14 Mirtul, 1356 DR – Una festa ancora rinviata

 Cara Rosetta, 
 
che impresa! Ci stavamo ancora riprendendo dalle fatiche della lotta, ma sapevamo che non potevamo aspettare troppo tempo prima di uscire da quel sotterraneo, di sopra probabilmente stava succedendo il finimondo.
Soccorriamo gli sfortunati che si stavano svegliando nella stanza con le pietre. Ci presentiamo a loro. sono un gruppo abbastanza bene assortito: un bimbo di nome Hiram, Boront il nano, la signora Marabel, un altro bimbo più piccolo chiamato Targin, la vecchia Omella e un ricco mercante di nome Norban. Oltre a questi c’è ovviamente anche la bella Eragyn, che dopo quelle di Halfie ha attirato le attenzioni anche del buon Kloi. La loro conversazione è durata parecchio, e lui non sembrava riuscire a staccarsene, probabilmente avranno discusso di religione, mah!
Eragyn la Scura

Scopriamo comunque che anche lei era venuta per indagare al tempio di Lathander e, come tutti gli altri dormienti, non si ricorda come è finita qua sotto. Anche loro portano i segni che abbiamo noi sul braccio. Le nostre donne hanno appena il tempo di frugare nella biblioteca di Colderan che arriva la guardia di Dagger Falls, accompagnata, con nostra gioia, dal nostro amico Telimas. Anche lui è contento di vederci e ci porta i saluti del conestabile della città, il quale vorrebbe incontrare i liberatori.

Brevemente, lo gnomo ci racconta che, dopo il rapimento, è stato consegnato a delle truppe di goblinoidi al soldo di Zhentil Keep. Lo hanno condotto a Dagger Falls, dove è stato trattato bene, con lo scopo di elaborare un antidoto per la malattia del sonno. Ci racconta che le persone addormentate venivano trasportate fuori dalla città, non sa esattamente dove. Randal Morn era già in città quando lui è arrivato, prigioniero. Le autorità addossavano a lui la responsabilità per la malattia.
Nel bel mezzo del racconto, il capo della guardia, un mezzorco enorme di nome Toren, ci intima di sbrigarci con i convenevoli, dato che il luogo non è sicuro e che siamo attesi dal conestabile.
 
All’uscita delle gallerie, Rosetta, la folla superstite di Dagger Falls era lì ad attenderci. Non puoi immaginare il tripudio, la felicità, la gratitudine sui loro volti. Tra tutta la gente, sembra che Zeke abbia visto anche la sua bella Rose; sappiamo che si sono parlati ma che lei non era intenzionata a rimanere per la nostra acclamazione, dato che era in partenza per Arabel.
Finita la processione, Telimas ci invita nel suo laboratorio. Ha elaborato un antidoto per la malattia, che noi beviamo in men che non si dica. Sembra che le sorti degli sfortunati che soccombono alla magia siano di diventare ombre, non morti, come quelle che abbiamo visto nei sotterranei, oppure rimanere vivi ma comunque infettati dal morbo. Telimas ci informa anche che Randal Morn sarà processato per la vicenda della malattia, insieme ai prigionieri catturati durante i tumulti degli ultimi giorni. Sarà un prete di Tyr, Tunfer il Tozzo, l’unico prete rimasto a Daggerfall, a emettere la sentenza. Chiediamo al saggio Telimas cosa ne pensa, a noi non tornano le accuse rivolte a Randal Morn, e ci sembra che le motivazioni del processo potrebbero essere più che altro politiche. Lo gnomo ci fa capire che ha le mani legate, dato che il reggente di Dagger Falls gli ha promesso la sua protezione per il suo villaggio, e visti i tempi che si avvicinano non biasimo certo Telimas per non voler mettere becco in queste questioni.
 
Finalmente ci portano al cospetto del conestabile Tren Noemfor, un giovane di belle speranze e valide conoscenze. Il conestabile si spertica in elogi della nostra impresa e ci illustra quanto la cittadina sarà eternamente grata agli eroi che l’hanno liberata dal sortilegio. Vogliono addirittura intitolarci una via Rosetta, ci credi? Kloi, in quanto membro della chiesa di Tyr, si offre di aiutare Tunfer nell’emettere un giudizio su Morn. Il conestabile, visto il debito nei nostri confronti, accetta anche di farci parlare col prigioniero, dato che forse questa sarà l’ultima occasione di vederlo e capire qualcosa delle vicende che ci hanno condotto qui.
Tren Noemfer

Portati al suo cospetto, il signore delle Valli ci appare come un uomo che ha ormai perso ogni speranza, e forse anche ogni ideale. Non è però così disperato da rifiutare una proposta di aiuto da parte di Paula. Da quello che ci ha spiegato la maga, è riuscita a proporre al prigioniero, di nascosto dalle guardie, di aiutarlo a fuggire dalla cella prima del processo. In cambio, lui ci darà le informazioni che cerchiamo. L’occhio elfico di Halfie ha anche notato che Morn porta i segni della malattia sul braccio; forse questo spiega la sua disperazione? Nel frattempo, il buon Kloi ha verificato che gli incartamenti del processo fossero validi, e si è fatto dire da Tunfer che probabilmente i prigionieri verranno condannati a morte mentre Randal, in considerazione del suo rango, verrà messo in esilio e consegnato a persona da definire.

 
La sera ci troviamo nella stanza e parliamo delle imminenti ore che ci aspettano. Kloi è convinto che Randal possa essere affidato a lui, in quanto rappresentante di Tyr e in onore alle nostre gesta. Zeke sembra ansioso di parlargli, quindi spera che le previsioni del prete siano giuste. Io avrei proposto di seguirlo una volta libero, ma avevo altro per la testa al momento. In ogni caso, decidiamo di aspettare il processo. Il giorno seguente, dopo un a nuova festa in nostro onore, la sentenza si conferma quella prevista dal vecchio Tunfer, salvo per un particolare non indifferente: Morn non sarà affidato a Kloi, ma ad un contingente di Zhentil Keep che si sta accampando fuori dalla città. Dagger Falls si è alleata con quella che crede essere la parte più forte, e aveva una ghiotta ricompensa per rinsaldare l’alleanza con gli Zhent. Sarà un certo Gulab della Pietra Infranta a prendere in consegna Morn.
Siamo tutti increduli della decisione. Non immaginavamo di ritrovarci a festeggiare la liberazione della città insieme agli Zhentarim. Kloi è costernato, ma le sue rimostranze con il conestabile non sortiscono effetto, e anche Telimas deve pensare al suo villaggio e non può aiutarci.
La notte, come al solito, ci vede a discutere sul da farsi. Zeke è il più risoluto, vorrebbe organizzare l’evasione di Morn la notte stessa, ma ha bisogno di Paula e delle sue arti magiche. Paula, dopo un momento di esitazione, acconsente a partecipare al piano. Anche Halfie sembra più cauto, ma si convince ad agire, a patto che la spada delle Valli non sia consegnata al Cormyr, come aveva in mente di fare Zeke. Kloi, più prudente per natura, si oppone, anche perché il suo credo gli vieta di infrangere la decisione di una corte legittima. Questa riserva però sembra cadere, e anche lui si convince di agire. A questo punto rimaniamo solo io e Meena a non essere della partita. Io avevo appena scambiato accordi non ufficiali col conestabile per farmi affidare la ristrutturazione del Nido dell’Aquila, la vecchia fornace dei nani che abbiamo visitato qualche giorno fa. Sarebbe stata un’occasione troppo grossa per sistemarmi e poterti chiamare qui a Dagger Falls, mi vedevo già a vivere con te su quel picco, con i carri dei mercanti che vengono a rifornirsi alla nostra bottega. Meena poi era irremovibile, la sortita sarebbe stata troppo rischiosa, e poi c’erano altri modi per non perdere di vista Morn e ritrovarlo senza inimicarci una intera città. A quel punto però, cara Rosetta, i giochi erano quasi fatti. L’unico modo che avevo di dissuadere i miei compagni era ormai impedirgli fisicamente di andare, ma non ne avevo le capacità e la volontà. D’altra parte, se fossi rimasto con Meena in città, la nostra posizione sarebbe stata assai difficile da sostenere nei riguardi delle autorità. Ci avrebbero come minimo imprigionato e usato come merce di scambio per riavere Morn, oppure peggio. Quindi, dato che scappare da solo non mi andava, decisi a malincuore di unirmi all’impresa. Meena, rimasta ormai sola nella sua posizione e consapevole anche dell’aiuto che lei poteva dare all’impresa, sotto le pressioni di tutti, ha ceduto e accettato di partecipare, pur maledicendo un po’ tutti e parecchio più arrabbiata di me. Ahimè, Rosetta, col senno del poi, se avessi avuto più tenacia nel difendere la mia posizione e dissuadere i miei compagni, forse le cose non sarebbero precipitate in questo modo.
 
Randal Morn

Paula, col favore delle tenebre e con l’aiuto della sua magia, si è introdotta nelle prigioni, trovando Morn e riuscendo a farlo fuggire nello stesso modo in cui lei è entrata. La stiamo aspettando poco fuori dalle mura, come stabilito, ma tarda ad arrivare. Forse ha incontrato resistenze che non ci aspettavamo, magari magiche, come aveva per un attimo paventato Halfie, poco rassicurato dalla presenza di uno strano individuo al fianco di Tren nel nostro incontro a palazzo, che a suo dire aveva tutta l’aria di intendersene di arcani. Una nebbia sembra avvicinarsi, forse è Paula, o forse sono i miei occhi stanchi. Intanto aspettiamo, di nuovo in fuga, sospettosi l’uno dell’altro e, forse mai come prima, incerti sul futuro. A poca distanza, nell’accampamento di goblin e giganti delle colline, aspettano anche gli Zhent.

 
(Sessione XXII, 29 Giugno 2014)

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