27 Marphenot, 1357 DR – Una porta su Eveningstar

Le terre di Casa Obarskyr, come i miei signori ben sanno, non hanno mai lesinato pioggia e neve, ma l’autunno del 1332 CR sarebbe stato ricordato come una stagione particolarmente fredda e copiosa di precipitazioni. Mentre a nord-est, oltre Passo Tilver, il lungo braccio del maltempo tardava ad arrivare, il profilo delle colline attorno a Eveningstar risultava già coperto da abbondante neve, che rallentava e a tratti interrompeva i rifornimenti con le altre città del regno.

È cosa nota l’efficienza di questa nazione e la meticolosità con la quale le principali vie sono mantenute percorribili, pena un richiamo regio a qualche amministratore locale. Tuttavia a volte neppure la manipolazione della Trama per mano di qualche potente Guerramago può fermare la volontà della natura. E così al Boccale Solitario, una delle taverne maggiormente frequentate a Eveningstar, già si parlava di un nuovo vinterulv, inverno da lupi nel dialetto locale, perché da quelle parti gli ululati dei branchi affamati vi rimbombano sotto al letto stropicciandovi le lenzuola, quando alla notte preferireste invece dormire.

Come dicevo al Boccale Solitario si parlava di strade ricolme di neve, ghiaccio come manco nell’inverno del 1217 CR e altre esagerazioni, e si sprecavano battute sul nome della Lady della città: Winter non era certo auspicio di bel tempo!

L’inverno a Eveningstar

Ma, forse non ve ne sareste accorti se non ve l’avessi detto, guardando bene avreste notato due giovani uomini che stavano desinando in compagnia di un figlio di Moradin, godendosi un buon boccale, confortati dal calore di una stube. Le stube, una diavoleria nanica importata qui dal vecchio Ruggifango delle Lame Scintillanti, hanno in paese sostituito i camini e sono una caratteristica regionale al pari dei Tressym, una razza di gatti alati di sublime intelletto.

Dunque i tre confabulavano di qualche affare che non sarò io a dirvi, loro dovranno narrare la loro storia, quando un vento gelido investì improvvisamente la stanza comune destando l’attenzione dei commensali. Era l’alba di una nuova avventura…

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