29 Eleint, 1357 DR – Agenzia Paggot sull’obiettivo!

L’agenzia non sapeva cosa fare. Per raggiungere quella maledetta torre, non avevano idea di come attraversare la foresta. Si erano rivolti a ogni loro contatto in città, eppure nessuno aveva saputo consigliargli una guida. Stavano per abbandonare l’impresa quando, alla Taverna del Corno Spaccato, si imbatterono in un curioso individuo. Un uomo slanciato, con molti tatuaggi, si era seduto al loro tavolo per bere un sorso di idromele in compagnia.

“Mi chiamo Mayorin Mabaric, e la caccia nella foresta ultimamente mi è andata bene. Volevo festeggiare il successo insieme a della bella gente. Spade, non sciarade.”

E successivamente il gruppo aveva appreso che il curioso tipo apparteneva alla tribù barbara dei Rashemen, e vagava per boschi e foreste, procacciandosi da vivere con la caccia e la concia delle pelli.

“Una guida per la foresta? E che ci vuole?”

Mayorin Mabaric

Detto fatto, e pagato il conto, il gruppo partì alla volta della foresta. Comunque, il tizio era molto diffidente verso il gruppo, e sembrava che lasciasse trapelare solo lo stretto necessario, pur mantenendo un atteggiamento amichevole verso loro, specialmente con Sughero. Fu proprio Sughero a chiedere al gruppo di fermarsi giunti in una zona diradata con una polla d’acqua.

Cervi. Diversi cervi. Tutti intenti a bere dell’acqua ma…

Uno di loro non era né impaurito né fuggiva via! Anzi, li osservava con interesse.

Sughero interrogò un faggio per sapere cosa stesse succedendo.

“Bruca erba, beve acqua.” questa fu la criptica risposta del faggio.

Le piante, sotto l’influsso druidico, cominciarono ad aggrovigliarsi tutto intorno. Improvvisamente però, una voce prese a rimbombare nella testa di Walgs. Anche il nano cominciò a guardarsi tutto attorno, come se qualcuno gli stesse parlando.

“Andate via, la vostra presenza non è desiderata qua!”

Sughero cominciò ad avere sospetti e a parlare uno strano idioma, incomprensibile agli altri.

“Non siamo venuti con intenzioni bellicose. Io difendo la natura e non intendo attaccarvi. La mia era solo una precauzione.”

“Andate via comunque, qua non è posto per voi!” stavolta era lo strano cervo che aveva parlato.

“”Un tempio di Eldath è stato profanato e noi siamo giunti per riparare l’offesa. Cerchiamo una reliquia trafugata.”

“Uhm…percepisco la tua sincerità, custode delle foreste.”

“Cerchiamo una torre e noi dobbiamo eliminare il male che la occupa.”

“Manderò i miei cervi a ispezionare la zona, mentre io vi seguirò da vicino.”

E quindi lo strano cervo, il cui nome era Nargtol, si unì alla ricerca. Durante il viaggio chiese molte e molte informazioni ai membri dell’Agenzia, rivelando loro che era un essere celestiale presente nell’area per proteggere la vita che anima la foresta.

Il gruppo arrivò a un pendio e cominciò a vedere la famigerata torre da lontano. Si accorsero anche di un altro particolare: era circondata da creature volanti.

Avvicinandosi si resero immediatamente conto che non era una vera torre, ma una specie di enorme dolmen. Anche il paesaggio mutava: le piante avvizzivano assumendo forme inquietanti e contorte, mentre il suolo era coperto di aghi di pino, rami e cortecce. Il silenzio faceva da cornice al paesaggio spettrale.

Proseguendo trovarono lo scheletro di una creatura umanoide. Mayorin e Sughero cercarono di capire a cosa potessero appartenere i resti di quella creatura. Il cranio era incredibilmente sproporzionato e i piedi erano ungulati. Non si riusciva a capire cosa fosse.

Persi nelle loro elucubrazioni il gruppo si trovò accerchiato da scarafaggi lunghi come un avambraccio di uomo adulto, che tentarono ad avvinghiarsi a loro. Alcuni ci riuscirono. Il nano e druido si sentirono svuotati dalla loro energia magica.

Il nano chiamò in aiuto il suo pitone, mentre Mayorin capì che le creature si nutrivano di energia magica e cominciò ad incantare le sue frecce per tirarseli tutti addosso.

“Schifosi animali crudeli. Vi impalerò tutti. Spade, non sciarade!”

Dopo un sanguinoso combattimento il gruppo cominciò ad aver ragione delle bestie. E giunsero finalmente alla torre.

“Amici, ecco vostra torre. Io ottima guida, come dimostrato. Ora torno in città a bere, e a trovare donne. Poi torno da mia tribù Rashemen per portare monete per aiutare bambini Rashemen.”

L’Agenzia prese commiato da questo strano individuo e, dopo qualche sorriso, si incamminò verso la torre…

 

(Sessione IV, parte I, 29 Dicembre 2018)

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