12 Mirtul, 1356 DR – L’esercito dei morti

In una fredda notte con la luna in fiamme
Noi riuniti attorno al camino
Silenzioso ci siamo seduti con le nostre birre spumeggianti
Rispettosamente aspettando il racconto del vecchio
 
Con un pareggio finale sulla sua pipa d’avorio
Il vecchio alzò la voce, e cominciò
 
Mentre la sua voce si sollevava e affondava nella rima più strana
Si allontanò verso mondi dei tempi antichi
Con le sue parole eravamo in grado di vedere attraverso i suoi occhi
In luoghi al di là dove draghi volano ancora
 
 
Valli, terre misteriose
Quando i sogni d’infanzia sono a portata di mano
Con bestie mitiche e folletti lucenti
Quei mondi magici si rivelano
 
E quando la storia è finita ci siamo sentiti ancora contenti
Il ritorno alla grigia realtà ci ha reso tutti un po più’ tristi
Ma ho potuto vedere la fede in tutti quanti gli occhi
Che da qualche parte, ci sono mondi dove volano i draghi
 
E questa strana notte di fine dicembre
Rimarrà nella mia mente, e io la ricorderò per sempre…
 
 

Nonna Suntya e Paula
Nella mia mente l’immagine di nonna Suntya mentre mi cantava questa canzone..
Apro gli occhi e ricordo. Siamo ancora in questo luogo fetido, e la nostra prova non è ancora finita. Eppure abbiamo rischiato così tante volte di morire, forse dovremmo avere ancora più rispetto per la vita.
Sono ancora mezza addormentata,cerco di scandagliare nella mia memoria, di trovare un filo che mi permetta di dare un senso a quello che ho visto e sentito. Ricordo che Madarn era caduto..si,era precipitato nella trappola in quella strana stanza piena di sorprese.
C’era qualcosa che non andava in quella stanza, io e Meena ce ne siamo accorte quasi subito, non era adatta a coloro che respiravano ancora ma creata appositamente per coloro che vivi più non sono. Era giunta l’ora di scappare, tornare indietro visto che davanti a noi Halfgrimur sentiva solo passi, tanti, e conciatati.
Ricordo la sensazione di fallimento mista a stanchezza…indietro, verso quella galleria che nella foga dell’inseguimento non avevamo considerato..e puzza, sempre più forte.
Dalla padella alla brace! Un essere, non saprei come altro descriverlo, una massa informe, ma viva, pronta a ingoiarci tutti giaceva in una fossa tentando di afferrare qualunque cosa si avvicinasse. Scappare, ricordo la voce di Zeke che urlava a squarciagola, il panico negli occhi di Kloi e poi…magia.
Forte, potente, inquietante..rovi che ci sbarrano la strada e quella voce…
“Arrendetevi e avrete salva la vita!”.
Un brivido corre lungo la schiena, non è una voce comune, non è una voce VIVA. Per Mystra, quando la consapevolezza di chi ci trovavamo di fronte si è fatta strada dentro di me ricordo di aver pensato “E’ finita, tanto lavoro per nulla, tante avventure per restare uccisa qua sotto, non sono pronta, combatterò, difenderò i miei compagni!”
Ma come difendersi da uno stregone non morto? Colderan in carne e ossa..anzi solo in ossa era dietro l’angolo ad attendere una nostra risposta.
Non ero sorpresa di vedere Kloi e Halfgrimur già sotto scacco della potente magia congelante dello stregone, i miei occhi si sono posati su Zeeke che era già pronto a combattere, poi su Arpino che ancora non capiva, non poteva, povero nano, capire quello che stava accadendo, poi …infine…hanno cercato quelli di Meena, un breve cenno di assenso, una sua parola e Giventhar che diventa come tutte le altre spade..
Eravamo pronti.
Le sue parole gentili promettevano doni per la sua famosa moglie, in procinto di raggiungerlo dal mondo dei morti…e funzionavano.
Scampammo alla morte, fummo accompagnati in una sala piena di rune, con un mausoleo al centro, probabilmente la dimora dello stregone. 
 
Colderan, il Re Stregone
Dall’ombra emerse finalmente Colderan, uno splendente mantello a ricordare la sua stirpe reale, ma fatto d’ossa, non un alito usciva dalla sua bocca e al posto degli occhi due punti rossi che mi faranno passare molte notti insonni.
Ricordo perfettamente le sue parole, il suo folle piano. Liberare Randal Morn e riprendersi il regno che è stato strappato via alla sua stirpe, mettere insieme un esercito e sconfiggere tutti i suoi nemici, fondare due regni, uno per i vivi e uno per i non morti nel piano negativo.
Ma….al momento, ci spiega di essere vincolato a rimanere quaggiù, non ancora pronto a rivelarsi ma in piena attività per arruolare i suoi soldati. La mia curiosità un giorno mi ucciderà, lo so: “ Come arruoli gli uomini?” – chiedo- “ Ah semplice…si addormentano e quando si risvegliano non sono più..come dire…vivi. Ma è un sacrificio che sarà ripagato, vedrete!”.
Uomini, donne, bambini. Tutti sacrificabili per la stirpe reale.
Ricordo lo sdegno, per alcuni ben celato, per altri meno, dei miei compagni.
Ben presto passiamo dalle parole ai fatti, passiamo in una stanza dove giacciono diversi corpi, sembrano dormire profondamente, forse sono pronti ad entrare nell’esercitò, forse sono solo cavie per gli esperimenti dello stregone. Il formicolio, ricordo il formicolio nella mia mano, la sensazione di impotenza. Cosa devo fare?
Continuo a guardare Meena, il suo sguardo mi dà conforto, sembra dirmi “Aspetta, respira, pensa.” ed è quello che faccio, fino a quando Colderan non si accorge di qualcosa, qualcosa indossato da Zeke. Adesso si che formicola la mia mano!!
  
Ricorderò per sempre la faccia del mio amico, ormai posso chiamarlo così, quando si è accorto di aver attratto in qualche modo lo stregone. Per fortuna le sue attenzioni erano per la spada con cui Arpino mi aveva ferito tempo addietro.
Veniamo a sapere che trattasi di Olar l’ammazzamaghi, leggendaria spada utilizzata dai nemici di Dorn!
Bene, una informazione in più.
Infine, il non vivo ci chiede di liberare Randal Morn, unirci alla sua causa, nel nome della giustizia e del bene delle Valli. Ci ha promesso terre, denaro, potere.
Tutte cose che a me non interessano…ma posso dire lo stesso per i miei compagni?
Sappiamo dove si trova il rampollo, lo stregone ci fornisce informazioni precise, dobbiamo solo riposare.
E così abbiamo deciso di riposarci, accettare a malincuore le cure e i ristori offerti e decidere di rimandare tutte le nostre decisioni all’indomani.
Ed ecco, ora mi sto riprendendo, ancora nelle orecchie la voce del mio passato.
Siamo pronti. Per cosa ancora non so…la vita, la morte, l’onore, il disonore, il bene o il male.
So solo che dobbiamo andare, ancora. 
 
(Sessione XX, 4 Maggio 2014)

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