1 Alturiak, 1359 DR – Fervono i preparativi

Da “I miei Sotterranei” di imong Ituttof, diario 1 Eleint 1358 DR – 1 Alturiak 1359 DR

Vorrei come prima cosa sottolineare come dei miei compagni di viaggio, nessuno si sia ritenuto in obbligo di approfondire la questione dei giganti e le sue implicazioni… insomma, c è un intera schiera di colossi che si prepara a muovere guerra e tutti vanno a farsi i fatti loro… vabbé… ci vorrà un po’ dell’intraprendenza degli Ituttof per saperne di più e, quando ci troveremo di nuovo in quel di Waterdeep, tutti avranno la loro strigliata, parola mia!

Cosa lega quindi i giganti, esseri che hanno plasmato la storia del Faerun, ma che ormai vivono in luoghi sperduti e lontano dal mondo della gente piccola, la Corona del Comando e le Valli, che sembrano il loro obiettivo? Non credo che sia Alarshan a muovere i fili, il gigante delle nuvole sempre così prodigo di buoni consigli per tutti, ma di fatto intrallazzino e doppiogiochista come non se ne trovano neanche alla locanda del Portale Sbadigliante; nascosto nelle sale dei giganti del fuoco o forse ancora più giù ci dev’essere qualcosa di più losco e grande che tiene legata e rende così intrigante questa faccenda, è per questo che devo andare da Iskra… i giganti delle tempeste, esseri saggi e straordinari, sicuramente sapranno darmi consiglio e, data la prigionia della bella gigantessa, non credo siano d’accordo con quello che sta succedendo… se riuscissi ad ottenere la loro alleanza o per lo meno la loro benedizione, sicuramente avrei qualche colpo in più da sparare una volta arrivato a destinazione, senza contare che, nonostante le mie buone doti di cartografo, c’è di sicuro qualcosa che mi sfugge all’interno di questa mappa, è il quinto senso e mezzo degli gnomi a suggerirmelo…

Era quindi giunto il tempo di pianificare le mosse che mi avrebbero portato al cospetto di creature tra le più temute ma anche rispettate che abbiano mai messo il naso in questo mondo…

Ospite come sempre benvenuto a casa Ituttof, Dirnal ed io avevamo convenuto che non sarebbe stato saggio andare insieme, Whelm non avrebbe certo preso bene una gita di quel tipo, in più doveva correre al capezzale del padre morente e lo capivo, dopotutto non si parlavano da tipo 200 anni… Garl Glittergold ci scampi dalla testardaggine dei figli di Moradin! Gli avevo comunque detto che sarebbe potuto come sempre rimanere presso Mhaer’s alley tutto il tempo che avesse desiderato.

Cominciai quindi a muovermi, visitavo quotidianamente la casa di Kappyan per consultare vecchie mappe e per tenermi aggiornato sulla scrittura delle pergamene che mi stava preparando: le ultime avventure avevano prosciugato le mie risorse… riuscii con il suo aiuto a capire che la casa di Iskra doveva trovarsi da qualche parte nei pressi di un altissimo picco in prossimità del lago Woe, un monte costantemente dilaniato da feroci tempeste e temperature che altro che la tana dello jarl… bene! In più la vetta era affrontabile solo nei mesi più caldi e baciati da una luce solare più persistente, questo voleva dire dover aspettare Kythorn per una eventuale ascesa … il punto è che la zona civilizzata più vicina per attendere il momento propizio è, guarda caso, una antica roccaforte nanica conosciuta come Adbar, dove si dice risiedano i nani più testoni del Faerun…molto bene!

A questo proposito mi ero fatto scrivere una bella lettera di raccomandazione proprio da Dirnal, dato che, secondo le mie stime, mi sarei dovuto fermare ad Abdar circa un paio di mesi per raccogliere ulteriori informazioni, rifornire le scorte di cibo e acqua e soprattutto per riuscire a vincere la diffidenza dei nani, quindi assicurarmi un altro approdo sicuro in una parte di mondo che non è certo una di quelle che conosco meglio.

Con l’aiuto di Huer ero riuscito ad ottenere ciò che mi serviva per la prima parte del mio viaggio, almeno fino a Triboar, e mi aveva messo in contatto con tale Ferna, un carovaniere amico di amici che mi aveva fatto un buon prezzo anche in cambio anche di alcuni racconti sulle mie vicissitudini in giro per le Valli, nel Mare del Ghiaccio, oltre la Dorsale del Mondo e nelle tombe più sudicie.

I preparativi di Imong al porto di Waterdeep

Non mancai neanche di dare uno sguardo ai miei contatti giù al porto, con quel che pagavo in mazzette per avere un buon approdo per la galera dei giganti, il minimo che potessero fare era darmi una mano ad equipaggiarmi a dovere per qualunque evenienza… vero è che non c’ è posto più lontano dal mare del luogo dove ero diretto, però… non ne avrò mai abbastanza di consigli e dicerie… a tal proposito, incontrai un nano di nome Gordor, un tizio sferico con un amore spassionato per la birra di malto il quale, tra una colossale sbronza ed un’altra, mi disse non solo che i nani di Adbar non sono certo quelli che si incontrano sulla Costa della Spada, che già è tutto dire, ma che avrebbero fatto di tutto per dissuadermi dall’ascesa del monte e che ritenevano un qualunque tentativo un vero suicidio… molto, molto bene!

Se non fosse che questi miei primi interlocutori non avessero la minima idea di cosa e da dove fossi passato, ci sarebbe stato da mollare tutto, andare dal vecchio druido e prendere un po’ di erba pipa, chiudersi a casa Ituttof, finirla lì ed aspettare comodamente a casa l’adunata del 1361.

Ma non sono certo il tipo, c’erano troppe implicazioni.

Un giorno Kappyan mi fece chiamare in tutta fretta dal sua discepola e mi disse che aveva trovato una vecchia via attraverso il monte, talmente remoto e a nord, da non avere neanche un nome… il suo sguardo, mentre mi faceva vedere i dettagli di quella arrampicata impossibile, era un misto di ammirazione e commiserazione… ma ora avevo una via, una mappa da seguire, una da decifrare e un lungo viaggio da affrontare: intanto fino a Triboar, poi Everlund, dunque in barca fino al porto fluviale di Silverymoon, e poi Sundabar, la biforcazione di Fork e l’antica via per Adbar, prima di intraprendere l’ascesa finale… molto, molto, molto bene!

L’ultimo giorno di Hammer era tutto pronto, i carovanieri l’alba seguente avrebbero smontato il serraglio alle porte di Waterdeep e preso la via per Triboar… passai la mia ultima notte nella quiete di casa Ituttof e affidai le chiavi a Shalara Malarrkin, l’allieva di Kappyan, sicuro che avrebbe custodito bene casa Ituttof e i suoi segreti.

Il giorno 1 di Alturiak mi presentai alla carovana di Ferna coi miei effetti personali, tipo un carro pieno di roba, e mi accodai…. mi tolsi subito dalla testa di provare freddo, visti i luoghi che mi sarebbe toccato visitare e, in men che non si dica, Waterdeep era di nuovo alle mie spalle, e il mondo davanti…

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