29 Marphenot, 1357 DR – Le porte delle Sale Infestate

Mi trovavo dunque nella stanza di Lady Mezzanotte intenzionato a farla mia, quando udimmo Duman che come un pazzo strepitava perché scendessi nella sala comune.

“Ci vedremo presto” le feci non senza rammarico, convinto più che mai dei miei mezzi. La bella Mezzanotte, come a confermare le mie certezze, rispose che mi avrebbe seguito di lì a poco.

Scesi la scala che dalle camere per gli avventori porta proprio di fronte al bancone. Lì, seduti attorno ad un tavolo, stavano Dave, con la solita faccia da rimprovero; Lurin, ora vestito della pesante armatura del padre; Ruggifango e Gregor, un agricoltore la cui figlia mi aveva donato il suo fiore più bello. Dave mi avvisò che saremmo partiti per le Sale Infestate, in cerca di Cyndair. Mi mostrai subito perplesso all’idea; i nani sono creature folli e non mi stupisco che il loro numero si sia progressivamente ridotto, visto il disinteresse per il gentil sesso e la propensione ad incamminarsi su qualunque sentiero porti a morte certa. Tuttavia appena Mezzanotte, che nel frattempo ci aveva raggiunto, disse che si sarebbe unita alla spedizione, decisi di rivedere la mia strategia; di sicuro “il gioco vale la candela” mi dissi. Terminammo gli ultimi preparativi e, da veri pazzi, partimmo qualche ora prima che il buio calasse sulla valle. Unica consolazione fu un mulo carico di viveri donati da Duman per la nostra spedizione, al quale affidai il mio fardello.

I portoni delle Sale Infestate

Secondo i calcoli di Dave saremmo dovuti giungere alle porte delle Sale la sera del giorno seguente. Il tempo ci era favorevole, forse grazie alla mia regina, che mi accompagna con la sua benevolenza. Risalendo il corso del fiume verso nord, trovato un luogo adatto, ci fermammo per preparare il campo per la notte; mentre tutti erano affaccendati ebbi il tempo di godermi una buona pipata e di annebbiare la mia mente che, per quel giorno, era stata subissata di fin troppe preoccupazioni.

Non mi avventuravo in quelle zone brulle da quando ero un bimbetto e il paesaggio non era affatto cambiato: vegetazione bassa e fitta che ricopre il terreno roccioso, infida e difficile da calpestare, viottoli tortuosi e pieni di rimandi. La notte, tuttavia, passò tranquilla, non fosse stato per Dave e Lurin che interruppero il mio riposo per delle semplici impronte di coniglio.

Il giorno successivo, durante la colazione, ebbi modo di sedere vicino a Mezzanotte e scambiare qualche parola… era veramente una donna misteriosa… mi piaceva…

L’indomani partimmo per quella che doveva essere l’ultima giornata di cammino. Il paesaggio, mano a mano che ci avvicinavamo alle Sale Infestate, si faceva più spoglio. All’imbrunire eravamo oramai prossimi a una grande parete rocciosa. Lì, secondo Dave, si sarebbe dovuto trovare l’ingresso delle Sale Infestate. Sfortunatamente, nonostante il mio intervento, non riuscimmo a trovare nessuna porta. Già la notte incombeva su di noi. Nuovamente allestimmo l’accampamento. Durante queste operazioni Dave si mise a meditare, quindi si alzò e iniziò a camminare lungo la parete in direzione est. Lurin decise di accompagnarlo.

Mentre li attendevamo Mezzanotte, Ruggifango, Gregor sgranocchiavamo attorno al fuoco. Mi stavo quindi godendo la cena quando delle grida giunsero alle nostre orecchie. Era Lurin, che ancora una volta dimostrava un pessimo tempismo. Gregor e Ruggifango si precipitarono in direzione delle urla, mentre io convinsi Mezzanotte a restarmi vicina.

Poco lontano la situazione era critica, il nano infatti giaceva a terra morente mentre Dave riusciva, grazie alla fortuna che spesso lo accompagna, ad allontanare da solo un Orsogufo che li aveva attaccati. Feci appena in tempo a vedere la creatura dileguarsi nel bosco. Ci caricammo il corpo di Lurin in spalla e tornammo all’accampamento. Sinceramente mi preparavo al più triste degli addii, quando assistetti ad un vero prodigio. Lady Mezzanotte tirò fuori dalla sua borsa una pozione e la somministrò a Lurin che incredibilmente riprese i sensi.

Consolati nello spirito e nel corpo ci preparammo per la notte. Mi misi di guardia insieme a Ruggifango e Gregor, che fanno una testa in due, e terminai il turno con qualche moneta d’argento in più nel borsellino. La mattina seguente Dave riuscì finalmente a trovare l’ingresso alle Sale Infestate, due grandi porte di legno con fregi in ferro. Mezzanotte ci avvertì della presenza di rune di protezione sulle porte, ma Dave non ebbe problemi ad aprirle. Nessun congegno le bloccava.

Seguendo il corridoio oltre le porte arrivammo ad un’ampia stanza: una pozza d’acqua ristagnava in un angolo, nell’angolo opposto si trovava una pila di armi e scudi, mentre l’unico passaggio che permetteva di proseguire era bloccato da grate in ferro. Lurin, che la sera precedente aveva perso il suo scudo, si diresse verso la pila di scudi, ma quando fu sul punto di toccarne uno, una profonda voce lo avvertì: “Non toccarle, quelle armi appartengono a coloro che non le porteranno mai più!”. Grande fu lo spavento sui volti dei miei compagni. Mi avvicinai alle grate a osservare la prosecuzione del corridoio, qui notai una balestra montata su un treppiedi e oltre di essa una carrucola che doveva servire alle guardie per aprire le grate. Non ci pensai due volte. Tra lo stupore generale (sopratutto di Lurin), una mano semi-trasparente attivò la carrucola aprendo completamente la grata.

Stavamo per avventurarci nelle Sale Infestate, luogo il cui solo nome è sufficiente a terrorizzare la popolazione di Eveningstar, ma ammetto che in fondo l’idea di avventurarmici mi dava una bella scarica di adrenalina.. e poi, forse, in quel modo, mi dicevo che avrei attirato l’attenzione di Lady Mezzanotte.. ma.. in ogni caso.. certamente ero pronto a mettermi in salvo se le cose si fossero messe male..

(Sessione II, 27 Maggio 2017)

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