17 Kythorn, 1357 DR – Da Waterdeep alle montagne Picco Grigio

Accettata l’offerta del barone, il gruppo dimostrò di non voler perdere tempo e si mise in strada già il 21 di Mirtul. Mesi di guerre e scorribande avevano reso i Cercatori dipendenti dall’adrenalina che ti instilla l’idea di avere un compito da portare a termine, di avere un obiettivo. Tale è il temperamento degli uomini d’avventura.

Lasciarono Waterdeep a nord, immettendosi sulla Strada Alta che avrebbero abbandonato il giorno dopo aver passato Ponte Zund. Qui la Strada Alta si biforca verso Ovest e una via più piccola, ma non meno agevole, collega Secomber e Loudwater. Il viaggio fu piacevole, con la grana anticipata dal barone Rodorigo ad animare le serate in paese e il bel tempo della tarda primavera a rendere confortevoli i riposi alla luce del firmamento. Si permisero persino una breve visita a ponte Spalledipietra, un viadotto millenario costruito da Iirkos Stoneshoulded per agevolare il passaggio delle merci da e per Loudwater, e alle cascate Splendenti, meraviglia naturale che ha contribuito al nome dell’insediamento. Gli elfi non abitano più questo paese ridente, ma si possono riconoscere i discendenti di Earlann nei mezzosangue che vi dimorano.

274674-thenorth1Archiviata la parentesi turistica, l’ultimo centro abitato prima dei Picco Grigio era Llorkh, un paese dormitorio per i minatori nelle stagioni fredde, quando la catena montuosa diventa inaccessibile e i passi ingombri di neve. I Cercatori consumarono qui il loro ultimo vero pasto caldo, l’11 Kythorn. Il 12 iniziarono la salita, sfruttando quanto più possibile le vie battute. Il complesso dei Picco Grigio è particolarmente pericoloso, le frane non sono rare. Gli smottamenti non sempre sono naturali, in quanto è territorio di diverse tribù di giganti delle montagne. Di Dirnal e Imong si poteva dire tutto, ma non che non sapessero come si tiene in mano una mappa, e dell’eccentrico Halfgrimur che non sapesse leggere i segni della terra e le sue insidie. Ciò permise al gruppo di raggiungere, in relativa sicurezza, l’accesso dimenticato alle miniere. Cenarono un’ultima volta all’aria aperta, quindi riposarono. Solo Dirnal non chiuse quasi occhio, erano anni che non metteva più piede nella pancia della terra e l’ansia di vedere con i suoi occhi il destino toccato ai figli di Moradin condizionava il suo stato mentale.

miniera-di-carbone-16348742Il 17 Kythorn varcarono l’accesso alle miniere. La via pareva essere stata costruita in fretta, la terra era sì puntellata da travi e contrafforti, ma piccoli smottamenti accompagnavano la loro discesa in un buio spettrale. L’unico lato positivo era l’ampiezza della via, una decina di metri di larghezza per sei di altezza. Kloi e Klaus avevano le maggiori difficoltà nella discesa, dovendo soppesare ogni passo, sudando nelle pesanti cotte che li proteggevano in combattimento. A metà giornata arrivarono ad uno degli accessi a Dyllvwyllyn. La situazione della struttura non era qui migliore, grosse crepe erano evidenti in quelle che dovevano essere state le imponenti mura della cittadella, pile di rovine e calcinacci rimanevano nella piazza antistante al cancello. Del portone non vi era traccia, solo vecchi cardini arrugginiti testimoniavano che in qualche modo, in tempi antichi, l’accesso era difeso.

“Non c’era da espettarsi uno spettacolo migliore, amico mio,” fece Kloi al nano, vedendo il suo scoramento “questo luogo è abbandonato da secoli.” Dirnal si limitò ad un cenno di approvazione.

“Purtroppo però, se non m’inganno, qualcosa di ben più pericoloso dei nani ha fatto di queste rovine la sua tana” interloquì Halfgrimur indicando il cancello. Kloi rischiarò l’entrata con la luce della lanterna, filamenti disegnavano una ragnatela all’interno dell’arco. “Ragni giganti” acconsentì Dazaen.

I Cercatori decisero di inviare Halgrimur e Imong, protetto dall’invisibilità magica del suo anello, in un sopralluogo. Usando corda e grappino si arrampicarono sulle mura evitando l’accesso principale. Mentre Halfgrimur copriva le spalle al compagno da un camminamento, Imong si calava dall’altra parte. Nuovamente in strada, lo gnomo cominciò a verificare se vi fossero ulteriori tracce di possibili inquilini del complesso. Le risposte non tardarono ad arrivare quando, da una via laterale, vide sbucare alcuni nani delle profondità che portavano a spasso, quasi fossero cagnolini al guinzaglio, enormi ragni con la schiena maculata di puntini bianchi e rossi. “Per Garl Glittergold!”, gli sfuggì un’invocazione ritraendosi quanto possibile sui suoi passi. La presenza dei nani non sfuggì neppure ad Halfgrimur che si rivolse con cenno ai compagni al di là della porta, indicando di schermare la lanterna. Per Klaus e Kloi improvvisamente fu solamente oscurità. Non ci fu molto tempo per pensare, Dazaen parlò il linguaggio magico di Mystra e una cappa di invisibilità scese su di loro, Kloi fece sì che nessun rumore attorno a lui fosse più udibile. Così, mentre la colonia di nani delle profondità rilevava la presenza del passaggio di qualche creatura fuori dal cancello, il gruppo silenzioso e invisibile già scendeva la via principale che portava alla vera e propria Dyllvwyllyn. Un grande spazio aperto, adornato da colossali statue rappresentanti il phanteon nanico, si apriva ai loro occhi.

“Un tempio dei miei avi,” fece Dirnal abbassando Whelm e lo scudo, “gli dei guidano i nostri passi. Lasciatemi controllare queste rappresentazioni.” Così dicendo il prete di Clangeddin iniziò a verificare le rune Dethek presenti nel luogo cercando qualche ulteriore informazione. Gli altri membri del gruppo ne approfittarono per riposarsi un poco. Quel momento di quiete fu bruscamente interrotto.  Lo scudo di Dirnal risuonava  minaccioso, amplificato nell’immensa cattedrale,  mentre il nano lo percuoteva con Whelm. Il servo di Clangeddin aveva percepito qualcosa scendere dalla strada che essi stessi avevano percorso: alcuni scout dei nani delle profondità, a cavallo di ragni giganti, avevano seguito la loro pista.

“Venite, cani, avete scelto il luogo più adatto per confessare le vostre malefatte!” Nel parapiglia che seguì, il corno di uno dei duergar risuonò prima che la vita mortale gli fosse strappata. Troppo incauti erano stati a seguire un gruppo così ben assortito. “Andiamocene da qui, prima che ne arrivino degli altri” suggerì Kloi.

Cogliendo il suggerimento del Maestro di Tyr si allontanarono velocemente, senza sapere esattamente quale direzione prendessero i loro passi.

(Sessione II,  Martedì 13 Dicembre 2016)

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