15 Hammer, 1358 DR – Una maschera nella neve

Un lampo di luce squarciò le nubi che oscuravano il versante meridionale della montagna. L’incantesimo fece vibrare violentemente il ripiano sgretolando un accumulo di neve. Chainer e Lapo, riversi al suolo, sollevarono il capo guardandosi spaesati. Al principio fu il tatto a risvegliarli, un freddo pungente penetrava loro le carni come tanti piccoli aghi incandescenti; quindi fu la vista e l’udito a innescare la loro reazione: una scarpata si apriva a pochi metri di distanza e il vento era un rombo assordante. Si alzarono puntando i piedi per non scivolare in avanti, le gambe intorpidite produssero solo pochi passi prima che i due fossero strattonati per le vesti dall’elfo e dallo gnoll, che avevano trovato parziale riparo sotto un tetto di roccia.

– Dov’è Lord Ruenor? – chiese l’elfo allarmato.

– Non si vede nulla, siamo in mezzo ad una tempesta di neve! Come pensi possa saperlo? – urlò Chainer, cercando di farsi udire.

Lapo, già parzialmente coperto di neve, pronunciò una breve formula arcana, con l’effetto di allontanare per qualche istante il freddo che gli attanagliava mani e piedi.

-RUENOOR! RUENOOR! – chiamò Halfgrimur, temendo adesso di aver perso il nobile di Harrowdale durante il salto.

I monti Galena

La nebbia e la bufera limitavano la vista a poche decine di metri ed il cielo, nonostante fosse giorno, era di un torbido grigio scuro.

– Inutile sprecare fiato Halfgrimur, se Lord Ruenor non è atterrato vicino a noi è molto probabile che sia finito nell’abisso, – sospirò Lapo.

– Non possiamo esserne certi. Dobbiamo vedere se è qui vicino, se lo abbandoniamo morirà sicuramente.

– La morte non è il peggiore dei supplizi, elfo, – controbatté il prete di Bane, – la nostra fine potrebbe essere molto più dolorosa. Pensiamo a noi, adesso.

– Non invidierò mai un trapassato Darkbringer! – ma Halfgrimur sapeva che Chainer aveva ragione, solo una fredda e cupa razionalità poteva salvarli ora. Lord Ruenor non era con loro e potevano fare ben poco per lui. Pregò allora Tymora di non abbandonarlo in quel momento di bisogno, quindi un globo di luce si generò nelle sue mani.

– Avanti! Qui, lontani dai vostri palazzi, si gioca la partita per la nostra sopravvivenza!

Si misero in marcia, ma non fecero molta strada, solo poche centinaia di metri. Uno stretto camminamento, ricoperto di una spessa lastra di ghiaccio che minava continuamente l’equilibrio dei quattro, si inerpicava sul lato della montagna terminando in una cengia.

– Non si passa, – osservò il servo di Bane.

– No, non di qua, ma oltre quella forcella più in alto pare esserci un riparo. Riesco a scorgere l’accesso di una caverna, – l’elfo indicò un punto che solo a fatica gli altri riuscivano a scorgere.

– E come pensi di salire? Sono almeno 30 metri di dislivello.

– Riposiamoci un attimo, – intervenne Lapo, – qualcosa ci verrà in mente.

– Va bene, – acconsentì Halfgrimur, – ma non tardiamo troppo, le temperature presto saranno ancora più rigide. Se perdiamo la sensibilità alle mani questo sarà stato l’ultimo panorama che avremo visto.

Abbandonarsi alla stanchezza poteva essere una risposta, ma sarebbe stata l’ultima. L’abbraccio del gelo era la fredda via alla dimora degli dei, tuttavia anche lui desiderava quell’attimo di quiete. Ammirò la purezza di quei paesaggi scoscesi e terribili.

– Quanta bellezza nell’agonia, – era Chainer alle sue spalle, gli occhi chiari dell’umano tradivano una febbricitante fiamma di follia.

– Non vedo lo stesso apprezzamento nel nostro barone Harckon, – rispose amaro il cormanthoriano.

– Riconosci queste montagne?

– No, non sono mai stato qui. Non è il profilo dei Picchi del Tuono, né il complesso dei monti Bocca del Deserto quello che vedi.

– E non siamo nemmeno sui Schiena di Drago, dal versante meridionale si vede il Mare della Luna, – disse Chainer che era nato alle pendici di quel complesso montuoso.

– Anche da qui, mio Signore, quando la mano di Gorellik non oscura il cielo, si può vedere il mare. Ma siamo sul versante settentrionale dei monti Galena e ai piedi del complesso si aprono le brughiere di Vaasa – la voce gutturale di Snarl colse i due di sorpresa, lo gnoll infatti parlava di rado. – Goblin, giganti e i miei fratelli abitarono questi monti prima dei nani. Guerra fu mossa per molte vite di capoclan agli uomini della valle, poi vennero i figli di Moradin assetati di metalli che ci spinsero nell’ombra.

Un brivido corse lungo la schiena dell’elfo, pensando a chi si accompagnava.

-Vaasa dunque? Il vecchio Imong mi parlò di un viaggio in queste terre che aveva cambiato la sua vita, quando si mise alla ricerca della Tomba del Magnifico. Molti di coloro che componevano quella compagnia sono leggenda oggi, ora tocca a noi tentare l’impresa. Siete pronti adesso?

Lapo guardò l’elfo stancamente: – Se non ci siano altre possibilità…

 

 

 

 

1 commento su “15 Hammer, 1358 DR – Una maschera nella neve”

  1. – La prossima volta che desidero di andare in settimana bianca, mi sa che dovrò specificare meglio il nome dell’albergo.

    Lapo era parecchio indispettito per la località prescelta dal gruppo per passare le meritate vacanze dopo il superlavoro a Villa Nonsra.
    Il fatto poi che si trattasse di un villaggio vacanze frequentato da ospiti come Snarl non faceva che ribassare le quotazioni del luogo.

    – Finirà che non si prenderà neanche una stella su Faerunadvisor.

    Concluse secco, mentre avvicinava Marchionne a sé, per Dare ristoro ai suoi piedi che si stavano congelando.

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