3 Alturiak, 1358 DR – La dimora del Consigliere Malorn

Sentii un leggero odore di bruciato mescolarsi con il pungente miasma delle malate e fredde nebbie di Ashabenford; la porta iniziò a scaldarsi, mi resi conto che se non mi fossi spostato immediatamente sarei stato travolto dalle fiamme che da lì a poco l’avrebbero incenerita.

Nel giro di pochi secondi io e i miei compagni ci ritrovammo a dover affrontare le orrende creature giunte da quella maledetta notte. Un abominevole, putrido essere al comando di sei famelici mastini neri irruppe nel santuario di Chauntea, minacciando le nostre vite.

Iniziò un violento combattimento.

Dopo poco tempo ci ritrovammo sopraffatti. Kelemvor era quello che più di tutti stava risentendo dello scontro, la sua vita era appesa ad un filo.

“È la fine…” pensai.

Un mastino infernale

All’improvviso, forse incuriositi dai riecheggi di spade che si disperdevano tra le nebbie della pianura, un gruppo di avventurieri ci venne in aiuto. Non fosse stato per loro, probabilmente il fato ci avrebbe portato dinnanzi a morte certa.

Riuscimmo ad avere la meglio contro i mastini quando l’abominevole mostro cercò di rapire Jahnira e fuggire nella foschia. Fortunatamente Damon scoccò il miglior dardo della giornata nel momento più cruciale, riuscendo ad abbattere il nemico che si accasciò al suolo liberando la sacerdotessa del tempio.

“Il mio nome è Zachary Bumblerose, e sono il capitano dei dragoni purpurei di stanza ad Ashabenford. Loro sono Arvid, Trygve, Yngvild ed Ellios. Voi chi siete e cosa vi porta in questa Valle? “ tuonò l’uomo più autoritario del gruppo.

Dopo le dovute presentazioni, spiegammo al capitano Bumblerose che la nostra permanenza ad Ashabenford era legata alla maledizione che impediva a chiunque di abbandonare la pianura. A quanto pare eravamo i primi a giungere a Misledale da diversi mesi, per questo la nostra venuta pare fosse come una boccata di aria fresca per i nostri soccorritori. Decidemmo allora di unire le nostre forze e di dirigerci alle Braccia di Ashabenfod, la taverna, per poter discutere sul da farsi.

“Domani mattina, io ed Ellios andremo a fare visita all’Alto Consigliere. A voi non ha concesso udienza, ma dinnanzi a noi non potrà rifiutarsi. Artorias, mi piacerebbe che venissi anche tu con noi, come cavaliere di Suzail potrebbe essere utile la tua presenza,” mi fece il capitano.

Accettai, ovviamente.

Passò la notte.

La casa dell’Alto Consigliere Malorn

La mattina dopo partimmo quindi per l’abitazione dell’Alto Consigliere. Appena entrati nella proprietà, Ellios notò fili e trappole lungo la via per la porta della casa, a dire il vero messi giù con poca perizia. Inoltre, notammo che lungo tutto il percorso per l’entrata erano situate rune e simboli arcani, non mi fu difficile capire che si trattava di evocazioni di vario genere.

“Credo che il Consigliere Malorn sappia più di quanto dia a vedere,“ dissi a bassa voce.

La porta di casa era socchiusa, questo ci fece pensare agli scenari peggiori. Ellios rimase nascosto ad osservare che nulla di strano succedesse, mentre io e il capitano andammo a recuperare gli altri membri del gruppo. Tornati sulla soglia della porta mi avvicinai con passo felpato e con una leggera spinta della mano spalancai l’uscio: un lungo corridoio si frapponeva tra noi e un’altra porta chiusa, sulla destra e la sinistra altre due porte rimanevano socchiuse; tutto questo nella penombra che solamente parte riusciva ad essere scalfita dalla luce che penetrava dalle finestre, oscurate da pesanti tendaggi.

Mi misi davanti alla fila e con le mie doti arcane creai una figura umanoide di luce che mi precedeva, in modo da illuminare bene tutto il corridoio. All’interno della porta di sinistra non trovammo nulla di particolare. Nella porta di destra risultavano invece evidenti le tracce di una violenta colluttazione, con sedie e mobili ribaltati, macchie di sangue rinsecchite sparse per la stanza. Ciò ci fece pensare che forse uno di quegli esseri della notte fosse riuscito ad entrare nell’abitazione ed avesse assalito il consigliere.

Proseguimmo quindi verso l’ultima porta. Non era chiusa a chiave. Kelemvor la aprì. Dietro di essa si nascondeva un muro di brillante luce azzurra, quasi proveniente da un altro mondo.

“È un incantesimo di protezione!” disse Dave.

“Sono quasi certo che quell’incantesimo si attivi solamente nel caso qualcuno provi ad attraversarlo in presenza di luce, se spegniamo luci e torce dovremmo riuscire ad oltrepassarlo senza problemi!” continuò.

Mi fidai del chierico, sciolsi l’incantesimo di luce e insieme a Logan e Kelemvor oltrepassai la soglia, sprofondando, per un attimo, nel buio più totale. Quando la luce tornò ai miei occhi vidi tutto ciò che ci circondava coperto di una strana e brillante luce azzurra, i contorni degli oggetti parevano sfuocati, indefiniti e inconsistenti. Pensammo di chiamare gli altri che erano rimasti indietro. Kelemvor per rendere evidente la nostra presenza lanciò un capo della sua fune dall’altra della porta, ma ciò fece scattare, con un boato di fuoco e luce, l’incantesimo di protezione. Per fortuna nessuno restò vittima della trappola e il resto della compagnia ci raggiunse.

Dopo qualche piccolo screzio, iniziammo a guardarci intorno, una strana atmosfera aleggiava in questa stanza. Vidi una grande scia, simile a quella che lasciano le lumache lungo il loro percorso, che portava ad un pentacolo in un angolo della stanza. Sicuramente si trattava di un altro rituale.

La cosa curiosa è che la scia iniziava poco dopo questo rituale, e finivano poco prima della porta.

“Che un essere proveniente da un altro piano materiale sia arrivato nel nostro passando da questo portale? Se così fosse, che ruolo ricopre Malorn in tutto ciò? “

Troppe erano le domande da dover rispondere, non sapevo cosa stesse succedendo e non lo sapevano nemmeno i miei compagni. Vagai qualche minuto nella stanza in cerca di altri indizi, fino a quando ad un certo punto sentii il capitano Bumblerose gridare.

“Ho trovato un libro! Sembra qualcosa di interessante!“

Si mise a leggere ciò che era scritto nel diario, ma nulla di quello che sentimmo poteva rassicurarci.

Il patto con…

Da ciò che rimane del diario di Haresk Malorn:

…sto procedendo con i miei studi dei livelli inferiori, credo che presto ne verrò a capo e riuscirò a capirne i segreti e i poteri…

…i miei studi stanno procedendo magnificamente, sono molto contento dei miei progressi. Ho avuto sentore di un antico tomo di magia che dovrebbe completare ciò che mi manca. Sembra si trovi da qualche parte nella foresta vicina al paese, domani partirò per cercarlo…

…sono ormai tre giorni che vago alla ricerca del libro e credo ormai di essere vicino…

…ho trovato il libro, ma non solo. Era guardato da una orrida creatura del male, che mi ha offerto il suo aiuto nelle mie ricerche in cambio di alcuni materiali che non può procurarsi: sembra che anch’essa porti avanti degli esperimenti ed anche se mi ripugna ho deciso di accondiscendere alle sue condizioni, pur di avere ciò che da lungo tempo cerco…

(grafia confusa e tremante)

…che gli dei mi perdonino, ora che ho capito in quale nero baratro mi sono gettato, ora so cosa vuole la bestia con cui nella mia follia sono sceso a patti…no, non posso permetterlo, devo tornare e fermarlo e lo farò stanotte. Prego gli dei possano guidare il mio braccio e la mia mente e perdonarmi per l’orrore a cui ho iniziato…

(Sessione XII, 26 Novembre 2017)

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