25 Hammer, 1491 DR – A dungeon within a dungeon

Ogni ricerca conduce inevitabilmente a un tunnel dentro un tunnel. Se serbassi anche solo il ricordo del sorriso, sorriderei al pensiero di Ilok, così strenuamente impegnato a cercare un modo per uscire dall’abisso e scendere sempre più in profondità per farlo.

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Adesso siamo in una rozza stanza scavata nella roccia, cosparsa di ossa e abbozzate icone, modellate sul volto del Derro Buppido, che qualche sottospecie vivente ha scelto come divinità.
Calpestiamo gli dei e consegniamo gli eroi di qualche microscopico popolo della polvere all’immortalità ogni volta che schiacciamo il fango di una pozza con la suola dei nostri stivali. Buppido ha pochissimo passato e nessun futuro e il suo tempio non ci è di alcun aiuto.

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Adesso assistiamo alla danza dei funghi in onore della “signora”. Vosbur, loro guida lamellare ci invita a unirci alle danze, mentre Rumpadump, scelto per svolgere il ruolo dell’escluso che, solo, alimenta l’illusione dello splendore del festino, ci sconsiglia di soffermarci troppo a lungo in quei luoghi.

i3 Adesso Rumpadump è con noi, spera che un giorno potrà tornare al bosco-senza-luce dove i funghi vivono in libertà e creature da ogni parte del sottosuolo vengono per “salire” e ci inizia ai segreti dei funghi del sottosuolo. Ci sono i pigwig che ingrandiscono e i pig-me-worth che riducono, ci sono funghi commestibili e velenosi, altri fluorescenti. Alcuni, più rari, se rotti diffondono spore tossiche per una grande area. Infine i funghi della lingua dei pazzi obbligano, se ingeriti a dire tutto ciò che si pensa. Ne facciamo grande incetta. I funghi pig-me-worth ci consentono di passare per alcuni dei piccoli pertugi che si diramano dai corridoi principali.

i4Adesso sono in volo, non fisicamente. Shinobi sta salendo in planata ascensionale attorno a un grande cono posto al centro di un’alta colonna. Tramite i suoi occhi, il buio più profondo diviene accessibile ai sensi e il mondo appare per quel che è una ceppo di legno circondato dalle fiamme infernali, prossimo a divenire brace, carbone e infine cenere.
Le pareti risuonano del vociare della superficie e restano intrappolate qui per giorni. Sento i Derro sovreccitati per gli ultimi avvenimenti, a stento trattenuti dai loro cappi, sento le guardie duergar riorganizzarsi, per far fronte ai tafferugli a venire, pronti e disciplinati e tuttavia privi della loro innata spocchia. Sento Droki, pronto a consegnare certe pergamene con i nomi dei giganti di pietra a Narrak nei tunnel spirale. Droki parla con se stesso minato da complessi ossessivo-compulsivi, manie di persecuzione e una dipendenza dai suoi piccoli maneggi di cui non comprende nulla.
Droki è qui, nei tunnel, sta facendo la nostra stessa strada.

i5Adesso Droki è davanti a me, addossato alla parete, in cerca di una via di fuga. Di fianco a me sta Ilok che gli impedisce di fuggire ritornando sui suoi passi. Là dove il corridoio si perde nell’oscurità stanno le ombre inquietanti di Brakkolin e Jimjar.
Il volto del Derro si deforma, la pelle delle guance si squama e poi comincia a cadere rivelando i muscoli, i denti e le ossa della mascella. Vermi cominciano a scendergli dalle narici e dalla bocca. Gli occhi, come tizzoni ardenti si piantano in quelli del duergar, strappandogli un grido terrore.
“Va bene, se abbiamo finito…” dice Ilok trastullandosi con il pesante spadone.

i6Adesso Droki è legato mani e piedi e imbavagliato. Non ha nemmeno gli stivali che invece calzano perfettamente a Brakkolin e che consentiranno a rendergli il passo notevolmente più agile.
Sono nostre le pergamene con i nomi dei giganti, un sacchetto di unghie degli stessi con i nomi incisi sopra, una collezione di insetti e alcuni altri averi di Derro “non più così sfuggente “ Droki.

In aggiunta impariamo alcune cosette:
– Narrak è nei sotterranei poco lontano in attesa delle unghie dei giganti. Il suo antro è custodito da un cane a due teste, Una grande creatura di nome Grulamunga e qualche Derro.
– anche i fantasmi grigi sono nei sotterranei e custodiscono una pietra nera, vicino alla quale c’è l’uovo di drago. La stanza è sorvegliata da Plinki, un ex-sapiente e ora fantasma-grigio.
– Il consiglio dei 10 Derro dispongono di qualche migliaio di Derro
– Non ci sono uscite per la superficie in città
– Droki spera di essere liberato, ma immagina che l’imminente rivolta manderà ugualmente all’aria i suoi traffici (informazione avuta da una buona dose di fungo lingua dei pazzi)

Adesso Brakkolin sta imprecando nella sua lingua per essere caduto in una trappola riservata a ospiti indesiderati. Il canto che salmodiava qualcosa a proposito di Demogorgon si interrompe.
Un Derro libera un cane a due teste e ci apostrofa “Un’ambasciata, eh? Persone importanti, eh? Volete incontrare Narrak, eh? Venite, venite avanti ora lo incontrerete!

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(Sessione XII, 29 novembre 2018)

 

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