DR – Nell’abbazia dei Giustizieri di Tyr

L’atrio che dava accesso allo studio era ingombro dal mobilio e da inutili cianfrusaglie. Odorava di legno, polvere e dell’inconfondibile aroma di carta pecudina accatastata in rotoli, maniacalmente ordinati, su grandi mensole di noce che sporgevano dai muri. Fatti pochi passi lo spazio pareva dissolversi in una spessa penombrae, non fosse stato per il ticchettare della pioggia e il leggero grattare della piuma d’oca sulla carta di un codice miniato, difficilmente sarebbe stato possibile accorgersi di una figura minuscola, curva su di un leggio, posto accanto all’unica finestra della camera. La luce di 3 grandi ceri era appena sufficiente a catturare i movimenti rapidi della mano la cui pelle era così sottile da risultare quasi trasparente, puntinata qua e là dai segni dell’età. Tutto il resto rimaneva nell’oscurità.

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10 Mirtul, 1356 DR – Di peripezia in peripezia

Cara Rosetta,
che razza di uomo sono diventato in questo viaggio. Mi hanno pure arrestato, mia cara. Proprio mentre sono nella cella di Dagger Falls sto pensando a questa lettera, anche se fatico a stare sveglio. Dev’essere l’aria malsana della città, anche alla mia maestra Paula ha fatto lo stesso effetto. Al mio rilascio, la mattina dopo, Kloi mi racconta che si sono tutti spaventati molto quando hanno visto Paula cadere in un sonno profondo all’improvviso. Pensavano fosse vittima della malattia del sonno di cui abbiamo sentito parlare quando siamo arrivati in città. Per fortuna padron Kloi è riuscito a svegliarla con l’aiuto di Tyr. Paula ha raccontato di un sonno agitato e popolato di strane visioni, ma il suo racconto era confuso e pieno di paroloni che onestamente non saprei proprio riportarti… roba da streghe, cara Rosetta. 

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