21 Hammer, 1491 DR – Permalosi questi Drow!

Ci risiamo! Ilok è di nuovo in preda a uno dei suoi momenti di ira irrefrenabile. Il suo obbiettivo questa volta è Delia.
Choronzon prova a fermarlo: “Lei deve vivere!”.
“Deve rinunciare alla spada, oppure morirà!” risponde sbraitando.
Delia sanguina dalle molteplici ferite, ma approfittando del momento tenta la fuga verso l’uscita della tomba.
Ilok non si lascia prendere di sorpresa e si lancia su di lei bloccandola.
Choronzon tenta di fermare la lotta rivolgendosi a lei: “Rinuncia alla spada e sarai salva”.
“Ilok non sta mantenendo i patti” risponde Delia con la flebile voce che riesce a far uscire attraverso il collo strozzato dal grosso braccio verde di Ilok, “dovevamo dividere ilbottino. E non avete ancora visto il resto! Ma non ho scelta, rinuncio alla spada”.

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Ilok dopo qualche secondo sembra capire e inizia a mollare la presa. Delia si rialza massaggiandosi il collo. Si muove piano, consapevole che Ilok non la perde d’occhio.
“Andiamo a cercare il resto del bottino” intervengo io, e mi avvio verso la stanza sotterranea da cui erano spuntati i minotauri, sotto un sarcofago scoperchiato.
Mentre scendiamo, Choronzon si avvicina a Delia. Vuole informazioni e approfitta della sua posizione di debolezza: “Hai citato Bafometto e conosci il Demogorgone. Io sto cercando di risalire al suo vero nome”.
“Quello che mi chiedi nemmeno io lo so. Forse solo chi mi comanda ne è a conoscenza” risponde Delia.
“Chi ti comanda?” incalza Choronzon.
“Non mi sembra di potermi fidare di voi!” e la sua risposta non sorprende nessuno. Poi si rivolge a Ilok ammonendolo: “Non sarai sempre tu a usare la spada, potrebbe essere lei a usare te uno di questi giorni!”.
“Cosa intendi?” chiede Ilok.
“Non ho voglia di spiegartelo”, risponde lei stizzita.
Ilok si allontana da lei e si mette alla ricerca di qualcosa di interessante. Rivolta i cadaveri dei minotauri e sotto uno di essi trova una cappa rossa. Osservandola capisco che ha un qualche tipo di potere. Questo mezz’orco comincia a starmi sullo stomaco, trova tutte le cose interessanti e, ovviamente, le tiene per sé! Choronzon invece trova delle boccette che hanno tutta l’aria di essere delle pozioni. Me ne porge alcune, sono pozioni di cura.

Approfittiamo della quiete per rifocillarci, mangiando e bevendo qualcosa.
Choronzon si rivolge nuovamente a Delia: “Quale è la tua missione?”.
Con lui Delia è più propensa a parlare, ammaliata dai suoi comportamenti altolocati: “I comportamenti di Bafometto e Demogorgone sono solo dei capricci che si fanno a vicenda. La spada poteva dare lustro al mio signore, ma è inutile che insisti, non vi dirò chi è!”.
Delia volge lo sguardo verso Ilok che rutta liberamente e Choronzon ne approfitta per versare il contenuto di una delle pozioni che ha trovato in un calice e lo pone a Delia.
Delia torna a rivolgersi a Choronzon: “Ti facevo più intelligente, hai scelto degli strani compagni di viaggio”.
“Come hai potuto constatare sanno difendersi”.
“Io e te siamo affini. Una alleanza tra noi sarebbe perfetta” lo invoglia Delia.
Choronzon la fissa, mettendola un po’ in soggezione, così lei rompe l’imbarazzo bevendo dal calice. Non si è accorta della pozione d’amore.
Ilok non perde tempo: “Adesso che siamo tra amici, ci puoi dire per chi lavori?”
“Il mio padrone è un essere potente quanto Bafometto e Demogorgone, ma lui è maestro dell’inganno. Il suo nome è Graz’zt, non posso dirvi altro.” risponde Delia già più accondiscendente.
“E se volessi unirmi a voi?” chiede Ilok.
“La spada sarebbe un buon inizio”.

Finito il pasto andiamo a perlustrare il resto della tomba. Io vorrei aprire gli altri sarcofagi, ma gli altri sono attratti dalla porta rimasta chiusa nella prima stanza. Li seguo ed entriamo in una stanza dominata da un grande sarcofago centrale. Il coperchio è intarsiato con delle raffigurazioni delle Città Volanti.

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Ilok, impulsivo come al solito, spinge via il coperchio. Dentro il sarcofago è stesa una statua che raffigura le sembianze di Brisis, il noto negromante.
L’atmosfera sembra incupirsi e l’aria diventa pesante. Una voce proveniente dalle pareti tuona: “Avete disturbato il sonno di Brisis!”. Un denso fumo nero esce copioso dalla tomba e prende le sembianze di uno spettro. Dove dovrebbero esserci gli occhi spuntano invece delle fiamme.
Ilok reagisce rapidamente indossando la cappa trovata poco prima. Dietro di noi si apre un portale e senza pensarci due volte entro con lui. Un attimo dopo ci ritroviamo fuori dalla tomba, a pochi centimetri dal precipizio intrecciato di ragnatele.
Attraverso la porta principale vediamo tutti gli altri correre verso l’uscita. Poco dietro li insegue Brisis. Afferro il simbolo del mio Signore che porto al collo e lo paro di fronte a me avanzando verso lo spettro. Appena Brisis vede il simbolo si volta e fugge verso il suo sarcofago.
“Fuggite, non avremo molto tempo!”

Ci muoviamo rapidi lungo le ragnatele, ormai lontani dalla tomba di Brisis.
Ilok e Delia camminano vicini davanti a me e confabulano. Delia sembra gradire la sua compagnia adesso, la pozione è al culmine del suo effetto.
Choronzon ha mandato in perlustrazione il suo demonietto, che sotto forma di ragno sa muoversi rapido.
Delia sta raccontando un po’ di sé ad Ilok, che la guarda con malcelato apprezzamento. Il suo sguardo però si fa più duro e un attimo dopo la spinge giù dalle ragnatele. Lei cade urlando e maledicendolo.
“Finalmente ce ne siamo liberati” afferma Choronzon, “Andiamo oltre, lei non sarà in grado di ricongiungersi a noi!”
Ilok, ancora con lo sguardo torvo, si volta verso le guide goblin e lancia loro 5 pezzi d’oro.
Yuk-yuk capisce al volo: “Il nostro patto è sciolto” e insieme al suo compagno si allontanano per la loro strada.

Velocizziamo il passo per quanto possibile su queste scivolose ragnatele, nel tentativo di raggiungere al più presto la grande parete che dista qualche centinaio di piedi da noi. Seguendola potremo finalmente lasciare queste perigliose caverne. Ma prima di raggiungerla un rumore alle nostre spalle attira la nostra attenzione. Un numeroso gruppo di enormi ragni ci sta raggiungendo. Sembrano affamati!
Sotto di loro Delia sta correndo lungo un’altra ragnatela posta qualche piede più in basso.
Ancora più sotto, sul pavimento della caverna, notiamo un gruppo di Drow. Osservandoli meglio riconosco Asha, la prediletta di Ilvara, che guidava l’accampamento in cui ci avevano imprigionati. Certo che questi Drow non la fanno proprio passare liscia agli schiavi fuggitivi! Saranno almeno in sette, accompagnati da tre grossi Quaggoth.

Non ci resta che correre verso la parete e cercare di avvicinarci all’uscita. Non so se sia meglio affrontare venti ragni affamati o il gruppo di Drow.
Ma Asha non ci lascia scelta. Ad alta voce pronuncia una formula e dalle sue mani congiunte parte una palla di fuoco che si schianta sopra le nostre teste e inizia a sciogliere i fili collosi che ci reggono.
La caduta è dura, ma stiamo tutti bene. Quasi tutti… Jimjar non dà segni di vita.
Mi avvicino a lui, è vivo. Pronuncio le parole che ho impiegato anni ad imparare e un flusso di luce bianca lo raggiunge al petto. Jimjar riapre gli occhi. “Alzati, andiamo!”, lo esorto, e in una frazione di secondo è in piedi pronto a seguirci.
A grandi passi cerchiamo di allontanarci dai Drow e raggiungiamo l’ingresso di una grotta ben più angusta. Qui potremo affrontarli senza farci accerchiare.
Vedo Choronzon voltarsi e un attimo dopo sento un suono stridulo, mi volto e 3 Drow sono a terra senza senza vita.
Ilok, stupido come è, decide di affrontarli in campo aperto e si lancia verso i Drow superstiti. Si farà ammazzare!
Lo seguo, diversi quadrelli lo sfiorano. Sono troppi per lui, così snocciolo uno dei grani dalla collana che avevamo trovato e lo lancio in mezzo ai Quaggoth. Una palla di fuoco esplode ferendoli gravemente.
Uno dei quadrelli affonda nella carne di Ilok, che cade rovinosamente.
I Quaggoth feriti stanno venendo nella mia direzione, snocciolo un altro grano e li accolgo con un’altra palla di fuoco. Ben abbrustoliti!
Caduto Ilok solo io sono a tiro e i Drow rimasti se la prendono con il sottoscritto. Uno dei dardi mi colpisce e sento l’effetto del veleno farsi strada dentro di me. Devo restare in piedi, mi serve solo un attimo per lanciare un altro delle mie palle di fuoco per bruciare Asha e gli ultimi Drow.
Sfilo il grano dalla collana e mi concentro. Il lancio è preciso, in mezzo al trittico che sta ricaricando le balestre. Un bagliore e il legno delle armi inizia ad annerirsi, e la pelle di Asha cambia forma in mezzo alle fiamme.
Le urla durano poco, poi il silenzio.

(Sessione VIII, 22maggio 2018)

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