21 Kythorn, 1356 DR – Un ritorno a casa pieno di sorprese (sgradite!)

Sua Eccellenza,

Le scrivo per avvisarla della mia intenzione di tornare fra le mura della vostra abbazia a breve, accompagnato da mia moglie Rosetta. L’altro giorno, di ritorno a casa, ho scoperto che aspetto un figlio dalla mia consorte, mio buon amico. La notizia mi giunge quanto mai inaspettata, e tanto più sconvolgente, rispetto ai miei piani di ripartire per unirmi a Morn, se accompagnata da ciò che mi appresto a raccontarvi.
La mia dolce metà, spaventata dalla novità e dalla prospettiva di dover affrontare tutto da sola, visto il prolungarsi della mia assenza, ha pensato bene di fare incetta di denaro per il futuro svendendo tutta la nostra attività ad un ricco mercante di Sembia. Forse non vi ho detto che l’edificio su cui sorgeva la mia bottega era un’eredità della famiglia di Rosetta, e come tale di sua effettiva proprietà. Le lascio immaginare tutto il mio sgomento e la mia rabbia, oltretutto repressa, dato l’impossibilità di regolare le diatribe matrimoniali alla maniera nanica, vista la difficoltà ad incassare manrovesci delle signore in stato interessante.
Rory Ulvart Gheri-Santanasstasian da Selgaunt

Proprio durante il chiarimento fra me e la mia consorte, alla nostra porta (la mia signora ha saggiamente ritenuto inopportuno vendersi anche la casa, almeno questo le va riconosciuto!) bussa il mercante che mi ha tolto il lavoro. Salta fuori dal nulla questo tale nomato Rory Ulvart Gheri-Santanasstasian, o meglio da Selgaunt, e ha tanti cognomi quanti sono i metri su cui cammina da terra mentre crede di parlare con l’ultimo dei cretini, tale mi sembra il suo atteggiamento nei miei confronti. Il furfante mi propone un affare: vorrebbe assumermi come dipendente per dirigere i lavori in quello che una volta era il mio negozio. Dice di avere una grossa commessa di armi e armature da completare e di aver bisogno di un artigiano esperto che guidi i lavori sul posto, vista la sua necessità di ripartire tra pochi giorni. Riesco a stento a trattenermi dall’estrarre il martello, caro Lord Deren. Realizzo di avere le mani legate: senza la mia attività, anche la discreta fortuna che ho accumulato non sarebbe sufficiente a dare un futuro alla mia famiglia che si sta allargando. Non posso permettermi di rifiutare senza prima valutare le mie alternative, e l’idea di ripartire per raggiungere Morn mi sembra molto lontana. Santanasstasian mi dice che si assenterà per alcuni giorni e che potrò ricontattare il suo assistente Gareth Swal, un giovane dai modi tanto raffinati da rasentare il ridicolo, per comunicargli la mia risposta.

La notte stessa, concordo con Rosetta che accetterò, a malincuore, la proposta. Non riesco a dormire, mi sembra che non tutto sia al posto giusto e che qualcosa mi sfugga, comincio a bere per chiarirmi i pensieri. Per questo ci metto un po’ a riconoscere la figura che mi chiama dalla finestra della cucina. Jalissa Duemartelli era l’ultima persona che intendevo vedere in quel frangente, ma la mia vecchia datrice di lavoro sembra avere cose molto importanti da comunicarmi. Sembra che Santanasstasian non abbia acquisito solo la mia bottega. Il bastardo ha comprato metà degli armaioli della città nel giro di un mese, dispensando offerte generose a cui nessuno ha potuto dire di no, a quanto pare. Jalissa è molto preoccupata, così come gli altri fabbri e conciatori della città. Rumori sinistri si avvicinano alla nostra Tegal’s Mark, rombi cupi di eserciti, e questo mercante compare dal nulla e arraffa tutto in men che non si dica. Oltretutto, Jalissa mi informa anche che Rosetta appare strana da quando ha accettato di vendere l’attività, non si fa più vedere in giro e rifiuta le visite, sta sempre chiusa in casa o esce accompagnata dal compare effemminato di Santanasstasian.

Non mi piace, mio buon amico, Jalissa è una megera arrogante, ma non si sarebbe disturbata a svegliarmi se non fosse per i gravi pensieri che devono aver turbato anche il suo sonno. Oltretutto, anche lei mi riferisce che non riesce a capacitarsi di come quell’uomo sia riuscito a convincerla a vendergli la sua bottega, dopo tutta la fatica che ci aveva messo a tirarla in piedi. Non le sembra vero di aver firmato l’atto di vendita, e ha ricordi confusi del momento. Jalissa dice che le voci sulle mie gesta mi hanno preceduto, e spera che io possa aiutarla a mettere insieme i fili degli eventi.
Ho bisogno del suo consiglio, Deren. Ho convinto Rosetta a fatica, ma verremo insieme all’abbazia tra due notti. Per favore, predisponga tutto per il nostro arrivo e non faccia parola con nessuno di queste informazioni: la nostra casa mi sembra continuamente sotto osservazione. Mandi un suo messo domani a chiamarmi, con la scusa che ritiene più opportuna.

A presto,
Arpino


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