Archivi categoria: L’arazzo d’Inverno

Dungeon 78 – The Winter Tapestry by Stephen C. Klauk

20 Alturiak, 1337 DR – Memorie di sopravvissuto

Sarà anche buona l’aria frizzante del nord, libera da miasmi e consistenze improbabili, ma il ritorno a Waterdeep non mi ha mai sollevato così tanto…

Sicuramente non passerà alla storia come la mia spedizione più remunerativa, ma almeno abbiamo portato a casa la pellaccia e liberato (non riesco ancora a crederci) parecchie persone intrappolate sotto il possibile sortilegio della gigantessa e famigliola.

Annoto in questi miei appunti utili soprattutto per i posteri alcuni pensieri sull’accaduto. Continua a leggere 20 Alturiak, 1337 DR – Memorie di sopravvissuto

4 Hammer 1337 DR – L’isola di Stormfrost

Il destino o qualcos’altro si prende gioco di me. Come spiegare diversamente gli avvenimenti che ci hanno portato a questo immenso iceberg che stiamo lordando di sangue.

26-27 Nightal

2 giorni di fatiche per percorrere nove miglia e uscire dalla Foresta della Bufera.

28-30 Nightal

Lasciata la tundra alle spalle, la banchisa polare ci accoglie a braccia aperte, vento feroce e neve sono il suo benvenuto. In tre giorni copriamo a malapena 24 miglia e se non fosse per l’istinto mistico per il Nord di Grimur i cani sarebbero morti prima di giungere al Crepaccio di Caronte e noi dispersi.

1 Hammer

Il crepaccio di Caronte è un enorme canyon di ghiaccio che si estende su un fronte orizzontale sterminato. Profondo 30 metri e largo 15 è caratterizzato da diversi ponti ghiacciati che raccordano i due fianchi della voragine.

Un primo tentativo di attraversamento da parte di Imong ci rassicura sulla tenuta del ghiaccio, tuttavia il centro del ponte ispezionato presenta una strozzatura che non consente di attraversarlo con la slitta.

Le nostre ricerche ci portano a un altro ponte distante qualche chilometro dal primo. La struttura è imponente, larga circa 5 metri consente di manovrare bene la slitta e tentare una manovra di rientro in caso di necessità.

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21 Nightal, 1336 DR – Il quarto compagno

Mai Halfgrimur si era spinto così lontano dalle Valli. Si trovava nel villaggio di Molvencold, un punto insignificante sulla mappa, nell’estremo Nord, oltre la Spina Dorsale. Mancavano pochi giorni alla fine dell’anno 1336. Era l’alba del 21 Nightal.

La caducità del tempo e tutto quello che ne conseguiva era un pensiero piuttosto raro nella mente di un elfo. Anzi era comune il contrario.

Le storie narravano di anziani che giunti al seicentesimo anno di vita si lasciavano morire di inedia immergendosi in un reverie senza capo né coda. Né vivi né morti. Sospesi in eterno, coscienti di non appartenere più al tempo presente né spinti dal desiderio di vedere come si sarebbe sviluppata la trama degli eventi futuri. Anelavano alla sconfitta del corpo, incapaci di metterla in atto.

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6 Uktar, 1336 DR – L’arazzo di Selgaard

La casa di Imong Ittutof rimaneva nel Quartiere Commerciale di Waterdeep, uno dei sei rioni della Città degli Splendori, come tutti si riferiscono alla più rinomata località della Costa della Spada. La particolarità del quartiere, per chi non lo sapesse, è quella di essere sempre sveglio; di giorno si scambiano le merci più triviali, ma è di notte che, alla luce delle candele e delle lanterne che illuminano fiocamente le strade, si fanno i veri affari, quando anche artefatti dai nomi dimenticati passano dalla mano dei cercatori a quella di ricchissimi committenti. Per Imong, quando non era in viaggio alla ricerca di un nuovo gingillo magico, si trattava dell’habitat naturale. “Waterdeep – usava ripetere lo gnomo – è l’ombelico del mondo!”

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