26 Eleint, 1357 DR – L’ultima caccia

Non ci si poteva fermare nel bel mezzo di un diluvio. Il suolo, gli alberi, i fiori, gli animali, tutti quanti reclamavano la loro porzione d’acqua, dopo interminabili giorni di siccità. Eleint volgeva quasi al termine e questa burrasca condannava l’estate alla fine.

Nonostante la giovanissima età il figlio di Cormanthor pensava spesso a quel momento: pensava alla fine.

La frequentazione degli umani lo aveva reso più sensibile alla caducità del tempo.

Le rughe sul volto di Klaus si facevano più profonde ad ogni stagione, l’incredibile vigore di Ebeadat sarebbe svanito lentamente, lo spirito ribelle di Zeke ben presto sarebbe stato sostituito da una pratica abitudine.

Ai loro occhi, invece, lui sarebbe stato esattamente come adesso, anche dopo trent’anni.

Nuotava nel verde della foresta, veloce e sicuro. Avrebbe potuto essere bendato e marciare alla stessa velocità. Ma non sordo.

Halfgrimur era in prossimità di Shadowdale quando all’improvviso non udì più alcun suono. Capì di essere vittima di un sortilegio e quasi subito individuò la fonte dei propri guai. Senza alcuna esitazione incoccò una freccia mirando un punto che solo l’elfo poteva vedere, non essendo ancora giunta l’alba, all’interno della chioma di un gigantesco pioppo nero. Una voce familiare ma lontana, quasi dimenticata, lo invitò a fermarsi. Ora che poteva udire nuovamente i suoni dell’ambiente circostante, fece un passo indietro per lo stupore quando, davanti a lui, si palesò uno dei primissimi compagni d’avventura, quel filibustiere di Ellios Kiadò! Di lui ricordava l’eccezionale abilità nel maneggiare i pugnali e la gradevole usanza a non esprimere la propria opinione quando non richiesta. Si incamminarono assieme e dopo poche ore, rispettando rigorosamente il silenzio della natura, giunsero a Shadowdale.

Alla taverna Vecchio Teschio

L’operosità della gente delle Valli si dimostrava, ancora una volta, l’arma vincente di questo territori. La stragrande maggioranza delle abitazioni e delle botteghe era stata ricostruita; il Salone del Mattino, il tempio a forma di fenice dedicato al dio Lathander (le chiese di Chauntea e Tymora e i santuari di Silvanus e Mystra fortunatamente erano rimasti illesi) era tuttavia ancora gravemente compromesso dalla scellerata azione dei traditori che, nella sua sommità, avevano aperto un portale sugli Inferi. Soltanto il coraggio di Klaus era riuscito ad annientare, sigillandolo con la spada sacra, quel cancello di morte prima che fosse troppo tardi per tutti.

La strana alleanza tra Zhentil Keep e il Lord di Shadowdale, Mourngrym Amcathra pareva funzionare. La guarnigione militare era capeggiata da un prete di Bane, tale Chainer Darkbringer, il quale aveva fatto erigere al di fuori del perimetro cittadino un santuario in onore del Dio della Oscurità. La solerzia di quei luoghi sembrava essere davvero contagiosa…

Ellios disse ad Halfgrimur che si sarebbe assentato per tutta la mattinata, ciò alimentò nell’elfo un senso di curiosità mai del tutto sopito nei suoi confronti. Concordarono di rivedersi all’ora di pranzo presso il Vecchio Teschio, la locanda gestita dall’inossidabile Jhaele Silvermane.

Stanco di nascondersi, Halfrigimur non avrebbe avuto alcun motivo per celare la sua vera identità, specie a Shadowdale dove la sua fama lo precedeva. Tuttavia l’abitudine alla cautela, alla fine, ebbe il sopravvento.

Con un incantesimo fece in modo di attribuirsi fattezze più rassicuranti. Appariva adesso un ometto basso ed elegantemente vestito, un mercante che aveva intrapreso un lungo viaggio da Waterdeep in cerca di commerci con le terre situate oltre il Mare della Luna.

Aggirandosi tra le vie brulicanti di vita, il falso mercante apprese la voce che la moglie del Lord di Shadowdale, la bella Shaerl Rowanmantle, fosse nuovamente incinta. La primogenita Nora Agatha, nata da sette mesi, infatti non avrebbe potuto dare sufficienti garanzie a Mourngrym sul futuro politico della regione.

Halfgrimur pensò che presto o tardi il vero padre, Zeke Bumblerose, sarebbe tornato per riabbracciarla.

Giunta l’ora stabilita, i due viaggiatori si ritrovarono al Vecchio Teschio. Come se il tempo si fosse fermato erano di nuovo in compagnia, a bere idromele, seduti al tavolo di sempre:

-Che cosa hai combinato Ellios negli ultimi mesi? – iniziò Halfgrimur

-Sono andato a letto presto – lo scherzò il commensale

L’elfo sorrise – Ti sei guadagnato un altro boccale, amico! – e fece un cenno a una delle cameriere perché riempisse nuovamente i bicchieri

– Tu piuttosto, ho sentito dire che non ti aggiri più per i boschi, ma preferisci l’odore della muffa dei sotterranei…

– Non ti sfugge nulla eh? A dire il vero l’ho fatto per una giusta causa. – si giustificò

– Una giusta causa e un bel gruzzoletto. Di solito vanno di pari passo. – insistette l’umano

– Quindi mi tenevi d’occhio già da un po’…

– Da quando hai rimesso piede nel territorio a te più caro: la foresta. Ma non sono così stupido da pensare che non te ne fossi già accorto, vero? –

Il falso mercante tacque e si guardò intorno. I tavoli erano quasi tutti pieni e il vociare indistinto giocava a loro favore.

– Se non sei sparito dalla mia vista e hai permesso che ci incontrassimo di nuovo significa che ho fatto bene ad andare a letto presto negli ultimi tempi. – ribadì Ellios

– L’uomo che avrebbe dovuto liberare le Valli dal giogo di Scardale, l’uomo al quale era stata promessa , da un manipolo di idioti tranne dal sottoscritto, la spada delle… insomma QUELLA spada. Devi trovarlo per me. Fissa tu il prezzo. – si incupì l’elfo

Ellios si abbandonò ad una risata – Furbo e svelto, il signorotto. Devo trovarlo e…? –

– Devi ottenere più informazioni possibili. Sguinzaglia i tuoi cani, ungi bene le tue puttane. Indicami la città dove risiede o dove è diretto, perché non è adatto alla vita agreste quel bastardo. –

– Beh in fondo aveva ricevuto un’offerta da L…. che non poteva rifiutare. Bene. Prepara le monetine, elfo. Ora sei un gran visir! –

– Non sa ancora cosa ha comportato quella scelta. Sarà la mia ultima caccia. E sarà lenta. Io, come sai, non ho poi molta fretta. –

L’umano percepì che Halfgrimur era parecchio cambiato dal loro ultimo incontro, era una persona molto più risoluta. Per il bene o per il male.

-La fretta è cattiva consigliera. Anche se ogni tanto può aiutare a correre più veloce…”

Si alzarono entrambi di scatto. Si diedero la mano, Halfgrimur pagò il conto.

– Il prossimo incontro sarà a casa di Meena, ad Highmoon. Ti aspetterò là per il mese di Nightal, prevedo di fare una rimpatriata con dei vecchi amici per fine anno. – sorrise, stavolta rilassato, Halfgrimur; aveva veramente voglia di rivedere i volti dei suoi primi compagni d’avventura.

Ellios annuì. Si salutarono con un abbraccio senza dire una parola.

L’elfo passò qualche altro giorno a Shadowdale poi il 27 di Eleint lasciò la Città delle Ombre che parevano ora sempre più lunghe e fitte grazie al nuovo sodalizio con Bane.

 

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