12 Hammer, 1358 DR – L’invito di Capo Nosnra

Lapo quella mattina non avrebbe mai immaginato che quel giorno avrebbe cambiato completamente la sua vita. A dire il vero, non avrebbe neanche mai immaginato che Eva, con il suo curriculum di tutto rispetto, non riuscisse a non usare i denti per i suoi giochetti, ma lui era un uomo magnanimo, e poteva sopportare certe manchevolezze. Soprattutto davanti a una quarta abbondante.

La grossa baracconata di ieri sera ce l’aveva ancora davanti agli occhi, l’arrivo circense degli ippogrifi con il sacerdote inscatolato in armatura a piastre, l’oscuro forestiero, quell’orribile gnoll con la faccia da cane idrofobo e il maestoso gigante, dal portamento fiero e con tatuaggi misteriosi ed evocativi, con lo sguardo profondo che celava in sé i segreti dell’estremo Nord e l’atteggiamento volitivo*.

Se Zhentil Keep voleva suonare la grancassa per la sua presenza a Scardale, lo aveva fatto a suon di decibel.

L’arrivo di Chainer Darkbringer a Scardale

Con ancora sul palato l’aroma vellutato della Lacrima di Drago Argenteo che aveva sorseggiato la sera prima col misterioso Lord Ruenor, un coraggioso uomo di Harrowdale segnato da un morbo assai sgradevole, oltre a un altro genere di aroma, cui non erano estranei i sali da bagno al crisoma di deserto che usava Perla per le sue abluzioni intime, il rampollo di casa Von Drakenberg si era recato a Fortezza Guardaporto, dove avrebbe avuto luogo l’ennesimo, noiosissimo ritrovo degli sciacalli imbellettati che pasteggiavano sul cadavere della Cicatrice sconfitta.

L’unica cosa che avrebbe reso questo incontro meno tedioso dei precedenti sarebbe stato l’arrivo di questo pomposo Chainer Darkbringer, certamente meno sgradevole della sua orrenda e petulante conterranea, fatta fuori dalla sua stessa inconsistenza in favore di questo nuovo sacerdote.

Myrian Beechwood

La velata minaccia con cui il Rappresentante di Scardale, Myrian Beechwood, lo aveva accolto, fu elettrizzante quasi come l’assenza ben calcolata di quasi tutto il Consiglio. Le sue dimissioni, poi, resero epico il momento.Per un momento tutto questo gli ricordò il fuggi fuggi generale dei gladiatori della Fossa Bassa di Hillsfar all’arrivo del terribile Trinchetto, terrore delle sette arene, un gigante dalla forza leggendaria che nessuno avrebbe mai voluto incontrare, e che in effetti ora come ora gli ricordò quel gigante che… ma questa è un’altra storia.

Gli scambi di accuse riguardanti i cavilli del regolamento e i sottostanti giochi sporchi non si fecero attendere, mettendo subito in contrapposizione il misterioso quanto orgoglioso Lord Ruenor con l’infimo Myrian, chiaramente messo sotto pressione dalla delegazione orchesca che nottetempo gli aveva fatto una visita di cortesia e ormai complice palese di un’imbarazzante complotto.

I tre nobiluomini rimasti ebbero giusto alcuni momenti per parlarsi da veri uomini, riconoscendo la gravità del momento e la necessità di una prova di forza. I tre evidentemente riconobbero le doti carismatiche dell’erede di una delle casate più antiche e rispettabili delle Valli, Lapo Harckon IV, il cui solo indomito cuore avrebbe potuto deflettere le minacce dell’oscuro tranello che si stava stringendo su Scardale.

Certo, per non mettere in imbarazzo i suoi sodali, la cui saggezza e preveggenza avevano contribuito all’elezione del Nuovo Rappresentante di Scardale, Lapo accettò di condividere con loro, con il loro compagno elfo mascherato silenzioso e apparentemente letale, con lo gnoll idrofobo di due metri armato di lancia acuminata, e con il maestoso gigante, dal portamento fiero e con tatuaggi misteriosi ed evocativi, con lo sguardo profondo che celava in sé i segreti dell’estremo Nord e l’atteggiamento volitivo*, la responsabilità del comando…

… in special modo all’arrivo, a dire il vero piuttosto sopra le righe – ma qui tra stormi di ippogrifi e lettighe reali portate da ogre la sobrietà non la fa da padrona – di un delegato un po’ speciale.

Lapo Harckon IV Von Drakenberg

Quando parlo di delegati un po’ speciali non intendo dei giganti di dieci metri con gli occhi fiammeggianti, ma più modestamente un gigante di sette, otto metri con gli occhi glaciali, inviato dal leggendario Capo Nosnra per invitare nel suo reame, come da tradizione a dire il vero piuttosto desueta, il Re degli Uomini. Evidentemente Lord Myrian non aveva rinnovato il guardaroba, dunque si trovava piuttosto sguarnito di abiti da cerimonia, ma questo dettaglio di certo non poteva preoccupare Re Lapo (suona bene, no?), che aveva solo da scegliere tra gli stivali di viverna e le babbucce foderate di pelo pubico di minotauro.

Ecco, fu proprio in questo momento, quando un individualista vanesio ed egoista avrebbe potuto volere tutta su di sé l’attenzione di un intero reame di giganti delle tempeste (o dei ghiacci, non sottilizziamo), che Lapo volle mostrare al popolo che le Valli non sono luogo per autocrati e assolutisti, ma di amicizia, fratellanza e potere condiviso.

Quindi, tutti su in carrozza.

E speriamo bene che a cena non ci siano funghi e fegatelli.

 

* ndA la descrizione è assolutamente oggettiva e veritiera, e non è minimamente influenzata dalla presenza nel party dell’ex personaggio dell’Autore.

(Sessione I, 13 Agosto 2017)

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