6 Mirtul, 1358 DR – Il cerchio magico e altre visioni

Dazaen il saggio lasciò la città di Tantras presto, quando nessuno poteva accorgersene. Usando i suoi poteri divinatori seppe quando uscire, quando il momento era propizio. Salpò su una delle ultime navi che partirono dal porto, che scappava dal massacro. La sua invisibilità durò dieci giorni e quando qualcuno si accorse della sua presenza fu troppo tardi perché egli era già sceso a terra. Continuò il suo cammino fino alla foresta del Cormanthor alla volta di Anral Tor, il cerchio magico, per interrogare l’antica saggezza.

Arrivato sul luogo il profumo nell’aria non era quello che Dazaen ricordava e in bocca sentiva un amaro gusto di liquerizia. Il cerchio magico era stato violato da qualcosa inducendo un cambiamento impercettibile per chiunque tranne che per l’ultimo Val’Istar.

Agli alberi chiese udienza, gliela concessero. Vide se stesso in un luogo oscuro, perso nella nebbia. Salvato da una spada nobile dalla luce bianca che fendeva l’oscurità. La spada di Artorias. Poi la luce si tramutava in sangue rosso e nero, forse dello stesso Artorias, e fluiva in un fiume lento verso Waterdeep.

Dazaen aveva di nuovo bisogno del cavaliere, ma chissà a quale prezzo. Doveva ritrovarlo nella città di Suzail e poi viaggiare verso ovest.

Ci volle una decade prima che Dazaen riuscisse a tornare a Suzail. La città era sempre uguale, ma triste e lugubre. Nessun rumore, solo bisbigli al passaggio del mago. Volti affranti quelli dei cittadini cormyreani. Qua e là i lamenti di qualche moribondo mai curato. Gli dei se ne erano andati e anche in una grande città come Suzail questo era chiaro. Poco importava per Dazaen, gli uomini sarebbero comunque morti presto.

Dazaen cercò il paladino là dove si aspettava di trovarlo, presso la locanda del Maiale Quadrato. Quando lo vide Dazaen sorrise perché Artorias era ancora vivo e proprio dove Dazaen aveva intuito. Il morbo lo aveva debilitato, ma ancora i suoi poteri divinatori persistevano.

“Artorias – disse Dazaen perentorio – preparati! Partiamo fra poco. Ho visto innumerevoli destini diversi e in tutti quanti ho visto te. Il peggio deve ancora avvenire”. Il paladino, che riversava totalmente ubriaco su un tavolo, sussultò alla vista del mago, tentò di rialzarsi sollevando un pugno come per sfidarlo e poi cadde rovinosamente sul pavimento. “Dazaen! Cosa ci fai qui!?”.

“Sciao Dazaen…coscia ci fai qui? Hic!”

“Non importa. Pulisciti e sbrigati. Hai solo un’ora per prepararti, dobbiamo partire per Waterdeep.”

E così fecero, ma solo all’alba del giorno dopo, poiché Artorias stava peggio di quanto sembrasse. Il mago ne approfittò per andare a recuperare un vecchio libro che aveva lasciato nella sua dimora a Suzail. Rileggere appunti sulla magia lo avrebbe aiutato a trovare la forza quando tutto sarebbe andato perduto.

I due lasciarono la città di Suzail diretti a ovest verso quello che sarebbe stato l’ultimo viaggio insieme.

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