28 Kythorn, 1357 DR – Quello che resta del “giorno”

Dalle memorie del Maestro Kloi di Tyr,

custode dell’abbazia dei Sacri Martelli sulle colline Dun.

1357, Anno del Principe.

 

18 Kythorn, 1357 DR

I quartieri fantasma Dyllvwyllyn non sono poi così disabitati: più forze si spartiscono le rovine, o almeno così ci ha spiegato Irzangle, l’anziano di un clan di gnomi delle profondità. Non è stato difficile trovare l’insediamento, infatti gli gnomi hanno palesato la loro presenza osservandoci da lontano, inducendoci ad avvicinarci ai loro accampamenti. Vie sempre più strette ci hanno accompagnato al cospetto del saggio della comunità.

Gli occhi di Irzangle si sono illuminati quando Imong gli ha spiegato il motivo che ci ha condotti in città. Lo svirfneblin è a conoscenza dell’ubicazione di ciò che cerchiamo: sa che Tergara, l’emisfero in grado di contenere i frammenti del giorno, è in possesso dei miconidi; le due spade sono invece una in mano agli elfi scuri e l’altra agli uomini pesce.

Queste notizie non sono state esattamente gratuite, per ottenerle ci siamo impegnati a svolgere un lavoretto per gli gnomi, ossia presidiare alcuni scavi nel quartiere accanto a quello da loro occupato. A sentir loro è abitato da alcuni “mostrocchi”, staremo a vedere.

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Le spore di gas

I “mostrocchi”, che temevamo essere degli Osservatori, erano in realtà spore contenti gas. I fastidi procurati agli svirfneblin erano causati da alcuni drider, grandi creature deformi col volto d’elfo e il corpo di ragno. Una maledizione degli elfi scuri, a sentire Dazean. Lo scontro è stato comunque cruento, essendo queste deformità capaciti di potenti incantamenti e illusioni. Qualche gnomo è caduto, ma ne abbiamo liberato anche uno, tale Ablingle.

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La riconoscenza di Irzangle è stata grande e ha desiderato favorirci, gratuitamente, con una guida esperta. Il caso ha voluto che fosse proprio Ablingle, credo egli sentisse di doversi sdebitare personalmente per averlo aiutato. Ci ha condotto, come richiesto, nella zona della città occupata dai miconidi. Il cammino è durato una mezza giornata, attraverso un intricato percorso tra parchi spettrali, piazze dove un tempo doveva essere florido il commercio e quartieri residenziali. Di quando in quando ho udito Dirnal borbottare qualcosa tra sé.

Una maestosa scalinata ci ha portato ad un quartiere sopraelevato, dove una foresta di funghi di ogni forma e dimensione caratterizza un’ampia piana. Sono rimasto impietrito quando ho visto 3 nani delle profondità venirci incontro con movimenti rigidi, come se le loro articolazioni fossero bloccate. I loro corpi, le loro spoglie mortali sarebbe meglio dire, erano infestati da escrescenze deformi, il risultato di una contaminazione alle spore dei miconidi.

Abbiamo avuto il buon senso di non agire in maniera avventata. Seguendo le agghiaccianti figure, simili a marionette senza fili, siamo arrivati al cospetto di quella che potrei definire la guida di questa particolare comunità. Su un piccolo promontorio, di fronte ad una conca piena di una fanghiglia gorgogliante, rimaneva una creatura simile ad una gigantesca amanita muscaria. Il suo nome è Reyseta e i suoi poteri stupefacenti gli hanno permesso di comunicare direttamente con le nostre menti. Questa conversazione, non ce ne siamo accorti immediatamente, ha richiesto molto tempo. Ne è risultato che i miconidi non sono interessati a Tergara. Per consegnarcela hanno però chiesto di recuperare la formula di un composto che gli sta provocando fastidi. Pare sia qualcosa di produzione degli illitidi, i rapporti di vicinato non sono esattamente cordiali da queste parti.

 

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Se desideravamo proseguire nella nostra missione non c’erano molte alternative. Ablingle ci ha condotto fino ai limitari della zona dove operano gli illitidi, avvertendoci che utilizzavano troll come cani da guardia. Abbiamo tentato un approccio silenzioso, ma quando abbiamo messo a punto un’imboscata e fuori gioco i primi troll, Halfgrimur ha appiccato fiamme ai loro corpi esanimi, memore di ciò che ci era accaduto nei boschi di Spiderhount. La manovra, benché necessaria, ha però attirato in breve tempo una moltitudine di troll e successivamente gli Illitidi in persona. Le nostre capacità sono state messe a dura prova: Dazaen è stato costretto ad usare il fuoco magico per bonificare l’area e io ho impiegato i poteri della Mano di Tyr. Le cose si sono messe comunque male, pareva che fossimo spacciati quando dal nulla è comparso Ebeadat (ci ha detto di aver seguito le nostre tracce, il barbaro continua a stupirmi con le sue capacità di cacciatore). Ha creato una breccia nella difesa nemica che ci ha permesso di ripiegare. Imong protetto dall’invisibilità aveva infatti, mentre noi eravamo impegnati nello scontro, già recuperato la formula che interessa a Reyseta.

 

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Abbiamo consegnato a Reyseta la ricetta che cercava per distillare un antidoto al composto che faceva impazzire la sua “gente”. Oltre a consegnarci Tergara, ci ha permesso di riposarci in queste lande. Non mi dilungherò nella descrizione dei prodigi ai quali ho potuto assistere, la vita non smette mai di stupirmi. Reyseta si è reso disponibile a mummificare un paio di teste di Illitidi e ad aiutarci a comprendere la funzione di alcuni ritrovamenti avvenuti nel loro laboratorio.

 

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Gli dei sono con noi! Oggi Helm in persona è sceso per dileguare l’oscurità del tempio di Lolth. Siamo infatti penetrati nel fortino degli elfi scuri senza mezze misure, fino ad arrivare ad una maestosa cattedrale dell’oscurità: vessilli con epiche scene di guerra e morte l’adornavano. Un muro di buio ne circondava l’altare nascondendo una trappola infernale. Prima Clangeddin Barbargento ha permesso a Dirnal di vedere il pericolo, quindi è intervenuto Helm che, per mano di Klaus, ha cancellato la magia nera della sacerdotessa di questo empio culto. Dazaen ha quindi avvolto nelle fiamme l’altare aprendo una via per i guerrieri che hanno finalizzato alla loro maniera la nostra sortita. Siamo stati veloci e letali come una lama nel buio. Sull’altare abbiamo ritrovato Qualos, il frammento di mezzanotte.

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Il capitano degli elfi scuri con la sua fiasca magica contenente uno Xorn

 

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Klaus ha preteso di indugiare nelle stanze degli elfi, pareva più ossessionato di Imong dalla ricerca di reliquie. Alla fine si è caricato la testata del letto della sacerdotessa del tempio sulle spalle e ci ha seguito, sudando come negli afosi giorni di Flamerule, mentre abbandonavamo la zona.

In meno di un’ora siamo giunti ad un promontorio che si affaccia sul lago Atrox, un immenso bacino d’acqua sotterraneo che i nani utilizzavano per i loro commerci con le città dei loro fratelli. Non essendoci fonti di luce, la sensazione era di totale immobilità. Sapevamo però degli uomini pesce. Alla spicciolata siamo scesi verso la spiaggia, decisi a concludere, nel bene o nel male, questa esperienza. Abbiamo acceso un fuoco, per riscaldarci, ma anche nell’intento di essere notati. Non so quantificare quanto abbiamo atteso i kuo-toa, ma alla fine sono arrivati, annunciati dalle increspature delle acque del lago, altrimenti calme.

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Il duca Alooploopo

Si sono presentati in massa, a decine tra uomini pesce e trogloditi, esseri simili a varani bipedi. Una specie di carpa gigante, dal ventre gonfio di uova, li guidava. Arrivato di fronte a Klaus, ha dimostrato di comprendere la nostra lingua e si è presentato come duca Alooploopo. Klaus, con me alle sue spalle e gli altri membri della compagnia pronti a scattare, ha parlato da valoroso. Gli ha fatto intendere che eravamo lì per Laebos e che niente ci avrebbe fermati, a riprova di ciò gli ha mostrato le teste degli Illitidi e un vessillo preso nel tempio di Lolth. Il barone ha compreso e, direi, agito saggiamente. Ho anche il sentore che in realtà odiasse quell’oggetto per il quale lo abbiamo ricompensato con alcuni ritrovamenti fatti nella città e il favore più grande: l’averlo liberato da un vicino particolarmente scomodo. Il baratto, devo dire, ha soddisfatto entrambi. Il duca è tornato nelle acque del lago Atrox con in tasca anche la nostra promessa di non farci più vedere su quelle rive.

Ciò conclude il racconto di uno dei miei viaggi più avventurosi e sorprendenti. Tyr continui a vegliare su di me e sui Cercatori.

(Sessione III, IV, V, VI – 20, 23,  27, 30 Dicembre 2016)

 

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